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15 DICEMBRE 2019
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Napoli. All’Ospedale del Mare inaugurato il pronto soccorso. Entro dicembre sarà Dea di II livello

Ben 150 accessi il primo giorno di attività, 200 il secondo, per un pronto soccorso attivo che, entro il 15 dicembre, è destinato a diventare Dea di II livello con il trauma center, e il completamento della pianta organica di quasi 1500 camici bianchi e 450 posti letto di cui oggi sono attivi 236. De Luca: “Oggi presentiamo a cittadini ospedale e pronto soccorso di eccellenza. Abbiamo voltato pagina e presto usciremo dal commissariamento”.

17 SET - Alle 8 in punto di sabato 15 settembre ha aperto i battenti il pronto soccorso attivo dell’Ospedale del Mare. Un’attesa durata quasi tre anni, dalla prima delle tante inaugurazioni susseguitesi finora. Questa volta si fa sul serio. Senza clamori il cuore dell’ospedale ha iniziato a pulsare con l’arrivo dei primi pazienti e delle autoambulanze del 118. Nel primo giorno di lavoro nella finestra oraria dalle 8 alle 24 sono stati 105 gli accessi totali di cui 1 codice rosso, 29 gialli e 75 verdi, il 16 settembre invece da mezzanotte alle 8 del mattino gli accessi totali sono stati 19 di cui 8 gialli e 11 verdi per poi giungere a uno score di oltre 200 nell’arco delle 24 ore.
 
L’andirivieni di auto e ambulanze è destinato a crescere nelle prossime settimane con l’obiettivo di trasformare questa start up in un Dea di I livello entro fine ottobre per poi cambiare pelle con l’attivazione del trauma center e l’avvio del Dea di II livello entro fine anno. In questo lasso di tempo e comunque fino a marzo è stata comunque prevista la presenza fissa di un’autoambulanza rianimativa a Napoli est in convenzione con la Croce rossa.  


L’importanza del pronto soccorso per la vita del grande ospedale progettato 20 anni fa a Napoli est è fondamentale. I grandi spazi, l’organizzazione interna, la stessa emergncy concepita con spazi separati per i vari codici, necessitano di molto personale, ma anche di malati, per popolare i reparti. Attualmente sono 900 le unità di personale in servizio di cui la maggioranza assunte ex novo tramite concorsi e un terzo in trasferimento dalla Asl Napoli 1, ma a regime dovranno arrivare a 1.450. I posti letto invece sfiorano i 300 sui 450 programmati. Un ospedale che, come scritto nero su bianco nell’atto aziendale della Asl, come bacino di utenza guarda alla periferia est di Napoli ma anche all’area sud della provincia di Napoli, quest’ultima completamente sguarnita di grandi ospedali a fronte di una popolazione servita di circa 1 milione di abitanti. 
 
Alle 8,39 di sabato 15 settembre è arrivata la prima chiamata vera alla centrale operativa del 118. Da Ponticelli i familiari di un uomo di 83 anni fanno scattare l‘allarme per una dispnea in soggetto cardiopatico. Viene assegnato un codice giallo. In ospedale la diagnosi è confermata come scompenso cardiaco cronico. Poi, sempre dal 118, arriva una frattura della rotula in un uomo di mezza età. E’ il battesimo del fuoco dell’ortopedia di urgenza sebbene il trauma center non sia ancora in funzione. La traumatologia minore è pronta con precisi percorsi interni appuntati su un vademecum su una parete dell’area codici rossi.

Per ora sono esclusi i politraumi e i traumi maggiori che devono essere trasferiti al Cardarelli ancora per alcuni mesi. Così per le consulenze ostetrico-ginecologiche, che vanno al Loreto in prima battuta e al San Giovanni Bosco se il primo è pieno.

Qui si inserisce ancora la rivendicazione del Movimento 5 Stelle e di alcuni sindacati, in primis la Cimo, che considerano una scelta di programmazione sbagliata privare l’ospedale del mare della Pediatria e dell’Ostetricia e ginecologia programmati invece, dal Piano ospedaliero, al Loreto mare. Quest’ultimo destinato a diventare il polo materno infantile della Asl Napoli 1 (8,5 i milioni previsti per la riconversione dopo che è stato spogliato delle principali discipline per favorire il decollo dell’ospedale del mare).   
 
Al lavoro al pronto soccorso di Napoli est, c’è la squadra dei 15 medici, dei 35 infermieri e dei 45 operatori sociosanitari capitanata da Vittorio Helzel, primario del pronto soccorso, che sovrintende anche alle attività della Medicina di urgenza (già attiva da mesi con 15 posti letto) e dell’Osservazione breve (ridotta in questa fase da 26 a 8 posti, ma ancora chiusa in attesa che arrivino rinforzi). Presenti anche alcuni specializzandi che faranno formazione grazie alla convenzione stipulata con le due Università.
 
Helzel proviene dal pronto soccorso del Vecchio Pellegrini e qui a Napoli est ha trasferito un modello che nel cuore del centro storico ha funzionato bene facendo filtro, o meglio dando assistenza, ai malati in codice bianco, privi di urgenza, di cui il 60% pagava il ticket di 25 euro. Qui godono di spazi separati e di alcuni posti letto. Saranno gestiti, come al Pellegrini, dalle guardie mediche. Presto questi camici bianchi, che pochi sono abituati a chiamare di notte al posto del medico di famiglia, arriveranno per popolare anch’essi il pronto soccorso, grazie a una convenzione stipulata dalla Asl.

A Napoli est per ora sono attivi i codici gialli e rossi ma nel primo giorno di attività in maggioranza gli arrivi sono verdi, nonostante la sala di monitoraggio ad essi dedicata attenda l’arrivo di altro personale per funzionare. Intanto dal 1° ottobre saranno arruolati altri 3 medici vincitori di concorso dal Molise, Loreto e Villa Betania. Una quarta unità da Torino il 1° novembre. Ed entro fine anno altri 24 specialisti con un nuovo concorso già avviato.
 
Un punto a favore del governatore della Campania e commissario per il Piano di rientro Vincenzo De Luca l’apertura del pronto soccorso a Napoli est. A giugno del 2015, al momento della sua elezione, all’ospedale del mare erano stati inaugurati solo alcuni ambulatori ma mancavano tutte le degenze e nemmeno istruiti erano i concorsi per le 1450 unità di personale necessarie. Solo a febbraio del 2017 data la consegna definitiva dell’intero complesso ospedaliero con il completamento dell’opera edilizia.

Un mese dopo a marzo, l’acquisizione al patrimonio immobiliare della Asl e l’autorizzazione del Comune all’esercizio dell’attività sanitaria. Un percorso a tappe forzate condotto in avanti anche grazie al lavoro del commissario ad acta Ciro Verdoliva (manager del Cardarelli) che insieme al manager della Asl Mario Forlenza ha attivato a giugno di un anno fa i primi 91 posti letto diventati 189 a settembre del 2017 fino ai 236 attuali. Sebbene con l ritardo di alcuni mesi sulla tabella di marcia programmata per l’apertura del pronto soccorso (aprile, poi giugno) si mette in moto un motore di cui si gioverà l’intera rete ospedaliera di Napoli e provincia.     

“Aprire un pronto soccorso non è come aprire un ristorante – dice il Governatore in conferenza stampa – abbiamo voltato pagina. Abbiamo da anni pareggiato i conti di Asl e ospedali, investito in tecnologie, strutture e personale assumendo centinaia di persone, stabilizzato oltre mille medici, paghiamo i fornitori in 60 giorni, approvato e certificato i bilanci che mancavano all’appello da anni, recuperato sui Lea dove eravamo ultimi. Ci sono ancora ritardi negli screening e nella medicina del territorio. Ora ci dedicheremo a questi capitoli e presto usciremo dal commissariamento. La programmazione della sanità la fanno le Regioni non il governo centrale e questa Regione sta conseguendo storici risultati nel miglioramento della rete delle cure. Entro dicembre avremo a Napoli, oltre al Cardarelli il Dea di II livello dell’ospedale del mare e il Cto, con Monaldi e Cotugno inaugurato un anno fa”.

De Luca ha aggiunto: “Il mio principale obiettivo politico e umano è vincere la sfida dell'organizzazione sanitaria in Campania. Quando siamo arrivati lì c'era solo un poliambulatorio e in questi tre anni molti hanno cercato di rallentare il lavoro, altri sono andati avanti secondo vecchie abitudini di ordinaria amministrazione, abbiamo dovuto fare una guerra per arrivare a questo risultato. Oggi presentiamo a cittadini ospedale e pronto soccorso di eccellenza. Completeremo tutto l'Ospedale del Mare entro il 15 dicembre, anche con il Dea di secondo livello e il politrauma. A dicembre la città di Napoli avrà diversi Dea di II livello: Cardarelli, Cto e Ospedale dei Colli, Ospedale del Mare, una dotazione quasi unica per le grandi città d'Italia. Siamo orgogliosi dei risultati e questo ci incoraggia a completare il lavoro di riorganizzazione del settore per fare della sanità campana la prima d'Italia”.
 
Ettore Mautone

17 settembre 2018
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