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Accreditamenti. Nasce il Master per formare un pool di esperti

Dalla collaborazione tra la Asl Napoli3 Sud e la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II nasce la Master Class nazionale destinata agli Ota, ai valutatori, agli expertizer nell’accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e delle reti clinico-assistenziali. A Napoli anche il confronto nazionale tra Asl sulla sulla sicurezza degli ospedali e gestione rischi durante la pandemia. 

18 NOV - Mettere a confronto le buone pratiche e le esperienze maturate dalle Asl campane e non solo e dai Dipartimenti di prevenzione nel contrasto al Covid con particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro in ambito sanitario. Fari puntati su OspedaleSicuroDuemila21, un incontro di lavoro promosso dalla scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II e dall’Osservatorio Salute Lavoro del Dipartimento di Sanità pubblica presso lo stesso Ateneo. L’appuntamento, giunto alla XVIII edizione, quest’anno ha acceso i fari su come la pandemia da Covid-19 abbia mutato le strategie di prevenzione e di gestione dei rischi quotidiani dal punto di vista operativo all’interno delle strutture sanitarie e dunque quanto l’emergenza Covid abbia influito sulla cultura della prevenzione.

"C’è da costruire una nuova sicurezza dopo il Covid – ha affermato Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II - la pandemia ci ha insegnato nuovi rischi nelle emergenze e in modo particolare rispetto alla sicurezza degli operatori non soltanto sul fronte della sicurezza fisica ma anche rispetto all’uso appropriato dei dispositivi sia individuali che di tipo organizzativo. E’ molto importante – ha aggiunto - l’organizzazione del lavoro che molte volte è fonte di stress e infatti il rischio stress da lavoro derivato è diventato molto cogente oltre ad altri rischi quali quelli economici e biologici”.

Nell’ambito del dibattito è stato posto l’accento su come le azioni messe in campo a tutela della sicurezza dei lavoratori e l’approccio alla gestione dell’emergenza in ambito sanitario possano costituire un modello trasversale applicabile e replicabile anche in altri ambiti lavorativi e produttivi. "La pandemia – ha sottolineato Giovanni Lama, referente dell’Osservatorio Salute Lavoro – ci ha insegnato quanto sia necessaria una maggiore attenzione nella gestione dei rischi quotidiani sui luoghi di lavoro in ambito sanitario e non solo: ci ha fatto capire quanto sia importante adottare tutti gli strumenti e le metodologie in nostro possesso per affrontare problematiche impreviste e inattese”.

Dal 2001, anno di istituzione dell’Osservatorio Salute Lavoro presso il dipartimento di Sanità pubblica del Policlinico Federico II, sono state numerose le attività di formazione messe in campo con lo scopo di promuovere e migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro in ambito sanitario attraverso l’adeguamento delle misure alle sempre più moderne ed innovative esigenze. Il convegno ha visto la partecipazione di oltre 40 relatori giunti da diverse parti d’Italia e di rappresentanti di altre realtà universitarie, di realtà scientifiche e dell’Inail.

Accreditamenti, arriva un pool d’esperti. Intanto proprio da Napoli parte la formazione delle figure professionali a cui spetta il compito di verificare l’idoneità delle strutture sanitarie per l’accreditamento al Sistema sanitario regionale. Dalla collaborazione tra la Asl Napoli3 Sud e la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II nasce la Master Class nazionale destinata agli Ota, ai valutatori, agli expertizer nell’accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e delle reti clinico-assistenziali.

“La necessità di formare tali figure professionali – ha spiegato Gaetano D’Onofrio, direttore generale Asl Napoli 3 Sud – deriva da quanto prescritto nel decreto nazionale che prevede la costituzione dell’OTA (Organismo Tecnicamente Accreditato) secondo cui ogni regione deve effettuare un corso al cui termine i partecipanti saranno qualificati come accreditatori, figure di rilevante importanza perché a loro spetta il compito di valutare se una struttura sanitaria sia in possesso dei requisiti tecnologici, strutturali e organizzativi per poter erogare le prestazioni sanitarie. Ad oggi siamo la prima regione che avvia tale formazione’’. 

Napoli e la Campania dunque fanno da apripista e infatti al corso sono giunte iscrizioni dalla Lombardia, dal Trentino Alto Adige, dal Lazio, dalla Liguria, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalle Marche e dall’Abruzzo dando così forma a una vera e propria Master Class nazionale. Un percorso che acquisisce ulteriore rilevanza in vista della nascita sui territorio delle case di comunità e degli ospedali di comunità attraverso l’impiego delle risorse del Pnrr. Solo in Campania si stima che dovrebbero essere realizzate tra le 100 e le 140 case di comunità (una ogni 30-50mila abitanti) e circa 50 ospedali di comunità (uno ogni 100mila abitanti).

‘’Queste figure in vista delle sfide che abbiamo davanti – sottolinea D’Onofrio – diventano centrali oltre alla necessità di dover svolgere l’accreditamento tradizionale soprattutto se si considera che l’ultimo corso per i valutatori risale al 2006-2007 ’’. Il corso si svolge interamente in modalità a distanza. ‘’La costruzione di questa Master Class nazionale – ha affermato Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina dell’Ateneo federiciano – costituisce un esperimento pilota ed è il segnale di una sinergia indispensabile per affrontare il problema dell’accreditamento degli operatori. E’ importante una partecipazione così ampia giunta da tante altre regioni perché così le metodologie possono diventare omogenee sul territorio nazionale’’. Un'iniziativa che per la Scuola di Medicina dell'Ateneo federiciano rappresenta "un importante tassello per qualificare la sua presenza nella formazione continua delle figure cardine del servizio sanitario".

Ettore Mautone

18 novembre 2021
© Riproduzione riservata

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