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Campania. Oltre 9mila bambini del 2012 non sono stati vaccinati. Si rischia una nuova epidemia. In campo Fimmg, Fimp, Sit e Siti

Il dato di copertura vaccinale è di gran lunga inferiore dalla soglia minima di sicurezza del 95% fissata dall’Oms per evitare epidemie di morbillo. Dai dati riportati dalla Unità operativa complessa di Epidemiologia e prevenzione dell’Asl Na1 si evince che, nei soli primi tre mesi di quest’anno, nella regione sono stati segnalati 61 casi di morbillo di cui l’84% ricoverato in strutture ospedaliere.

06 APR - Lo spettro del morbillo torna a farsi sentire in Campania 14 anni dopo l’epidemia del 2002, quando si ammalarono di morbillo circa 40 mila bambini. La preoccupazione degli esperti è tutta nei dati venuti fuori oggi nel corso di una conferenza stampa che Fimmg, Fimp, Sip e Siti hanno tenuto all’Ordine dei Medici di Napoli. Il morbillo – spiegano gli esperti - è una malattia infettiva altamente contagiosa che può causare complicazioni anche gravi come polmoniti (1 caso su 20 pazienti infetti), infiammazioni acute dell'encefalo (1 caso su 2000 pazienti infetti) e persino morte (1 caso su 3000 pazienti infetti). L’unico modo per evitare questa malattia è la vaccinazione, ma quando in una determinata popolazione risulta presente un alto numero di bambini ed adulti non vaccinati, il rischio di epidemie è particolarmente elevato.

“Basta pensare – avverte Maria Triassi, presidente regionale della Siti società italiana di igiene - che un solo paziente affetto da morbillo riesce a contagiare in media 15 soggetti non protetti con il vaccino, i quali a loro volta contageranno altri. In Campania – aggiunge il docente di Igiene della Facoltà di Medicina Federico II – i tassi di copertura vaccinale stanno calando sensibilmente, un situazione che deve essere presa in seria considerazione se si vogliono scongiurare conseguenze serie. Per questo abbiamo deciso di organizzare questa conferenza stampa e continuiamo a stimolare gli addetti ai lavori e i cittadini sull’importanza delle vaccinazioni”.

 
I dati
Dall’ultimo aggiornamento (25 gennaio 2016) inerente i dati di copertura vaccinale della prima dose di Morbillo-Parotite-Rosolia entro 24 mesi pubblicato dal Ministero della Salute, emerge che in Campania risulta vaccinato solo l’83,66 % dei bambini. Più precisamente su una coorte di 58.131 bambini nati nel 2012 (54.839 nati da madre residenti + 3.292 nati da madre straniera) risultano vaccinati solo 48.632; da ciò si desume che 9.499 bambini non risultano essere protetti contro il morbillo.

Questo dato di copertura vaccinale è di gran lunga inferiore dalla soglia minima di sicurezza del 95% fissata dall’Oms per evitare epidemie di morbillo. Dai dati riportati dalla Unità operativa complessa di Epidemiologia e prevenzione dell’Asl Na1 si evince che, nei soli primi tre mesi di quest’anno, in Campania sono stati segnalati 61 casi di morbillo di cui l’84% ricoverato in strutture ospedaliere: 30 casi (68 %) sono stati riportati in residenti della Asl Napoli 1 Centro; 23 casi (38%) in pazienti residenti nella Asl Napoli 2 Nord; 1 caso (1,6%) in paziente residente nella Asl Napoli 3 Sud; 1 caso residente nella Asl di Caserta (1,6%); 5 casi sono stati inseriti nella piattaforma Web dalla Asl di Salerno; 1 caso è stato inserito nella piattaforma Web dalla Asl di Benevento: e si tratta di dati che sottostimano il fenomeno perché non tengono conto del “sommerso”, cioè di tutti i casi di contagio che non sono stati segnalati dal personale preposto.

Da un’analisi epidemiologica-statistica delle 30 segnalazioni dei casi ospedalizzati per morbillo, residenti nell’ambito territoriale della Asl Na1 Centro, risulta che l’età pediatrica è più colpita e precisamente il 67% dei casi ha un’età compresa tra 0 e 18 anni e il restante 33% ha un’età >18 anni; l’età media è di 13 anni (range: 1– 45anni); il 74% circa non è vaccinato (6 casi = “non noto”); il 44% dei casi complicati ha meno di 5 anni di età. Alla luce di questi dati i rappresentati dei medici campani appartenenti alle più importanti Federazioni che rappresentano le cure primarie per il bambino (Fimp - Federazione Italiana Medici Pediatri) e per l’adulto (FIMMG - Federazione italiana medici di Medicina generale) in associazione con le Società scientifiche che si occupano, tra i loro temi più rilevanti, di vaccinazioni (Società italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità pubblica - SItI, e Società italiana di Pediatria - Sip), lanciano un’allerta a tutta la popolazione (pediatrica ed adulta) che non risulta essere protetta contro il morbillo.

I consigli
Di concerto con la professoressa Maria Triassi, ecco i consigli del pediatra consultoriale Rocco Russo: “Considerata l’alta contagiosità dell’infezione da morbillo, le attuali scarse coperture vaccinali contro il morbillo in Campania, ma soprattutto le perplessità scaturite della mancata segnalazione di altri casi per i quali non è stato necessario il ricovero ospedaliero (che non significa assolutamente che non siano presenti territorio) invitano tutti coloro (bambini di età superiore ai 12 mesi ed adulti) che non hanno contratto la malattia del morbillo ad effettuare in tempi rapidi la vaccinazione e/o a completare lo specifico programma vaccinale con la necessaria seconda dose di vaccino Morbillo-Parotite-Rosolia. Questo proprio per scongiurare un’altra epidemia di morbillo nella loro Regione, simile a quella verificatasi nel 2002 (circa 40.000 bambini minori di 15 anni ammalati di morbillo nel periodo gennaio-luglio 2002).

Soprattutto in questo periodo si raccomanda di contattare il proprio Medico nel caso in cui sia presente: febbre che diventa sempre più alta, associata a sintomi simil-influenzali (tosse secca, naso che cola, congiuntivite), puntini bianchi all’interno della bocca ed una specifica eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo.

L’Ordine dei medici
“I dati che sono emersi oggi – avverte Mario Delfino consigliere segretario dell’Ordine dei medici di Napoli - ci danno la misura del rischio al quale ci stiamo esponendo. Nei primi tre mesi del 2016 sono già stati segnalati 61 casi di morbillo, se non si punta con decisione alle vaccinazioni la possibilità di dover rivivere una violenta epidemia, simile a quella del 2002, sono molto concrete”. Sulla stessa lunghezza d’onda Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli.

“Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa – sottolinea Scotti - che può causare complicazioni anche gravi come: polmoniti (1 caso su 20 pazienti infetti), infiammazioni acute dell’encefalo (1 caso su 2000 pazienti infetti) e persino morte (1 caso su 3000 pazienti infetti). La presenza di bambini e adulti non vaccinati alza di molto il rischio di epidemie perché un solo paziente affetto da morbillo riesce a contagiare in media 15 soggetti non protetti con il vaccino, i quali a loro volta contageranno altri. Ecco perché, sottolinea ancora una volta il leader dei medici partenopei, “l’unico modo mettersi al sicuro è vaccinarsi”.

In questo senso l’Ordine dei Medici di Napoli, sotto la guida del presidente Scotti, ha da tempo puntato su importanti campagne di informazione e sensibilizzazione. L’ultima in ordine di tempo è stata quella realizzata grazie all’affissione di centinaia di maxi manifesti con uno slogan molto chiaro "La vaccinazione, un patto tra generazioni», volendo ricordare a tutti che se oggi molte malattie sono scomparse e non sono più un pericolo è proprio grazie al senso di responsabilità dimostrato in passato”.
“Parlare ai cittadini in modo chiaro - conclude Scotti - non significa mai fare allarmismo. Anzi, l'Ordine dei Medici, che è Ente ausiliario dello Stato ha il dovere di trasmettere messaggi corretti e mirati esclusivamente a tutelare e migliorare la salute della gente”.
 
Ettore Mautone

06 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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