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Napoli. Ospedale del Mare: al via progetto per arteriopatie e piede diabetico

La novità è quella di poter effettuare a casa del paziente una terapia - quella con farmaci prostanoidi - fino a ora consentita solo in ospedale, in regime di ricovero o Day Hospital. La nuova modalità presenta benefici per il paziente che non deve recarsi quotidianamente ospedale, ma anche per il sistema sanitario che vede ridursi in modo considerevole le voci di bilancio legate alle lunghe degenze.

15 FEB - Un progetto che prevede di portare a casa dei pazienti un trattamento che tradizionalmente si può ottenere solo in ospedale.

È quello partito all’Ospedale del Mare di Napoli e destinato ai pazienti arteriopatici o con piede diabetico. Progetto voluto fortemente dal direttore generale Asl Na1 Centro, Mario Forlenza, dal responsabile Uoc di Chirurgia Vascolare Francesco Pignatelli e dal responsabile Uos di assistenza domiciliare ospedaliera Antonio Maddalena.

Il piano prevede il trattamento domiciliare dei pazienti affetti da arteriopatia cronica ostruttiva agli arti inferiori con l’utilizzo di farmaci prostanoidi, gli unici che in alcuni casi possono salvare l’arto e di conseguenza migliorare le condizioni di vita della persona. Le prestazioni sono completamente gratuite.

“La novità - afferma il responsabile UOC di Chirurgia Vascolare Francesco Pignatelli - è quella di poter effettuare a casa dell’ammalato una terapia fino a ieri consentita solo in ospedale, in regime di ricovero o Day Hospital. Il trattamento presenta notevoli benefici per il paziente che non deve recarsi quotidianamente in struttura per le cure; per i familiari, non più costretti a frequenti trasferimenti in ospedale, talvolta estenuanti, perdendo ore e giornate di lavoro; per il sistema sanitario che vede ridursi in modo considerevole le voci di bilancio legate a lunghe degenze”.


“I prostanoidi vengono somministrati in infusione continua tramite l’impiego di una pompa elastomerica”, aggiunge Antonio Maddalena, responsabile dell’UOS di assistenza domiciliare ospedaliera. “Si tratta di un dispositivo monouso e a basso costo per l’infusione lenta e continua di farmaci in soluzione a velocità costante preimpostata, già da noi ampiamente utilizzata per la somministrazione endovenosa di chemioterapici, analgesici e antibiotici a domicilio”.
 

15 febbraio 2018
© Riproduzione riservata


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