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Tetti di spesa, a Napoli 1 esaurito il budget  del 2° trimestre del 2018

Nel mirino delle Associazioni di categoria della specialistica ambulatoriale, il criterio della mensilizzazione del budget (e della trimestralizzazione) dei controlli a fronte dei tagli annunciati dalla Regione per laboratori e centri diagnostici che rendono in salita la strada tracciata dal Governatore Vincenzo de Luca per la firma dei contratti biennali con le Asl

24 MAG - Tetti di spesa, budget e programmazione delle attività dei centri accreditati: in attesa che la struttura commissariale emani il decreto per la disciplina delle attività di laboratori e gabinetti radiologici (programmazione annunciata su scala biennale e con tagli nell’ordine di circa 5 milioni di euro per centri di analisi e radiodiagnostica) mostra il fianco il criterio della mensilizzazione del tetto di spesa e della trimestralizzazione dei controlli ai tavoli tecnici con le Asl.
 
Un criterio messo in campo dall’ex commissario per la Sanità regionale Joseph Polimeni, duramente  contestato dalle associazioni di categoria ma rientrato dalla finestra e in via di adozione anche ora che ad assumere le redini della programmazione c’è il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Quest’ultimo nonostante le promesse durante la gestione di Polimeni  non sembra intenzionato a cambiare rotta almeno sul fronte della specialistica destinata anche a un riequilibrio dell’offerta: aumento dell’attività dei centri pubblici a danno di quelli privati accreditati.  
 
Come annunciato in conferenza stampa 10 giorni orsono la programmazione in questo settore (analisi di laboratorio e radiodiagnostica su tutti), prevede l’incremento dell’attività nelle aziende pubbliche (per effetto di aumento del personale, migliore tracciabilità dei flussi, miglioramento delle dotazioni tecnologiche, aumento dell’accuratezza delle registrazioni di prestazioni) e al contempo il iequilibrio tra le 3 aree per riorientare il fabbisogno in misura appropriata secondo quanto stimato (riduzione di risorse in misura di circa 5 milioni per l’area dei laboratori di analisi e altrettanto 5 milioni per l’area Radiodiagnostica, ossia Tac, Risonanze e altre indagini nel privato accreditato. A ciò dovrebbe invece corrispondere l’assegnazione di quote aggiuntive a tutte le altre aree prestazionali, in particolare quelle salvavita (dialisi e radioterapia). Un ragionamento che, però, confligge col dato che un malato di tumore o un paziente affetto da altra patologia cronica e degenerativa, può avere bisogno sia di prestazioni di laboratorio (per controlli riguardo alle conseguenze di chemio e radio) sia di  indagini diagnostiche per misurare l’andamento della terapia. Indagini ed esami che solo per i ricoverati è possibile effettuare in ospedale e invece erogati perlopiù nei centri accreditati per la facilità di accesso e la mancanza di attesa che cartatterizzano questi tipi di malati.

L’obiettivo dichiarato della Regione è di “tendere ad avvicinarsi quanto più possibile a livelli di prestazioni coerenti con i bisogni di salute della popolazione e tendenti agli standard nazionali, senza ulteriori tagli, effettuando una redistribuzione ragionata, anzi aumentando il plafond totale per il 2018 di circa 5.500.000,00 e per il 2019 di oltre 2.200.000,00.
 
A Napoli 1 esaurito il budget: si riprende il 1° luglio
Intanto nella Asl Napoli 1 il budget e i correlati volumi di prestazioni, necessari per soddisfare il fabbisogno, è esaurito per tutta l’area della specialistica ambulatoriale fatta eccezione per la radioterapia (che dovrebbe finire la benzina il 15 luglio).  Pertanto tutte le attività in accreditamento, e dunque a carico del Servizio sanitario regionale, dovrebbero riprendere dal 1° luglio laddove oggi tutte le prestazioni sono a pagamento per cittadini e utenti.

 
Ma vediamo nel dettaglio le date sensibili dell’attuale situazione. La prima a fermarsi, dal 4 maggio, è stata la branca di Cardiologia. Controlli e visite sono dunque da questa data a pagamento. Il 9 maggio è toccato alla diabetologia, il 10 alla Medicina di Laboratorio. A seguire, il 18 maggio, è toccato alla Radiologia e quindi da ieri sono ferme le attività di medicina nucleare mentre per il 27 maggio è previsto l’esaurimento delle risorse per le visite  in tutte le branche. I dati di attività del secondo trimestre del 2018 per prestazioni a carico del Servizio sanitario regionale, sono stati rivelati dalla Asl Napoli 1 al 30 aprile scorso e al netto delle quote ticket e delle quote ricetta suddivise per branche. Il monitoraggio delle attività cosiddette lettera “R”, relative ai settori specialistici dei laboratori di analisi (tra cui la genetica), sono già completamente esaurite, per tutto il 2018, al 10 maggio scorso per circa 23.500 prestazioni eseguite.
 
Uno scenario che vede più di un mal di pancia tra le associazioni di categoria con la Federlab a guidare il fronte dei rivoltosi e intenzionata a fare fronte comune contro le decisioni della Regione cooptando altre sigle di categoria. Mentre l’Aspat, nel direttivo tenuto oggi con 151 rappresentanti di laboratorio e 37 di riabilitazione da un lato intende far valere la propria autonomia spingendo sul tasto del reale fabbisogno di prestazioni da parte dei cittadini da valutare ai tavoli tecnici con le Asl da commisurare solo a vale col dato economico. Dall’altro sottolinea il dato delle 324 strutture associate (con 467 attività in accreditamento pari al 47% della complessiva piattaforma erogativa regionale) e di un ventaglio di attività che spaziano dalla Riabilitazione alla specialistica ambulatoriale al sociosanitario che ne farebbero un interlocutore autorevole su tutti i tavoli di discussione regionali. Defilata, per ora, anche Snr, la terza gamba della categoria, che per ora sembra stare alla finestra in attesa degli sviluppi della vertenza.  
 
Ettore Mautone

24 maggio 2018
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