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15 SETTEMBRE 2019
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Campania. Il caso Annunziata. Botta e risposta tra De Luca e 5 Stelle. E i medici si mettono il bavaglio in conferenza stampa  

Non si placano le polemiche sulla sanità campana: Gruppo 5 Stelle e presidente della Regione continuano a fare scintille sulla riconversione in fieri dell’ospedale Annunziata. Intanto anche i medici dell’intersindacale si presentano imbavagliati in conferenza stampa invocando partecipazione negli atti di programmazione come il Piano ospedaliero.

02 LUG - Non si placano le polemiche tra Gruppo 5 Stelle e il presidente della Regione Vincenzo De Luca che continuano a fare scintille sulla riconversione in fieri dell’ospedale Annunziata, uno storico presidio a vocazione materno-infantile della Asl Napoli 1.
 
L’ospedale fu annesso al Santobono nel 2011, quando per alcuni calcinacci piovuti in sala operatoria chiuse i battenti la maternità, una delle più attive al centro di Napoli con oltre 1.300 parti all’anno. Fallito il progetto di aprire una maternità al Santobono (sul modello Gaslini) l’Annunziata è poi rimasto nel limbo per anni con una Terapia intensiva neonatale (oggi in via di dismissione), un reparto di Pediatria con 16 posti letto e 4 di day hospital e una accettazione attiva h 24, curata da camici bianchi di guardia medica formati alla pediatria.
 
Concepito come filtro per codici bianchi, insieme ad una serie di altri ambulatori diurni, una guardia anestesiologica attiva h 24, un laboratorio e una consulenza ginecologica per donne in menopausa.  
 
In base al decreto commissariale n. 28 del 2015 dal 1° luglio scorso l’Annunziata dovrebbe essere formalmente riassegnato alla Asl Napoli 1. I 16 posti della Tin sono in fase di assegnazione in parte al Santobono e in parte alla Sun.

 
La Pediatria è invece da dirottare al Santobono a corto di personale. Questa previsione, integrata dal Piano ospedaliero, garantisce però un’offerta pediatrica nel centro storico (alla Sun e al Loreto Mare) allo stato presente solo alla Sun (senza pronto soccorso) e al Loreto Mare (dove c’è un nido fisiologico ma non spazi per attivare la Pediatria). Da qui la richiesta di De Luca di congelare il trasferimento della Pediatria dell’Annunziata in attesa che il Loreto Mare delocalizzi alcune funzioni all’ospedale del Mare (entro la primavera del 2017).  
 
La posizione della Cimo
“Per l’Annunziata la Regione nel 2015 – spiega Ermanno Scognamiglio, presidente provinciale della Cimo - prese atto che il progetto iniziale non si era realizzato (presidio materno-neonatale di un’azienda pediatrica, ossia il Santobono) e con il decreto 28 ne dispose il rientro in Na 1. A quel tempo concordammo un progetto organico che per alterne vicende non è mai arrivato all’attenzione della Regione. Purtroppo nel Piano ospedaliero è stato preso in considerazione solo un protocollo d’intesa tra Santobono e Asl Napoli 1 che ha sempre più il sapore di una spoliazione che non di un rilancio. Per un consultorio e centro vaccinale hanno chiesto ben 17 stanze in un rapporto di consumo di spazi e risorse sproporzionato al prodotto sanitario”.
 
La posizione del Movimento 5 Stelle
"Sulla vicenda chiusura ospedale Annunziata la vera violenza, sciacallaggio e demagogia – aggiunge Valeria Ciarambino, del Movimento 5 Stelle  - l'ha messa in atto con estremo cinismo politico il presidente De Luca, non nuovo a questo tipo di comportamento. Abbiamo scritto al Prefetto Gerarda Maria Pantalone perché siamo preoccupati -per il progressivo sfilacciamento dell'erogazione dei servizi della sanità pubblica. Quanto al Piano ospedaliero “non è possibile calare dall'alto un piano di drastici tagli dell'assistenza sanitaria”.
 
L’intersindacale medica
Aspramente critica sul Piano ospedaliero anche l’intersindacale della dirigenza medica che punta il dito sul merito dei provvedimenti assunti e sul metodo che li ha visti esclusi per tutta la fase preliminare di stesura del piano. Nei giorni scorsi in conferenza stampa i leader regionali di tutti i sindacati si sono presentati imbavagliati. Ospiti dell’Anaao Assomed, i medici hanno usato parole molto dure. «Forse credono – ha detto il padrone di casa Bruno Zuccarelli – che la nostra regione sia fatta solo di camorristi e di affaristi. Forse non accettano di parlare con noi per questa ragione».
 
Tra le criticità anche quella dei precari. «La Campania – dicono i medici - si è fatta scavalcare da Lazio, Calabra e Sicilia. In regione ci sono infatti 1.200 medici mai stabilizzati, alcuni dei quali hanno oramai quasi 60 anni e sono precari da 10. Casi limite anche quelli del salernitano, dove si «lascia il territorio senza presidii se non a Salerno città».
 
All’indice la distribuzione e l’offerta dei posti letto, squilibrata tra Napoli 1 e provincia e la rete oncologica: “Con attivazione di posti letto in ospedali periferici a bassa complessità – avverte D’Angelo della Cisl medici – si è rinunciato a prevedere il potenziamento di servizi di eccellenza”. Tra le richieste indirizzate alla Regione la nomina, subito, di un assessore alla Sanità. 
 
L’allarme di Caldoro
“Sono preoccupato. Il mio è un grido di allarme. I medici si imbavagliano, i cittadini si devono pagare le cure perché sono finite le risorse, gli ospedali chiudono. So che non è facile amministrare la sanità ma la situazione oggi è drammatica come non mai. Dopo un anno di cura De Luca è tornato il virus del clientelismo e della spesa non controllata”. E’ quanto sottolinea il capo dell’opposizione in Consiglio Regionale, Stefano Caldoro che in un video postato sulla sua pagina Facebook rimanda al mittente le accuse e le critiche dell'attuale numero uno di Palazzo Santa Lucia. Quanto alla Corte dei Conti – ricorda Caldoro- nel 2016 il procuratore Cottone giudicò la chiusura della mia gestione e relativamente ai pagamenti alle aziende sanitarie evidenzia un andamento 2009/2014 con una riduzione dei giorni da 427 nel 2009 a 160 nel 2014. Inoltre, è evidenziato il risultato di gestione positivo per la chiusura del 2015, con 182 milioni”.
 
La replica di De Luca
"Quella dell'Annunziata è una vicenda significativa. Abbiamo corretto una piccola sbavatura organizzativa – ha spiegato il governatore nel consueto appuntamento settimanale su Lira Tv _- ma nulla di particolare. Il centro storico di Napoli avrà la pediatria, con un pronto soccorso che riceve 300 bambini al giorno. Di questi rimangono ricoverati solo 25. Così evitiamo anche di ingolfare il Santobono. All'Annunziata rimarranno i pediatri, un servizio di osservazione breve intensiva e poi si apre al Secondo Policlinico un punto nascita che non c'era e si mantiene un altro reparto di Pediatria e una Terapia intensiva neonatale”. Il governatore, sempre in tema di sanità, critica la gestione della passata amministrazione regionale:
 
"Abbiamo perso soldi per un miliardo di euro per l'edilizia sanitaria”. E sui tetti di spesa sforati a Napioli 1: “Abbiamo deciso di informatizzare i controlli, sia per le prescrizioni sia nelle prestazioni dei laboratori. Chi pensa di continuare a rubare sarà buttato fuori. I livelli essenziali di assistenza? Siamo ultimi ma vogliamo voltare pagina”. E poi sui conti in rosso:
 
“Ogni giorno facciamo una nuova scoperta. Dobbiamo pagare 1 miliardo e 900 milioni di debiti che ci hanno lasciato quelli di prima. La Corte dei Conti, sul consuntivo 2013, aveva addebitato alla Campania quattro miliardi di euro di debito. Dopo un’analisi attenta con i magistrati contabili abbiamo ridotto lo sbilancio a un miliardo e 900 milioni. Dovremo fare un mutuo, speriamo trentennale, per spalmare questo debito, in attesa del consuntivo 2014. Poi dobbiamo pagare l'infrazione per i rifiuti. Un disastro totale".
 
La posizione dei medici di famiglia 
“Ancora una volta la categoria dei medici di famiglia finisce sotto l’attacco mediatico di chi con una generalizzazione vuole fare passare il concetto della tolleranza zero. Non siamo dei ladri e non accettiamo che il governatore venga fuori con queste generalizzazioni. In questo modo si getta solo discredito sulla categoria, alimentando un clima di diffidenza che non fa altro che generare tensione tra i pazienti e i medici”.
 
A dirlo sono i leader della Fimmg Napoli Corrado Calamaro eLuigi Sparano. “Siamo i primi a voler veder sparire gli sprechi e punito chi lucra sulla salute dei cittadini, ma crediamo che questa battaglia non debba diventare uno spauracchio per la politica, tantomeno a sparando alla ceca in un mucchio. Sulle prescrizioni, lo ripetiamo, si dia agli specialisti la possibilità di scegliere in autonomia. Questo eviterebbe situazioni grigie nelle quali si possono annidare sprechi e furberie”.     
 
Ettore Mautone
 

02 luglio 2016
© Riproduzione riservata


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