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Napoli. Centro trapianti pediatrico Monaldi. Nanni Costa (Cnt): “Troppe morti, buon senso sospendere attività”. Ed è polemica

Il Comitato dei genitori bimbi trapiantati definisce quelle di Nanni Costa parole “sconcertanti” ed evidenzia come “egli stesso ha peccato di irresponsabilità nel corso del suo mandato” per non essere “intervenuto in tempo debito”. Sulla stessa linea il M5S: “Chi doveva controllare, cioè lo stesso Nanni Costa, cosa ha fatto oltre a parlare di ‘buon senso'?”.

16 MAG - “Credo che sul Monaldi sia stato messo in atto un approccio di buon senso perché negli ultimi tre anni si è registrata una mortalità eccessiva”. Lo ha detto all'Ansa il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, in relazione alla sospensione delle attività del centro trapianti presso l'ospedale Monaldi di Napoli. Nanni Costa, intervenuto nei giorni scorsi alla presentazione di “Partenope Dona”, manifestazione per sensibilizzare alla donazione degli organi, ha affermato che “non si può portare avanti un'attività se non ci sono le condizioni di sicurezza che vanno ristabilite, attività per cui - ha aggiunto - so che c'è grande attenzione da parte della Regione, del presidente De Luca e della direzione del Monaldi. E' necessario - ha concluso Nanni Costa - che vengano fatte delle scelte relative alla riorganizzazione perché il modello precedente non ha prodotto risultati”.


Ma le parole di Nanni Costa non sono state accolte con favore dai genitori dei bimbi trapiantati. Dafne Palmieri, presidente del Comitato dei genitori, ha definito “sconcertanti le parole del dottor Nanni  Costa che, a questo punto sono una dichiarazione di colpevolezza”. “Lui stesso – ha aggiunto - ha dichiarato che la situazione gli appariva anomala dal punto di vista organizzativo a fine 2014, quando già denunciavamo una palese azione di smantellamento (quella che il senatore Calabrò ha chiamato, secondo noi incautamente, 'riorganizzazione'). Dunque ha peccato egli stesso di irresponsabilità nel corso del suo mandato, attendendo due anni ed intervenendo solo a seguito della pressione ricevuta dalle lettere di Federconsumatori”.

“Ricordiamo al dottor Nanni Costa – prosegue Palmieri - che si è arrivati a tanto proprio per la gestione, a nostro giudizio miope, del responsabile nazionale Trapianti, che non è intervenuto in tempo debito neanche come reggente del Dipartimento interaziendale trapianti campano. I numeri, a lui tanto cari, già raccontavano qualcosa. Un totale di oltre 25 trapianti, poi, negli ultimi tre anni un azzeramento della lista d'attesa (a fronte dei quasi dieci negli anni precedenti) e tutti decessi a fronte del 93% degli esiti positivi della gestione fino al 2014”. In tutta questa vicenda si è evidenziata una “noncuranza dei fabbisogni dei pazienti e dei disagi di intere famiglie”.
 
A giudizio della presidente del comitato genitori bimbi trapiantati “oggi appare evidente che sia necessario il tavolo tecnico promesso, alla luce di quella che appare una palese volontà di depauperare il reparto e l'attività brillantemente svolta negli anni precedente il 2014 per attuare una riorganizzazione funzionale non si sa a cosa. Le competenze ci sono e vanno valorizzate. Non cerchiamo la ripresa delle attività a qualsiasi costo; a questo punto chiediamo che venga istituito il tavolo tecnico che era stato promesso ai genitori dal dottor Antonio Postiglione, della direzione generale della tutela della salute della Regione e dal direttore generale dell'Azienda dei Colli, Giuseppe Longo”. Secondo Palmieri “appare evidente la necessità di condividere i criteri di questa fantomatica riorganizzazione che viene dichiarata da mesi, alla cui base ci sarebbe una integrazione delle competenze e la salda collaborazione delle unità operative coinvolte”.

Per Valeria Ciarambino, consigliera del M5S e presidente della Commissione Trasparenza, che si è occupata della questione, “invece di definire la chiusura del Centro trapianti dell’ospedale Monaldi, una scelta di buon senso perché mancavano le condizioni di sicurezza, il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, avrebbe fatto bene a sollevare il caso e a risolverlo nei tempi dovuti. E’ dal 2014 che in Campania i bambini trapiantati muoiono. Ce ne si accorge oggi della mancanza dei requisiti di sicurezza, dopo che sono morti molti piccoli? Chi doveva controllare cioè lo stesso Nanni Costa, cosa ha fatto oltre a parlare di ‘buon senso'?”.

“Nel verbale dell'ispezione che ha portato alla chiusura del Centro – spiega Ciarambino - si fa riferimento a un'impossibilità a collaborare tra il responsabile del Centro trapianti e il responsabile della Cardiochirurgia pediatrica”. “Sono le difficoltà di collaborazione tra responsabili le cause della mancanza dei requisiti di sicurezza?  o è forse l'aver allontanato dalla cardiochirurgia pediatrica medici ultraspecializzati che hanno fatto grande l'attività trapiantologica in Campania?”.

“Riscontriamo su questa vicenda un silenzio assordante e un’indifferenza colpevole – attacca la consigliera - il presidente della Regione De Luca non  ha voluto neppure ricevere le mamme dei bambini trapiantati”. “Addirittura in Commissione Trasparenza nessun rappresentante della Giunta e della Regione si è presentato alle audizioni – evidenzia -  e la proposta di un tavolo tecnico tra le parti per trovare una soluzione, da me avanzata in qualità di presidente della Commissione Trasparenza, giace in un cassetto della Commissione Sanità senza aver neppure ricevuto risposta”. “Emerge un quadro drammatico e allarmante – conclude Ciarambino – ribadiamo che occorre venirne a capo e subito, è in ballo la vita dei piccoli pazienti e l’erogazione di servizi unici ed essenziali, lo tenga bene in mente il dott. Nanni Costa”.
 
Ettore Mautone

16 maggio 2017
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