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Claudio Vicini nuovo presidente della Società italiana di Otorinolaringoiatria

L’elezione è avvenuta a margine del Congresso della società scientifica che si è concluso di recente a Napoli durante il quale sono stati trattati alcuni degli argomenti più attuali in ambito di oncologia cervico-cefalica

06 GIU - Ettore Cassandro, ordinario di Otorinolaringoiatria presso l' Università degli Studi di Salerno e direttore del dipartimento Testa-Collo dell'Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, cede il testimone di nuovo presidente della Società italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale a Claudio Vicini direttore del Dipartimento Testa-Collo dell’Ausl Romagna e già presidente dellla Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani. L’elezione è avvenuta a margine del congresso della società scientifica che si è concluso di recente a Napoli.

L’elezione è avvenuta a margine del Congresso della società scientifica che si è concluso di recente a Napoli.
 
“Le Assise - dice Cassandro – a cui ha partecipato anche Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità - organizzate per la prima volta a Napoli hanno trattato alcuni degli argomenti più attuali in ambito di oncologia cervico-cefalica tra cui la prospettiva 3D come espansione delle potenzialità operative del chirurgo e come strumento innovativo della didattica in chirurgia. Corsi, tavole rotonde, letture e approfondimenti monotematici hanno spaziato in tutti i campi della specialità con il confronto di Scuole tra le più prestigiose in Italia ed all'estero. Ampio spazio è stato riservato anche al confronto con Discipline di confine come la Pediatria, la Chirurgia Maxillo-facciale, la Neurochirurgia, la Genetica, l'Oculistica, la Radioterapia. Particolarmente rilevanti i contributi in tema oncologico – conclude Cassandro -  per i tumori testa-collo, tra i quali quelli laringei, le patologie naso-sinusali con tecniche endoscopiche avanzatissime, gli approcci chirurgici alle patologie dell'orecchio. Uno spazio considerevole alle innovazioni tecnologiche in particolare  l’utilizzo della chirurgia robotica, la chirurgia endoscopica 3D, le protesi acustiche impiantabili e gli impianti cocleari”.


Tra i temi più rilevanti la relazione tra ipoacusia,  depressione e demenza. Una tavola rotonda dedicata, coordinata da Cassandro, ha accolto la relazione di Amieva di Bordeaux, illustrando i risultati di uno studio epidemiologico francese condotto da Di Salle e Manara con una ricerca italiana  sulle alterazioni strutturali e funzionali  rilevate con Risonanza magnetica 3 Tesla nei soggetti ipoacusici e del professor Postiglione di Napoli riguardo alla resistenza psicologica all’uso delle protesi acustiche,  ipotizzando soluzioni. Il gruppo di Cassandro, in una ricerca tutta salernitana, in collaborazione col gruppo di Fabrizio Esposito sta conducendo presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” dell'Università di Salerno uno studio di “Neuroimaging avanzato" da cui si evincono, tramite la Risonanza magnetica funzionale a 3 Tesla, le alterazioni del metabolismo e delle connessioni cerebrali direttamente associabili al grado di perdita dell’udito.
 
“Da chiarire – dice Cassandro - l’impatto sulle funzioni cognitive della riabilitazione protesica nei pazienti con ipoacusia. I risultati preliminari, già indicano una chiara riduzione del metabolismo della corteccia cerebrale uditiva in tutti i pazienti che manifestano un’ ipoacusia media o grave. Nei prossimi mesi si cercherà di accertare precocemente se questo fenomeno effettivamente possa preludere anche ad una potenziale degenerazione della connettività cerebrale delle aree uditive verso tutte le altre aree cerebrali, specialmente quelle essenziali per il corretto svolgimento delle attività quotidiane in risposta agli stimoli esterni ed il conseguente impatto sulle relazioni sociali”.

Al convegno della Sio è stata presentata in anteprima mondiale, una nuova proposta di classificazione degli interventi di glossectomia a cura dell’Istituto europeo di Oncologia di Milano. Fari puntati anche sulla de-intensificazione dei trattamenti oncologici, medici e chirurgici, dei tumori dell’orofaringe correlati all’infezione da virus Hpv. Tale strategia si correla agli ottimi risultati dei trattamenti in termini di guarigione dalla malattia neoplastica ed ha come obiettivo il miglioramento della qualità di vita dei pazienti guariti.

Riflettori accesi anche sul gruppo di lavoro italiano sulla riabilitazione protesica del paziente laringectomizzato, una strategia che riesce a ridare al paziente, a cui è stata asportata l’intera laringe con entrambe le corde vocali, una qualità della voce spesso sbalorditiva. L’obiettivo, che qualifica l’otorinolaringoiatria italiana, è standardizzare ulteriormente tale procedura riabilitativa. E ancora la prospettiva 3D come espansione delle potenzialità operative del chirurgo e come strumento innovativo della didattica in chirurgia.  Il confronto tra le diverse modalità di approccio chirurgico ai tumori che si sviluppano nella remota regione denominata spazio para-faringeo, oggetto anche di avveniristici approcci mini invasivi che si avvalgono della chirurgia robotica e della chirurgia endoscopica. Infine la chirurgia parziale della laringe, strategia terapeutica che permette nella maggioranza dei casi di evitare al paziente la perdita della voce ed il confezionamento del tracheostoma, il cosiddetto “buco in gola”, campo in cui l’otorinolaringoiatria italiana risulta all’avanguardia nel mondo.
 
Novità anche sul fronte delle apnee notturne, dei disturbi respiratori in sonno (russamento ed apnee), seguendo in tal senso il crescente interesse per l’argomento non solo dei cultori della materia ma dei pazienti stessi. Aluffi Valletti ha introdotto una delle più sofisticate e futuribili metodiche di controllo delle apnee, l’impianto di uno stimolatore del nervo ipoglosso capace di conferire al paziente un profilo “bionico” in grado di contrastare la caduta della lingua e le conseguenti apnee: un vero viaggio nel futuro.
 
Altro tema di grande attualità, affrontato dal Professor Montano la nuova ed olistica concezione della sindrome delle apnee in sonno non come mero disordine dell’apparato respiratorio, ma come alterazione di tutto l’organismo, con implicazioni metaboliche ed infiammatorie che si stanno sempre meglio definendo nella Letteratura mondiale, con rilevanti implicazioni di ordine pratico. Poi le novità della endoscopia in sonno. Una tecnica diagnostica di grande attualità e in piena evoluzione che trova nel documento ufficiale su come eseguire l’esame un punto di convergenza e condivisione dei maggiori esperti in ambito europeo. Da Parigi invece Frederic Chabolle, uno dei padri fondatori della moderna chirurgia delle apnee, ha rappresentato il complesso chiaroscuro dei progressi ma anche dei limiti della chirurgia nell’approccio all’apnea in sonno.
 
Non è mancata una sessione dedicata alla area tematica pediatrica, rappresentata dalla Scuola palermitana di Riccardo Speciale. Non solo novità in ambito prettamente tecnico, ma anche attenta discussione degli aspetti più squisitamente organizzativi che questa materia richiede nella Tavola Rotonda coordinata da Michele De Benedetto. Infine la chirurgia del palato, discussa da Fabrizio Salamanca ed Andrea Marzetti e  l’endoscopia in sedazione per la migliore pianificazione della chirurgia mono e multisede.
 
Ettore Mautone

06 giugno 2018
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