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Riabilitazione intensiva. In Campania la rete assistenziale al palo

La Regione dovrebbero essere dotata di 210 posti letto, attualmente ce ne sono solo 45. Oltre all'Irccs Maugeri di Telese Terme, accreditato col servizio sanitario regionale, e pochi altri posti letto sparsi in strutture pubbliche e private accreditate, la rete è tutta da costruire e ciò causa ricoveri impropri dei pazienti in altre strutture riabilitative o una migrazione sanitaria al centro nord del paese

16 NOV - Alta specialità riabilitativa per pazienti in coma o con lesioni midollari: in Campania la rete di assistenza per questi pazienti, prevista dal Piano ospedaliero è sostanzialmente al palo. Oltre all'Irccs Maugeri di Telese Terme, accreditato col servizio sanitario regionale, e pochi altri posti letto sparsi in strutture pubbliche e private accreditate, la rete è tutta da costruire e ciò causa ricoveri impropri dei pazienti in altre strutture riabilitative o una migrazione sanitaria al centro nord del paese dove questa tipologia di reparti è molto diffusa soprattutto sul versante pubblico.

“Il dispendio economico per le famiglie e il disagio sono inevitabili - spiega Lorenzo Latella, segretario regionale di Cittadinanzattiva - dopo l'emergenza Covid questo della riabilitazione intensiva è un tema da affrontare per dare attuazione a ciò che è sancito nell'ultimo piano ospedaliero".

Prolungamento incongruo di ricovero nei reparti di terapia intensiva, collocazione dei pazienti in setting riabilitativi assolutamente non adatti alle loro esigenze assistenziali, migrazione di pazienti verso altre regioni con relativo aumento della mobilità passiva le principali conseguenze di questo vuoto assistenziale.

Ma andiamo con ordine: la riabilitazione ha diversi livelli di intensità: l'alta specialità riabilitativa (tecnicamente identificata con i codici 75 e codice 28) riguarda rispettivamente, nella pratica clinica, i pazienti con gravi lesioni cerebrali (colpiti da emorragie o ictus ischemici, traumi, asportazione di tumori cerebrali, anossie cerebrali da arresto cardiaco o complicanze di complessi interventi cardiochirugici, encefaliti ecc,) che in genere sono ricoverati in reparti di rianimazione e i pazienti colpiti da lesioni del midollo spinale o gravi polinevriti. Infine c'è la riabilitazione intensiva ospedaliera (codice 56).

“Nei primi due setting assistenziali - aggiunge Latella - ci si rivolge a  casi di pazienti molto complessi: tracheotomizzati o dipendenti da ventilatori polmonari e portatori di accessi venosi centrali o alimentazione tramite Peg (sondini applicati direttamente nello stomaco ed attraverso cui i pazienti vengono alimentati con specifici prodotti nutrizionali), affetti da lesioni da decubito, piaghe, completamente dipendenti da altri in tutte le loro attività e spesso (nei codici 75) con seri disturbi della coscienza (coma) o del comportamento. Tali pazienti provengono e vengono direttamente trasferiti dalle rianimazioni, neurochirurgie, neurologie e medicine d’urgenza”.

In Campania il fabbisogno di posti letto di riabilitazione intensiva non è completamente soddisfatto. Dal piano ospedaliero (Decreto commissariale 103 del 24 gennaio del 2019) in base ai dati epidemiologici ed al miglioramento di efficacia delle attività riabilitative, specie nell’area dell’alta specialità, il piano riprogramma un'assistenza post acuti nell’immediato, anche per pazienti con gravi disabilità allestendo una rete che per ora è tutta da realizzare.
Una situazione caratterizzata da un alto livello di dipendenza del paziente dopo l'evento acuto, del tutto non autosufficiente ma con elevato potenziale di recupero funzionale. Per questa attività ad elevata valenza riabilitativa sono stati rivalutati i fabbisogni identificando un'area assistenziale neuro riabilitativa (codice 75) e le unità spinali (codice 28).

I nuovi standard tengono conto di quanto definito dal Decreto ministeriale  70 del 2015 e ricalcolati sulla popolazione pesata, secondo le ultime indicazioni ministeriali, all’interno dello standard complessivo dei posti letto previsti per la riabilitazione intensiva ospedaliera. La distribuzione per macroaree provinciali tiene poi conto della necessaria equità di accesso alle cure.

Nel Decreto numero 77 del 2013 riguardo alla “Ridefinizione, fabbisogno e linee di indirizzo e riabilitazione post acuzie di alta specialità”, la Regione Campania programmava i posti letto per l’alta specialità riabilitativa. Il Piano ospedaliero invece rivede i fabbisogni della rete dell’alta specialità riabilitativa prevedendo la collocazione dei posti letto prevalentemente in presidi ospedalieri sede di Dea di I o II livello ovvero nei presidi ospedalieri ad indirizzo riabilitativo.
Una ridefinizione in corso di adozione da parte dei competenti Uffici regionali ha condotto ad una revisione del fabbisogno di posti letto oltre alla definizione dei requisiti autorizzativi e di accreditamento. Pertanto i pazienti da Codice 75 devono poter contare su 150 posti letto (compreso un Centro risvegli) e le unità spinali su 60 posti letto complessivi.

In totale, quindi, dovrebbero essere 210 posti letto in tutta la Campania.
Attualmente, invece, sono solo 45 (15 per le gravi cerebolesioni e 15 per le persone con lesione del midollo spinale presenti solo all’Irccs Maugeri di Telese e 15 a Sant’Angelo dei Lombardi, dunque anche lontani dai capoluoghi più popolosi). A fronte di ciò i posti letto di terapia intensiva in Campania sono 590 (incrementati sulla scia dell'emergenza Covid) e quelli di Neurochirurgia invece 287, Neurologia 509, Medicina generale e d’urgenza 293 Cardiochirugia 176. E' chiaro che una tale mole di attività non può essere soddisfatta per i casi da recuperare con cure riabilitative intensive su meno di un quarto della dotazione complessiva prevista.

Non sono poi noti i dati di esito delle Medicine d’urgenza, altro grosso bacino di pazienti che possono essere dimessi con una prescrizione riabilitativa. Motivo per cui quasi tutte le riabilitazioni post Covid sono state soddisfatte al di fuori del bacino di offerta della regione.  

Il totale dei posti letto che potrebbero avere bisogno di riabilitazione di alta intensità riabilitativa è stimato in almeno 1800 unità di degenza Considerando i notevoli passi in avanti del 118, delle tecniche chirurgiche (ed in particolare cardiochirurgiche) l’incremento dell’età dei pazienti su cui si interviene, il numero di pazienti che necessitano di tali reparti (per complicanze) è notevolmente aumentato e 45 posti letto sono assolutamente inadeguati.

"Nella attuale situazione - conclude Latella - si crea un “collo di bottiglia” tra i reparti per acuti ed il numero dei posti di alta specialità riabilitativa necessari che provoca notevoli problemi innanzitutto a pazienti e famiglie e poi alle stesse casse della Regione costretta ad appaltare ad altre realtà sanitarie del pazienti prestazioni che sottraggono risorse in termini di investimenti e offerta sanitaria. Eppure basterebbe probabilmente mettere in atto quello che l’ultimo piano ospedaliero prevede”.

Ettore Mautone

16 novembre 2021
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