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Campania. Lorenzin a Napoli: “Subito nuovi manager e sblocco del turn over per rilanciare i Lea. E nessuna perdita posti letto”

Il Ministro in tour ha visitato prima il Pascale. Poi al Policlinico Federico II ha inaugurato il centro di Chirurgia robotica. Nel pomeriggio ha invece partecipato ad un’iniziativa di beneficienza della Bcc per l’acquisto di una nuova apparecchiatura per la riabilitazione pediatrica da parte del Santobono-pausilipon. “Stop a burocrazia e massimo impegno per riorganizzare le reti dell’assistenza”. E poi su allarme posti letto: “Campania non perderà nulla”.

11 APR - “Il vero tema è nominare i direttori generali di Asl e ospedali bravi e capaci, in questo la Regione deve assumersi una responsabilità politica forte: va fatta una grossa selezione. Le Regioni devono fare un grosso investimento nei manager perché i medici bravi ci sono, ma la competenza non basta”. Così il ministro Beatrice Lorenzin, subito dopo il suo arrivo stamani al Pascale, prima tappa del tour nella Sanità campana. Il ministro ha visitato il reparto di Radioterapia dotato di 3 acceleratori lineari e di un ciber knife fiore all’occhiello delle tecnologie nelle cure anticancro. Il nodo da sciogliere è la carenza di personale che limita l’utilizzo delle apparecchiature per ridurre le liste d’attesa a sole 6 ore al giorno.
 
A stretto giro la replica del presidente della Regione Vincenzo De Luca, impegnato in Regione in una riunione con i manager di tre ospedali per affrontare il nodo delle barelle nel pronto soccorso del Cardarelli. “Le nomine dei manager? Le faremo entro due mesi” ha detto De Luca. 
Il Ministro ha visitato reparti e unità operative, stretto la mano a numerosi malati di tumore e sottolineato i primati dell’Irccs partenopeo: “Questo istituto – ha detto Lorenzin – ha un rilievo internazionale in molte linee di ricerca. Ho sentito parlare, e bene, del Pascale sul fronte della ricerca soprattutto riguardo al melanoma in consessi scientifici internazionali e anche a Londra. Senza dubbio il Pascale sul melanoma è uno dei principali centri italiani ed europei. Un riferimento per tutto il Centro-Sud che merita un potenziamento”. Il nodo da sciogliere, comune al Pascale come agli altri presìdi ospedalieri, è la carenza di personale medico e del comparto. “Questo è il principale tema – ha ammesso il ministro – comune paraltro a tutte le regioni in piano di rientro. Una sofferenza oggettiva su cui non si può più stare a guardare.

 
La Campania come previsto dalla Finanziaria, entro la fine di febbraio scorso ha inviato i fabbisogni. Sono possibili ulteriori assunzioni a tempo determinato tra trasformare a tempo indeterminato entro l’anno. La Regione – inoltre - deve lavorare ventre e terra allo sblocco del turn-over e accelerare le pratiche burocratiche e accorciare i tempi della riorganizzazione dei turni di lavoro”. Lorenzin nei mesi scorsi era già stata a Napoli, proprio al Pascale senza preannunciare la propria visita. In quello come in questo caso non ha mancato di far complimenti agli operatori “la cui capacità viene riconosciuta – ha detto il ministro – anche dai pazienti in questa come nelle altre volte che sono stata qui”. I fari del Governo – ha ribadito Lorenzin – sono puntati soprattutto sulle regioni in Piano di rientro in chiave di monitoraggio dei programmi operativi ma anche per un affiancamento e una collaborazione che non sono mai venuti meno. “Siamo stati vicini soprattutto alle compagini, come la Campania, che hanno maggiori sofferenze. I tempi per risalire la china dell’assistenza dopo la stagione dei tagli sono stretti.
 
Il management di Asl e ospedali è chiamato a fare meglio in tutte le regioni. La differenza tra un’azienda e un’altra lo fanno il managerment e le persone. Per questo è ora di fare scelte e di dare direzioni stabili e competenti scegliendo i migliori. In questo apprezzo la grande passione e determinazione del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Quello del management è un grande investimento della classe politica. Servono persone di qualità in grado di affrontare problemi complessi. A loro spetta condurre in porto gli indirizzi politici”. Campania luogo di grandi capacità professionali e fucina di talenti della medicina e della ricerca ma agli ultimi posti del paese per livelli di assistenza. Perché con questi presupposti la Regione non va bene nel governo della Salute? Principale assenza – ha ribadito Lorenzin – è il Piano delle reti. La Campania come le altre regioni in Piano di rientro, in questi anni si è distinta nel contenimento della spesa e negli interventi basati sull’economia e pareggio di bilanci. Ora questa azione deve continuare ed essere accompagnata da processi di organizzazione profondi. Scelte che la Regione sta facendo e deve condurre in porto insieme alla struttura commissariale sul fronte della rete oncologica, riabilitazione, assistenza ai malati cronici, nelle urgenze. Oggi – sottolineato il titolare del dicastero della Salute, l’ospedale è l’unica risposta ai pazienti. Ma l’ospedale da solo non funziona. E bisogna lavorare non solo sulle urgenze ma anche sulla prevenzione. La medicina moderna deve investire sulla prevenzione che è compito del territorio. Altrimenti saremo sempre punto e a capo.  In fondo la ricetta è semplice, più complesso invece passare dalle parole ai fatti. Occorre un dialogo con i cittadini”.
 
Il clima generale è di grande collaborazione con la presidenza della Regione nella comune volontà di cambiamento,  condivisi dalla struttura commissariale e anche dal management delle aziende sanitarie. Il ministro è tornato sull’allarme per la perdita di 7-800 posti letto paventata dal presidente De Luca. “La Campania non perde nulla – ha ribadito Lorenzin - i posti letto sono unità di misura. Il Servizio sanitario non si fa sul posto letto ma sulla produttività del posto letto. Al Pascale macchinari di ultima generazione lavorano solo 6 ore al giorno (per carenze di personale ndr). Bisogna lavorare sull’utilizzo delle risorse economiche al massimo della produttività”. I criteri di riparto del fondo nazionale che vedono la Campania fanalino di coda in Italia per quota procapite? Qui in ministro sposta l’attenzione sulla responsabilità delle Regioni: “Si tratta di un problema che attiene alla norma. Per cambiare e passare ad un riparto basato su criteri diversi bisogna che le Regioni si mettano d’accordo. Bisogna lavorare in Conferenza delle Regioni che deliberano all’unanimità Del resto mano a mano che si lavora sull’efficienza si possono immaginare criteri diversi. Lo Stato non entra nel merito”.
 
In  mattinata poi il ministro è intervenuta a un convegno sulla prevenzione delle dipendenze patologiche e gli stili dei giovani all’aula di Biotecnologie dell’Ateneo Federico II per poi inaugurare il centro di Chirurgia robotica del policlinico Federico II. “ Modelli di eccellenza per fare formazione e aggiornamento – ha ricordato Lorenzin - la robotica in chirurgia è uno strumento innovativo importante che consente di motivare il personale, fare scuola, aggiornare le prestigiose scuole di medicina di questa regione. Dobbiamo arrivare all’obiettivo in una Campania con un grande policlinico che insieme al Pascale e agli altri centri di eccellenza consenta di lavorare per far restare qui i pazienti e intercettare così almeno una quota della migrazione sanitaria che la Campania sconta per circa 300 milioni di euro annui”.
 
Nel pomeriggio il ministro ha partecipato alla presentazione del programma di beneficenza “Una Banca con Napoli nel cuore”, della Bcc in favore dell’azienda Santobono Pausilipon. Un concerto di beneficenza in programma il 7 maggio al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare e la donazione. Donati 5 mila euro per acquistare un macchinario di avanzata tecnologia a beneficio della riabilitazione dei bambini. Sono intervenuti insieme al Ministro Amedeo Manzo, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli e ad Annamaria Minicucci, presidente della Fondazione Santobono-Pausilipon Onlus. L’intero ricavato del concerto sarà devoluto all’acquisto di Alter G “Anti-Gravity Treadmill” un tapis roulant dotato di un dispositivo ad aria che consente di ridurre l'impatto della gravità sulle strutture articolari e muscolari riducendo, nella deambulazione, il peso corporeo fino al 20%.
 
Può essere utilizzato nella riabilitazione dei pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia ortopedica degli arti inferiori consentendo un carico programmato, permette di migliorare la mobilità, la forza e la sicurezza nei pazienti con malattie neurologiche e consente ai soggetti affetti da grave obesità di perdere peso eseguendo un esercizio fisico più intenso limitando notevolmente lo stress per le articolazioni e i muscoli. Il costo del macchinario è di circa cinquantamila euro.
 
Ettore Mautone  

11 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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