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Chirurgia per l’obesità. Ospedale di Sulmona primo in Abruzzo ad ottenere il riconoscimento della Sicob

Per ottenere il riconoscimento della Società italiana della chirurgia dell’obesità è richiesta l’esecuzione di 3 trattamenti e l’ospedale Peligno ne pratica 5: pallone intragastrico, bendaggio gastrico, plicatura gastrica, sleeve gastrectomy e by-pass gastrico.

25 GEN - L’ospedale di Sulmona ha ottenuto, unico in Abruzzo, il riconoscimento di centro altamente specializzato dalla società italiana della chirurgia dell’obesità (Sicob). “Un’investitura che – sottolinea la struttura in una nota  - premia una lunga attività, iniziata nel 2010 e che, a suon di risultati, ha conquistato ormai ampie fette di utenza da regioni del centro-sud, in primis il Lazio e, più staccate, Puglia, Campania e Calabria, equivalenti al 70% dell’utenza complessiva”.

Il riconoscimento da parte della Sicob è arrivato nei giorni scorsi, il 18 gennaio, come premio al lavoro, avviato nel 2010 e nel corso del quale sono stati effettuati complessivamente interventi su 605 pazienti con la chirurgia laparoscopica: piccoli ‘buchi’ anziché apertura totale dell’addome, con meno sofferenza per il malato, degenze più brevi e recuperi più veloci.

“Gli oltre 600 soggetti, operati nell’arco degli ultimi 6 anni, erano affetti non da semplice sovrappeso (che resta al di fuori del trattamento chirurgico e che si fronteggia con diete e altro) bensì dall’obesità patologica, quella che arriva fino a 200 e (oltre) chilogrammi e che abbassa drasticamente la qualità di vita del paziente”, evidenzia la nota dell’ospedale in cui si spiega che la massa patologica in eccesso di adipe (quantificata da parametri  basati sul rapporto tra altezza e peso) rende il paziente ad alto rischio di malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione; “richiede dunque un apparato ospedaliero che comprenda, oltre alla chirurgia, i reparti di rianimazione, Utic e  centro trasfusionale. In aggiunta, è necessario un pool di specialisti, adeguatamente formati in centri d’eccellenza, composto nutrizionista, pneumologo, cardiologo, anestesista-rianimatore, endoscopista, psicologo, neurologo, diabetologo, angiologo e endocrinologo”.


Tutti requisiti di cui l’ospedale di Sulmona è in  possesso e che, unitamente all’alto tasso di difficoltà degli interventi chirurgici effettuati, gli hanno fatto guadagnare il riconoscimento. “Da rimarcare un dato importante: l’assenza di decessi in 6 anni di attività: fatto rilevante perché gli obesi patologici, rispetto ai pazienti ‘ordinari, corrono un pericolo 10 volte superiore di arresto cardiaco”, sottolinea la struttura.

Nella nota l’ospedale sottolinea come la chirurgia antiobesità del presidio peligno, di cui è responsabile Paolo De Meis e che si svolge nell’ambito della chirurgia generale diretta da Maurizio Tempesti, “fa persino meglio di ciò che chiedono i severi requisiti Sicob: circa 100 interventi l’anno a Sulmona (rispetto ai 50 minimi richiesti) e una gamma di trattamenti superiore a quella indicata dalla Sicob”. A Sulmona, oltre al pallone intragastrico (collocato nello stomaco per dare un senso di riempimento), viene praticato bendaggio gastrico (che rallenta la frequenza di assunzione di cibo e che registra il più alto numero di interventi 243), la plicatura gastrica (riduzione del volume dello stomaco), sleeve gastrectomy (volume gastrico ridimensionato e ‘modellato’ come un tubulo) e il by-pass gastrico.

25 gennaio 2016
© Riproduzione riservata


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