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Campania. Sindaci Terra dei fuochi con Ordine dei medici di Napoli contro il decreto appropriatezza. Domani Scotti incontra Polimeni

Una delegazione di 4 amministrazioni locali (Napoli, Acerra, San Gennaro Vesuviano e Ercolano) si è incontrata ieri con Scotti presso la sede dell’Ordine per tracciare il punto della situazione alla vigilia del primo faccia a faccia in Regione tra Scotti stesso e il commissario ad acta per la Sanità Joseph Polimeni.

09 FEB - Prescrizioni dei medici col freno tirato, anzi ferme ai box dal 22 gennaio scorso, da quando è entrato in vigore il cosiddetto ‘decreto appropriatezza’ firmato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla delega del governo attribuita dal decreto legge n. 78 del 2015 sugli Enti locali. A scendere in campo, per invocare l’immediata retromarcia amministrativa e politica di Governo e Regione, e per illustrare le conseguenze di un eventuale capo chino dei medici, ci sono 55 sindaci dell’area della Terra dei fuochi e il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli e provincia Silvestro Scotti.
Una delegazione di 4 amministrazioni locali (Napoli, Acerra, San Gennaro Vesuviano e Ercolano) si è incontrata ieri con Scotti presso la sede dell’Ordine per tracciare il punto della situazione alla vigilia del primo faccia a faccia in Regione tra Scotti e il commissario ad acta per la Sanità Joseph Polimeni.

“Una norma anticostituzionale – spiega Scotti - che inesorabilmente sbarra la strada alla prevenzione e alla diagnosi precoce, due corsie preferenziali su cui viaggia ogni giorno l’attività assistenziale dei medici di famiglia. I quali, è bene chiarirlo subito, agiscono nell’esclusivo interesse dei pazienti e in base agli assunti deontologici del giuramento di Ippocrate che ci impone di prescrivere e curare secondo scienza e coscienza e in ragione delle conoscenze delle conseguite con un lungo iter di studio”.


In garage da 15 giorni ci sono 203 prestazioni (tra analisi di laboratorio, indagini diagnostiche ed altre attività specialistiche individuate dal ministero), diventate prescrivibili a carico del Servizio sanitario nazionale, solo in determinate condizioni, in particolare se il paziente è un malato già conclamato ovvero sottoposto a cure specifiche per patologie croniche accertate e già diagnosticate. Ovvero con limitazioni alla possibilità di mettere in campo la macchina assistenziale quando c’è un quesito diagnostico legato ad una malattia ancora da accertare.

“Domani vedrò il commissario alla sanità della Campania, Polimeni – conferma Scotti - a cui porterò la preoccupazione dei medici di base e dei sindaci della Terra dei Fuochi, perché con il decreto Lorenzin si fermerà, si è già fermato, lo screening in corso per malattie tumorali. Al neocommissario Polimeni - ha spiegato - ricorderò che bisogna innanzitutto tutelare la salute dei cittadini come recita l’articolo 32 della Costituzione e che il pareggio di bilancio inserito nella Carta delle leggi all’articolo 81 è un’acquisizione recente, che fa parte di quella porzione variabile dell’architrave della nostra democrazia. Un commissario per la Salute non può essere eterodiretto dal Ministero dell'economia. Voglio capire se il commissario Polimeni è venuto a portare la Salute in questa Regione o per continuare la politica dei tagli lineari che sta portando il sistema sanitario campano all'apocalisse”.

“Ad Acerra stiamo conducendo lo screening sulla popolazione, ma ora i nostri medici non potranno più prescrivere esami di approfondimento in caso di sospetto”. Lo afferma il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, che ha partecipato all'incontro all'Ordine dei medici di Napoli e provincia sul decreto Lorenzin e suo suoi effetti, in particolare, nella Terra dei Fuochi. All'incontro erano stati invitati 50 sindaci della provincia, dei Comuni interessati ai problemi di inquinamento noti come "Terra dei fuochi", e all'Ordine dei medici si sono presentati due sindaci e due delegati.
Oltre a Lettieri il sindaco di San Gennaro Vesuviano, Antonio Russo, mentre per il Comune di Napoli ha partecipato l'assessore alle Politiche sociali Gaeta e per quello di Ercolano la dottoressa Formisano, delegata dal sindaco Buonajuto. Lettieri ha portato con sé anche cinque medici di base di Acerra che hanno ricordato come “lo screening della popolazione per il tumore del colon retto, della mammella e dell'utero è arrivato al 25%, ma d'ora in poi non potremo andare avanti con lo screening di secondo livello che prevede esami che sono considerati ad elevato rischio di appropriatezza dal decreto del governo”.

“Chiediamo al ministro Lorenzin - ha spiegato il sindaco di San Gennaro Vesuviano Antonio Russo - il coinvolgimento degli Ordini dei medici per delle soluzioni condivise, in particolare nella Terra dei Fuochi in cui non si può dire che non c'è correlazione tra inquinamento ambientale e patologie". Anche se non direttamente interessato al problema della Terra dei Fuochi, anche il Comune di Napoli si è detto pronto a scendere in campo al fianco di Scotti: “Il welfare e il sistema sanitario – ha spiegato l'assessore al welfare Robeta Gaeta - sono diritti intoccabili, se c'è da risparmiare, il governo dovrebbe concentrarsi su altri capitoli di spesa. Il Comune di Napoli è al fianco dell'Ordine dei medici in questa battaglia per i cittadini”.

Infine, all’indice di Scotti, anche il paradossale meccanismo per cui il valore aumentato del colesterolo Hdl (protettivo nei confronti di malattie cardiovascolari) consenta di reiterare i controlli mentre un valore basso, a rischio per la salute, consente un controllo ogni 5 anni. Altro paradosso la lievitazione del costo dei super ticket di 10 euro a ricetta per i pazienti in cui ci siano le condizioni di prescrivibilità tra quelle dell’elenco delle 2013 prestazioni a rischio in appropriatezza che, però, ora richiedono più ricette. “Per un paziente obeso – conclude Scotti – le 16 analisi necessarie in media, prima si spalmavano su due ricette di cui ognuna conteneva 8 esami. Oggi occorrono 5 ricette per cui il superticket esubera quali il valore del costo degli esami nei laboratori accreditati. Senza contare il fatto che per i trigliceridi occorre accertare prima il danno epatico con un ulteriore esborso per altri esami Inutile dire che in queste condizioni aumenteranno ricoveri e accessi al pronto soccorso impropri molto più onerosi per il Servizio sanitario nazionale”.
 
Ettore Mautone

09 febbraio 2016
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