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Fazio: poche risorse e mal gestite. Ecco le criticità della ricerca italiana

08 NOV - Risorse scarse, frammentazione degli erogatori e dei loro beneficiari, scarsa trasparenza nell’attribuzione dei fondi e una “internazionalizzazione a senso unico". Queste le criticità della ricerca italiana individuate dal ministro della Salute Ferruccio Fazio. Aprendo i lavori della Prima Conferenza nazionale sulla Ricerca sanitaria, in corso a Cernobbio, Fazio ha affermato che “la ricerca italiana ha molte luci ma altrettante ombre” e che l’evento di Cernobbio ha proprio lo scopo di “una disanima costruttiva” della situazione italiana per “proporre soluzioni”.

“La ricerca in Italia può contare su poche risorse private", ha affermato il ministro iniziando a illustrare le criticità più evidenti del settore. "Nel nostro Paese - ha continuato - la ricerca si basa fondamentalmente sulle risorse pubbliche, ma anche queste sono poche e devono essere incrementate". come avviene in altri Paesi.
Come se non bastasse, la loro gestione non è ottimale. Esiste infatti "una molteplicità di soggetti erogatori che attribuiscono le risorse in maniera non sempre coordinata”. In parte fanno riferimento al Miur, per 297 milioni di euro; in parte al ministero della Salute, per circa 300 milioni (200 per la ricerca corrente e 100 per la ricerca finalizzata) e poi al Cnr (dove vanno peraltro scemando) alle Regioni e all’Aifa. Secondo Fazio è invece essenziale un coordinamento maggiore nell’attribuzione delle risorse, come in parte già avvenuto a livello delle Regioni.
Ciò, secondo il ministro, non è però sufficiente senza un processo di verifica sistematico dei risultati ottenuti dall’utilizzo delle risorse. “Contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti e in altri Paesi avanzati – ha osservato Fazio – in Italia le spese fisse per la ricerca, vengono di fatto erogate indipendentemente dai risultati conseguiti". 
Riguardo alla ricerca privata, secondo il ministro, si tratta di un’area ancora carente, anche se diventa sempre più importante il ruolo dell’industria e delle associazioni, come nel caso dell’Airc e di Telethon. 
“L’introduzione del 5 per mille è stato un passo importante”, ma per incentivare gli investimenti da parte dell’industria Fazio individua due strade: la defiscalizzazione e lo snellimento delle procedure per la sperimentazione clinica, come peraltro già previsto dal ddl presentato dal ministro attraverso il quale si punta a rendere omogenei i comitati etici e le procedure per accedere alle fasi 1 della sperimentazione.
"Trasparenza” e "internazionalizzazione" le ultime due parole chiave dell'intervento di Fazio.
“Molti italiani all’estero portano alto il nome dell’Italia attraverso attività di ricerca viva e di grande importanza. Ma occorre trovare le strategie più efficaci affinché l’Italia stessa diventi un punto di riferimento e di attrattività per la ricerca internazionale”.
 
A.M.

08 novembre 2010
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