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Covid. Smi Campania: “Su medici di famiglia pressione altissima”

Il sindacato rigetta le accuse in merito ai medici che non risponderebbero alle chiamate.I medici “si sono prodigati per essere il primo presidio sanitario di contrasto alla pandemia”, ma ci sono carenze “generate dal caos organizzativo e dall’inefficienza del sistema sanitario regionale”. Lo Smi Campania rassicura i propri iscritti: “Assicureremo le tutele sindacali necessarie” anche “contro la mancata assunzione di responsabilità della parte pubblica”.

13 GEN - “Continuano le grandi difficoltà in Campania, nell’attuale fase della pandemia, per i medici di famiglia, con una forte pressione ed altissimi ritmi di lavoro Queste difficoltà sono dovute non solo alla gravità della pandemia, ma anche a causa dei pesanti ritardi e disfunzioni delle strutture sanitarie regionali”. A denunciarlo, in una nota, Lugi De Lucia, segretario regionale dello Smi, Campania.

“Si stanno determinando - spiega De Lucia - le condizioni per una presenza diffusa di pazienti in tutte le strutture sanitarie, comprese le sale di attesa degli studi dei medici”. Questo anche perché “viene riscontrato, infatti, sempre più, uno scollamento con le ASL nella redazione degli attestati di inizio e fine isolamento, nel blocco e ripristino dei green pass e nella esecuzione dei tamponi di fine quarantena”.

Il sindacato rigetta, quindi, “la tesi, a volte sostenuta in rete, con superficialità, che i medici di medicina generale non rispondono alle chiamate. I medici di famiglia con grande sacrificio hanno operato in questi due anni, in locali, a volte, di pochi metri quadrati, che non premettono di svolgere in sicurezza tutte le azioni di contrasto al covid. Si sono prodigati, nonostante tutto, per essere il primo presidio sanitario di contrasto alla pandemia. È ingeneroso, per queste ragioni, addossare a loro carenze che sono generate dal caos organizzativo e dall’inefficienza del sistema sanitario regionale”.

Per questo De Lucia rassicura gli iscritti allo Smi Campania, garantendo a tutti il nostro pieno sostegno al loro lavoro. “Saremo vigili per assicurare tutte le tutele sindacali contro tentativi diffamatori della categoria medica e la mancata assunzione di responsabilità della parte pubblica”, conclude De Lucia.

13 gennaio 2022
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