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Campania. Nps e Arcigay preoccupati per dimissioni forzate pazienti con Hiv/Aids, ma la Regione non ascolta l’appello

La presidente nazionale del Network persone sieropositive ha scritto alla Regione per denunciare la “sospensione del diritto alla cura delle persone con Hiv e con Aids appena buttate fuori dal reparto e assolutamente non in condizione di rientrare a casa” e chiedere l’avvio del percorso Adi. Dalla Regione nessuna risposta specifica, intanto arriva la sospensione temporanea delle attività assistenziali di elezione e di specialistica ambulatoriale.

12 GEN - C’è preoccupazione in Campania da parte dei malati di Hiv e Aids per la sospensione dell’assistenza ospedaliera e ambulatoriale. Già il 30 dicembre 2021, la presidente di Nps (Network persone sieropositive) Margherita Errico, aveva scritto al presidente della Regione, Vincenze De Luca, per denunciare (lo avevano già fatto localmente Antinoo Arcigay NapoliNps sezione Campania) come, in  alcune Aziende ospedaliere, “senza un’ordinanza ufficiale”, fosse stato “dato l’ordine di dimettere tutti i pazienti con Hiv al momento ricoverati nelle diverse divisioni di malattie infettive e di bloccare gli accessi al pronto soccorso per trasformare tutti i reparti attualmente dedicati a malattie infettive in reparti Covid”.

Una “sospensione del diritto alla cura delle persone con Hiv e con Aids appena buttate fuori dal reparto e assolutamente non in condizione di rientrare a casa perché bisognosi di assistenza ospedaliera ultraspecialistica che solo il management infettivologico può offrire in base alla specificità delle patologie”, spiegava Errico, che chiedeva che venisse "approvato e avviato il nuovo percorso Adi le Aziende sanitarie adottino urgentemente il vecchio percorso di assistenza domiciliare perché stiamo comunque parlando di un Lea che non può essere negato”.

Nessuna risposta specifica per i pazienti con Hiv/Aids da parte della Regione che, pochi giorni dopo la lettera di Nps, ha invece approvato un atto per disporre la sospensione, a far data dal 10 gennaio, dei ricoveri programmati sia medici che chirurgici, e di tutte le attività di specialistica ambulatoriale.

Tale sospensione, si legge nell’atto, “è valida per tutti i ricoveri programmati, ad eccezione dei ricoveri per pazienti oncologici, oncoematologici, di pertinenza ostetrica, trapiantologica, nonché delle prestazioni salvavita e di quelle la cui mancata erogazione può pregiudicare nell'immediato la salute del paziente e, pertanto, non procrastinabili”.

Quanto all’attività ambulatoriale, il riferimento è a quelle che “non siano caratterizzate da urgenza o indifferibilità”. Parimenti ai ricoveri, “non sono sospese le attività ambulatoriali per le prestazioni di oncologia, oncoematologia, dialisi e radioterapia”. Confermate anche “le attività di screening oncologico”.

12 gennaio 2022
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