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Campania. “A rischio il Centro di procreazione del Ruggi”. La Regione replica: “Funziona”. Scontro De Luca/Caldoro

“Vogliono distruggere il luogo dove 'nascono i sogni”, un “atto violento contro donne e giovani coppie”. Così Stefano Caldoro e il suo collaboratore Gaetano Amatruda attaccano la Giunta sull’annullamento della delibera dell’ex Giunta Caldoro per il potenziamento del Centro. La replica di De Luca: “Avete avuto oltre sei mesi e il progetto non è mai stato realmente avviato. Non è l’attuale amministrazione a ‘negare i sogni’”.

26 GEN - Acceso dibattito sul mancato potenziamento del Centro di procreazione del Ruggi di Salerno. A battersi a suon di comunicati e tweet sono stati l’ex governatore della Campania, Stefano Caldoro, il suo collaboratore, Gaetano Amatruda, e l’attuale Giunta guidata da Vincenzo De Luca, che rispedisce al mittente tutte le responsabilità sul mancato potenziamento e precisa: “Il centro funziona”.

A lanciare il primo sasso era stato Gaetano Amatruda con una nota di alcuni giorni fa. “A Salerno ritorsione contro le famiglie e le giovani coppie. C'è qualcuno che vuole distruggere il luogo dove 'nascono i sogni'”, denunciava. Perché, secondo quanto ricordato da Amatruda, il Centro “andava potenziato e dotato di tutte le strutture necessarie. Un atto di civiltà. La struttura commissariale delle Regione invece smonta tutto. Con la giunta Caldoro – prosegue Amatruda con la sua ricostruzione - si avviò il progetto. Con la delibera n. 598 del 1/12/2014 furono finanziati 600.000 euro per creare la bio-banca, per 'la conservazione e lo studio del tessuto ovarico e dei gameti. Potenziamento del centro di Procreazione medicalmente assistita'”. La delibera, spiega Amatruda, “rappresentava il primo fondamentale passaggio”.
 
Ma ora “sarà annullata” dalla giunta De Luca e “le risorse trasferite a pioggia negli altri centri campani. Senza una logica, risorse a chi le ha già ottenute”. Per Amatruda “si rinuncia a creare il più grande centro del Mezzogiorno d'Italia. Sarebbe nato a Salerno. Qui le giovani coppie, di fatto gratis, avrebbero avuto accesso a questa possibilità. Saranno i privati a trarne un beneficio. Perché? Perché il progetto nasceva dalla vecchia giunta. Perché temo qualcuno voglia punire chi non ha sostenuto De Luca. Chi anima il progetto molto probabilmente non lo ha fatto. Colpa grave nella Salerno di Pol Pot. Sarà fatto, è probabile, un regalo ad alcuni privati (alto casertano e basso Lazio). Può arrivare la politica così in basso? Consumare lo scontro sui sogni di una giovane coppia? Mi auguro si fermi questa folle ritorsione. Qualcuno mi racconta che nella struttura occupata oggi dal reparto sarà creata la seconda divisione di cardiochirurgia. Un regalo a qualche consulente di Santa Lucia? Fermate questo scempio! Non distruggete i sogni”, concludeva Amatruda nella sua nota.


A sostenere l’attacco, ieri, un tweet dell’ex presidente Caldoro: “Al Ruggi,#Salerno si blocca potenziamento del centro per la #procreazione medicalmente assistita. Atto violento contro donne e giovani coppie”, scrive Caldoro.

Ma la Giunta non è rimasta a guardare e ha diffuso una nota in cui si rispediscono all’ex Giunta tutte le accuse: “Il 1°dicembre del 2014 – si legge nella nota della Regione Campania - , la giunta Caldoro approva una delibera d’intenti sul “Progetto per l’istituzione di una Bio Banca per la conservazione e lo studio del tessuto ovarico e dei gameti”. Nella stessa delibera si decide di “demandare a successivi atti monocratici l’impegno, la liquidazione e il pagamento delle risorse necessarie per la realizzazione del progetto”. Tra il primo dicembre 2014 e l’insediamento della nuova giunta sono trascorsi oltre sei mesi senza che il progetto venisse realmente avviato e soprattutto finanziato “fino a 600mila euro” dall’allora governatore-Commissario di Governo per la Sanità”.

Dunque, secondo la Regione, “non è l’attuale amministrazione a “negare i sogni delle famiglie” a compiere “un atto violento contro le donne e le giovani coppie”. Il centro del Ruggi di Salerno funziona. Non è mai stato chiuso. E’ dotato di personale e quanto al “potenziamento”, è in corso da parte del Commissario di Governo, appena insediato, uno studio “di rete” per monitorare e stabilire il fabbisogno e la distribuzione in tutta la Campania dei centri per la procreazione assistita”.

26 gennaio 2016
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