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Il caso Nola sbarca alla Camera. Lorenzin: “Responsabilità chiare della rete emergenza-urgenza regionale. Inattuata la riorganizzazione decisa mesi fa”

Il ministro della Salute è intervenuta oggi in Aula per rispondere al question time su quanto accaduto nell'ospedale di Nola nei giorni scorsi denunciato dalle foto di pazienti curati per terra. “Gli accertamenti hanno permesso di verificare che non c'erano i protocolli che avrebbero permesso di utilizzare i posti letto tecnici disponibili, day hospital oncologico e letti di dialisi, i quali avrebbero potuto essere occupati dei pazienti e accorsi al pronto soccorso”.

11 GEN - Il caso Nola e quelle foto dei pazienti curati a terra nel Pronto soccorso sono arrivati in Parlamento. Se ne è parlato oggi pomeriggio alla Camera nel   question time con il ministro Beatrice Lorenzin intervenuta in risposta a un’interrogazione del deputato campano di Forza Italia Paolo Russo che ha chiesto al Ministro, quali siano le misure adottate perché non si verifichi più quanto accaduto e quali le azioni programmate “per individuare i veri responsabili e tutelare invece quei medici che null'altro potevano fare se non provare, nelle condizioni date dall'azienda sanitaria e dalla regione, a curare al meglio i poveri pazienti giunti in quella triste notte”.
 
Ecco la risposta integrale del ministro Lorenzin.
 
"Rispondo all'onorevole Russo rinnovando innanzitutto il doveroso ringraziamento ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario, che assicura quotidianamente in tutta Italia una qualificata assistenza alle persone malate, lavorando spesso, in particolare nei pronto soccorso, in condizioni di grandissima difficoltà. 

  
Fatta questa doverosa premessa, dico chiaramente che ciò che è accaduto in questi giorni presso l'ospedale Santa Maria della pietà di Nola è un fatto di inaudita gravità. Le immagini di persone che vengono curate mentre sono sdraiate a terra lungo i corridoi di un ospedale non sono degne del nostro sistema sanitario e delle sue numerose e riconosciute eccellenze. Ecco perché ho chiesto, nell'immediatezza dei fatti, al comando dei carabinieri per la tutela della salute, al quale avevo peraltro già dato indicazione di intensificare le consuete attività di verifica durante i giorni delle festività natalizie in cui si registrano statisticamente maggiori accessi ai pronto soccorso degli ospedali, di accertare le cause che avevano determinato la gravissima situazione registratasi nell'ospedale di Nola. 
  
I carabinieri dei NAS hanno evidenziato che tra la mattina del 7 e la serata dell'8 gennaio hanno avuto accesso al pronto soccorso dell'ospedale di Nola 265 persone, con una punta massima di 320, rispetto ad una media giornaliera di 166 accessi. Tale incremento, assolutamente prevedibile tenuto conto del periodo di riferimento, cioè delle festività e dei picchi influenzali, ha palesato evidenti criticità del sistema di gestione dell'emergenza-urgenza presso l'ospedale di Nola, la ASL Napoli 3, e più in generale della regione Campania.
 
Infatti, gli accertamenti compiuti hanno permesso di verificare, ad esempio, che non c'erano i protocolli che avrebbero permesso di utilizzare i posti letto tecnici disponibili, day hospital oncologico e letti di dialisi, i quali avrebbero potuto essere occupati dei pazienti e accorsi al pronto soccorso. Allo stesso modo avrebbero potuto essere utilizzati posti letto presenti presso il vicino ospedale di Pollena, quindici minuti di percorrenza da Nola. 
  
Sul piano più generale dell'organizzazione dell'azienda sanitaria competente del sistema sanitario regionale campano, che presenta problemi strutturali che indubbiamente vengono da lontano, ho accertato che fondamentali decreti commissariali emessi nella seconda metà del 2016 dal commissario ad acta Polimeni e dal subcommissario ad acta D'Amario, come quelli di riordino della rete ospedaliera, di attivazione della rete di assistenza territoriale e di costituzione dell'azienda unica regionale di emergenza-urgenza, risultano sostanzialmente ancora inattuati da parte dei vertici delle ASL campane, con ricadute gravissime per i pazienti residenti in Campania. 
  
Ho pertanto subito richiesto ai commissari di Governo, a fronte del ritardo e della eterogenea azione delle aziende sanitarie campane, di esercitare tutti i poteri previsti dalla legge e dal mandato commissariale attribuito dal Consiglio dei ministri, per dare compiuta e rapida attuazione ai citati decreti commissariali anche sostituendosi ai competenti organi della regione Campania qualora essi risultino inerti.

I commissari proprio in queste ore hanno quindi provveduto a sollecitare ulteriormente il direttore generale della sanità campana nonché il direttore generale dell'ASL Napoli 3, competente per l'ospedale di Nola, affinché venga data completa attuazione, come previsto dalla legge, ai provvedimenti commissariali e al completamento delle opere di manutenzione straordinaria già programmati per l'ospedale. 
 
È evidente da un lato che l'attuale sistema di gestione delle dell'emergenza-urgenza in Campania è lontano da quello utilizzato nelle principali regioni italiane ove l'istituzione di un'azienda unica regionale rappresenta il modello virtuoso che permette di gestire, controllare e coordinare in modo centrato e coordinato l'intero settore dell'emergenza-urgenza in stretto rapporto con le aziende sanitarie.
 
Dall'altro, la mancanza in Campania di una efficace rete di assistenza territoriale, con la costituzione delle associazioni complesse della medicina generale e il potenziamento delle strutture territoriali, provoca l'intasamento dei pronto soccorso degli ospedali dove i cittadini sono costretti a recarsi anche per malanni di lieve o lievissima entità, basti a questo proposito evidenziare che la regione Campania presenta la maglia nera a livello nazionale per numero di accessi al pronto soccorso con codici bianchi e verdi, pari nel complesso all'85 per cento degli accessi complessivi.
 
In pieno spirito di collaborazione con il presidente De Luca e le strutture regionali, i commissari potranno già, nelle prossime settimane, farmi pervenire una relazione aggiornata sullo stato di attuazione delle reti programmate che renderò nota".

11 gennaio 2017
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