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Quegli 80 psicologi che le Asp calabresi devono ancora stabilizzare

20 FEB - Gentile Direttore,
la Regione Calabria, che quando vuole riesce ad attivarsi anche per fare l’impossibile, altre volte appare incomprensibilmente muta ed immobile, anche quando si tratta di lavoratori seri ed onesti che patiscono un’evidente ingiustizia; rinviando la risoluzione di problemi importanti, a volte divenuti urgenti dopo aver segnato il passo sempre dietro a riferite priorità politiche/amministrative.

E’ bene invece che la Regione Calabria, coinvolta in pieno nella vicenda ma anche quale organo di garanzia, si attivi in modo più completo, con concretezza e senza ulteriori rinvii, in merito alla nota questione riguardante gli 80 psicologi trasferiti nel 2008 dalla Regione alle ASP e che da tanti anni attendono ancora una adeguata normalizzazione lavorativa, per come è giusto e doveroso, più volte richiesta dagli interessati, sollecitata in interrogazioni regionali/parlamentari, denunciata dalla stampa, ben nota ai Ministeri della Salute e dell’Economia…

A tal fine, circa due anni fa, è stato istituito presso la Cittadella della Regione - Dipartimento Tutela alla Salute – un Tavolo di Lavoro che, dopo aver ottenuto finalmente dalle 5 ASP calabresi conferme più corrette circa l’effettivo utilizzo dei suddetti psicologi in importanti servizi ospedalieri/ambulatoriali nonché sui tanti posti liberi in pianta organica, non ha ancora adottato atti conseguenziali ed ora, aldilà di qualche disponibilità, sembra segnare ancora il passo. E vi è poco tempo oramai per avviare una qualche procedura di stabilizzazione (entro 2019), un’opportunità comunque da non perdere ed utile per regolarizzare al meglio la situazione economica-professionale-contrattuale tanto attesa dai suddetti professionisti ma che potrebbe servire anche a porre in una “situazione più tranquilla” la Regione e le stesse ASP, entrambi responsabili di aver creato nel tempo tale situazione, evitando inutili contenziosi.

Per uscire dall’attuale impasse, magari nell’ottica di un’Azienda che desideri conferire anche incarichi di strutture in una disciplina ricercata e complessa, possono ancora essere utili normative precedenti ma anche vigenti leggi e decreti di stabilizzazione (es D.Lgs Madia n. 75/2017), un’occasione colta al volo e molto sfruttata da altre ASP extraregionali - per stabilizzare anche psicologi- che anche la Regione Calabria non può perdere ma far propria sollecitando le ASP ad applicarla nei termini previsti, con quel senso di responsabilità e lealtà che è dovuto verso propri dipendenti, con un atteggiamento serio e positivo che ben interpreti storia lavorativa e normative con apertura e senza preconcetti.

Per come noto, i suddetti professionisti da decenni sono utilizzati dalle ASP (dagli anni ’90 in seguito a mobilità funzionale a cui ha fatto seguito nel 2008 il trasferimento giuridico); con grande impegno ed autonomia professionale, competenza specifiche e relativa responsabilità, mantengono aperti ed attivi importanti servizi necessari ed utili specie alle fasce più deboli (Neuropsichiatria infantile, Neuropsicologia, Oncologia, Sert, Cim, Consultori, ...) contribuendo a ridurre liste di attesa e mobilità passiva, a ricondurre il livello di erogazione dei Lea agli standard di riferimento.

Psicologi formatisi in importanti Università – assunti con selezione pubblica specifica negli anni ‘80, non colpevoli di un concorso riservato avviato dalla Regione mai completato - che possiedono tutti i requisiti, generali e specifici, affinchè gli venga attivato dalle rispettive ASP un percorso di stabilizzazione (Legge 208/2015- art. 20 D.Lgs n.75/2017 e circolari esplicative ) che è doveroso intraprendere in via prioritaria per i dipendenti già interni e da normalizzare, prima ancora di assumere eventualmente altri nuovi psicologi. Una situazione lavorativa che appare di precariato storico, un quasi fuori ruolo o sommerso inconcepibile in un’Azienda pubblica; un lavoro subordinato ma con “profilo economico e giuridico inferiore al ruolo svolto” (che il D.Lgs Madia prevede anche tra quelli da stabilizzare).

Psicologi che hanno la necessità di avere la dovuta piena tutela da parte delle ASP ,datori di lavoro a tutti gli effetti; quest’ultimi obbligati a “valorizzare l’esperienza professionale di chi continua ad assicurare la continuità nell’erogazione di un servizio sanitario cui già è assegnato”; a stabilizzare nel modo più completo ed in via prioritaria i suddetti psicologi pervenuti per mobilità da Ente “in seguito a riordino di personale” (Regione Calabria L.R. n.9/2007), superare attuali forme di discriminazione professionale ed economica rispetto ad altri psicologi (assunti direttamente dalle ASP) pur svolgendo lo stesso compito, favorire l’ equiparazione più giusta , dare un’ adeguata retribuzione (attualmente stipendi di circa la metà rispetto ad altri colleghi) in base al lavoro realmente svolto ed a quanto indicato dall’art. 36 della Costituzione ed alle normative che tendono a normalizzare/contrastare ogni forma di sfruttamento sul lavoro.

Una situazione lavorativa ove - si badi bene - non vi è necessità di ulteriori risorse finanziarie né riguarda gli interventi per il disavanzo del SSR calabrese; che, forse da tempo, poteva essere in gran parte risolta con un dispositivo Regionale o un decreto/circolare Dirigenziale che incardinasse vari dispositivi precedenti; in fondo un “trasferimento intercompartimentale obbligatorio dalla Regione -inserito in un piano di riordino- alle ASP che avevano ed hanno necessità di tali risorse professionali per tenere attivi i servizi psicologici (del resto in posti vacanti); una mobilità -tra enti con diverso Contratto di Lavoro- che doveva procedere in modo semplice e naturale, magari completata con alcuni chiarimenti e la giusta equipollenza favorevole al lavoratore trasferito; portare all’inserimento automatico ed in via prioritaria degli psicologi nella dotazione organica.

Psicologi impegnati quotidianamente negli Ospedali e negli Ambulatori (con ricetta rossa SSN/SSR e relativi incassi di ticket per le ASP); di fatto produttivi per le Aziende che in diversi modi forse si arricchiscono illecitamente, forse anche con danno erariale, a cui sembra far comodo disporre di “personale a basso costo. Nonostante tutto, professionisti che da anni continuano a farsi carico dei problemi del malato con competenza e senso etico, credendo nella Sanità Pubblica, nel servizio a questa terra di Calabria ove hanno scelto di lavorare e di lottare, con forza e perseveranza, per tutto ciò che è giusto.

F.to Per il gruppo psicologi
Fiorella Migliarese
Giovanna Molinaro
Carlo Sestito


20 febbraio 2019
© Riproduzione riservata

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