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Cure palliative. Al servizio pronto pain della onlus House hospital 7 chiamate al giorno nel 2017

Cure palliative, in Campania sette richieste di aiuto al giorno al servizio «Pronto Pain», promosso e gestito dall’Associazione House Hospital. I registri della onlus contano oltre 2.500 richieste che nel 2017 sono arrivate tramite il portale hospicecampania. Intanto muove i primi passi il Piano regionale di riorganizzazione delle cure. Obiettivo: aumentare e qualificare l’offerta e ridurre il gap con le Regioni del Nord.

10 FEB - Cure palliative, in Campania sette richieste di aiuto al giorno:pazienti disperati, confusi da lungaggini burocratiche e mancanza di informazioni. E’ questo il quadro che emerge dal primo report sull’operatività del servizio "Pronto Pain", promosso e gestito dall’Associazione House Hospital onlus in Campania. I registri della onlus contano oltre 2.500 richieste che nel 2017 sono arrivate tramite il portale www.hospicecampania.it. Un numero impressionante, la media è infatti di 7 richieste al giorno circa, una ogni 3 ore e mezza.
 
“Le richieste di aiuto – sottolinea il direttore del servisio Sergio Canzanella – sono legate ai problemi più disparati, si va dai ricoveri in Hospice alla richiesta di Assistenza domiciliare (Adi, sia per adulti sia per bambini), alle simultaneous care, sino alla necessità di individuare dei centri di medicina del dolore in ospedale cui far riferimento durante un ricovero o all’atto delle dimissioni.Ed ancora, i diritti e l'eguaglianza dei pazienti ed i trattamenti assistenziali". Ampio lo spettro dei pazienti oncologici e non, affetti da Sla, Parkinson, Aids, Alzhemeir, stati vegetativi, ardiopatici, broncopatici, polmonari, pazienti che hanno il diritto a ricevere le cure palliative e ad essere informati su tutto ciò che riguarda il fine vita, sulla lotta al dolore burocratico e sul riconoscimento delle invalidità, sulle indennità economiche e sul supporto al lutto, sulle informazioni riguardanti le competenze del personale medico e dell'equipe multidisciplinare esperta in cure palliative.

 
"L'Osservatorio Cure palliative e Medicina del dolore in Regione Campania - sottolinea Sergio Canzanella direttore generale dell’Associazione House Hospital onlus e direttore dell'Osservatorio regionale per le Cure palliative - è nato per essere l'Osservatorio dei malati e non sui malati, per contribuire a trovare soluzioni e non per limitarsi a descrivere situazioni, per pubblicare dati ed informazioni. Questi dati ci dicono che stiamo andando nella giusta direzione e che, anzi, dobbiamo andare avanti con una determinazione sempre maggiore. Il successo ottenuto ci spinge a fare di più. Dal 28 febbraio - conclude Canzanella - entra in funzione il numero verde 800367701 per i malati, algici, cronici e terminali in ambito oncologico e non della Regione Campania. Un punto di riferimento in più, una bussola nella corsa ad ostacoli per ottenere le cure palliative che sono un diritto".

 
Il Caso Cardarelli
In questi giorni il tema delle cure palliative e della terapia del dolore sta tornando di attualità on Campania, in particolar modo a causa di quanto avviene al Cardarelli. “Guardare esclusivamente all’ospedale del Vomero, dove per altro il direttore generale ha assicurato continuità di cura sino a che il territorio non sarà pronto, sarebbe miope – continua Canzanella - che, numeri alla mano, disegna la realtà Campana.

"La nostra Regione, in questi ultimi tempi, ha fatto grandi passi avanti. Nonostante ciò la Campania (6 milioni di abitanti) può contare ad oggi solo su 9 Hospice e 31 Centri di terapia del dolore. A questi si aggiungono i 2 posti letto per le cure palliative attivati all’ospedale pediatrico Santobono Pausilipon”. Drammatico il paragone con la Lombardia (10 milioni di abitanti) che ha a disposizione 75 Hospice e 76 Centri di terapia del dolore.
 
“La questione è soprattutto economica – conclude Canzanella - bisogna proseguire a testa bassa e pretendere da Roma che l’assistenza e le terapie vengano tarate su ragioni di salute e non di cassa. La Campania non può pagare a vita per il passato. Anche perché regioni devastate dalle ecomafie devono avere le risorse necessarie al supporto della salute dei cittadini, che ne pagano le conseguenze”. E in effetti in Campania ogni anno si sono 19 mila malati terminali di cancro, più 11mila che sono in fase terminale per altre patologie. Questa situazione richiede risorse, non tagli decisi dal Mef.

Il Piano ospedaliero
Pazienti ed operatori guardano alla riorganizzazione territoriale e ospedaliera in corso di attuazione. Al momento si prevedono tre tipi di accesso alle cure palliative e di terapia del dolore. Il primo è rappresentato dalle cure domiciliari, con un servizio che è in carico alle Asl e gestisce sia pazienti terminali sia cronici per i quali le cure a domicilio sono più opportune. Il secondo nodo è quello degli Hospice, che gestiscono la terminalità, non solo per i pazienti oncologici. I posti letto degli Hospice, che sono ad oggi 111, dovranno diventare 401. Il terzo è il nodo ospedaliero, dove terapie del dolore e cure palliative vengono comunque garantite a tutti i pazienti in ricovero ordinario. Ma in questo caso non si tratta di pazienti terminali e la cura del dolore dovrebbe essere routine.

Tra le novità in vista la concezione del nuovo pronto soccorso del Cto calibrato in tutte le sue fasi sulla attenuazione della sofferenza del malato con una attenzione massima ad ogni aspetto (dai colori, alle forme delle suppellettili, alla presenza di filodiffusione nei reparti di Emergency) alla qualità della vita dei pazienti. 
 
Ettore Mautone

10 febbraio 2018
© Riproduzione riservata


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