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Screening neonatale esteso, il Ceinge in rete con punti nascita e Tin

Taglio del nastro ai nuovi laboratori del centro di ricerca partenopeo eletto centro di riferimento regionale per le analisi genetiche previste per obbligo dai nuovi Lea. Il Ceinge lavorerà  in collegamento con i 54 punti nascita e le 18 Terapie intensive neonatali della Regione Campania scambiando i dati con il il Santobono e il policlinico Federico II. Al Ceinge saranno eseguite di routine le indagini diagnostiche per tutti i neonati del territorio campano.

10 OTT - E’ stato inaugurato ieri a Napoli il nuovo laboratorio per gli screening neonatali del Ceinge (Centro per le biotecnologie avanzate). Al taglio del nastro è intervenuto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il laboratorio avanzato del Ceinge lavora sin dal dal 2007 nell’ambito di un progettosperimentale per le analisi analisi genetiche neonatali estese e va ora a regime sulla scorta delle nuove linee guida sugli screening neonatali introdotte nel Lea nella scorsa legislatura. Indicazioni che hanno ampliato i sistemi di controllo genetici estendendo l’obbligatorietà dalla fibrosi cistica, fenilchetonuria e ipotiroidismo ad oltre 40 patologie congenite. Il Ceinge lavorerà  in collegamento con i 54 punti nascita e le 18 Terapie intensive neonatali della Regione Campania scambiando i dati con il il Santobono e il policlinico Federico II. Al Ceinge saranno eseguite di routine le indagini diagnostiche per tutti i neonati del territorio campano.

La struttura si configura come Centro unico di screening neonatale in Regione Campania. Un ruolo che, dopo il rinnovo del Cda della scorsa primavera, (oggi presieduto da Pietro Foresetieri), il risanamento del debito pregresso (che un anno fa ne minava il futuro) e la cessione delle partecipazioni azionarie detenute dalla Regione attraverso Sviluppo Italia, all’Università Federico II, rilancia il Ceinge alla ribalta internazionale. Il centro di ricerca partenopeo, fondato nel 1983 da Franco Salvatore (docente di genetica dell’Università Federico II, presente ieri insieme al manager dell’azienda ospedaliera Vincenzo Viggiani e all'amministratore delegato Mariano Giustino), è una consolidata realtà di livello nazionale ed internazionale nell’ambito delle indagini genetiche e degli studi sui tumori.

 
Il Ceinge ha tra i suoi soci l'Università di Napoli Federico II, la Città Metropolitana di Napoli, la Camera di Commercio, Industria ed Artigianato di Napoli, ed il Comune di Napoli. In particolare L’Università Federico II è diventato il socio di maggioranza aggiungendo alle precedenti quote il 60% del capitale sociale acquisito da Sviluppo Campania Spa, società in house alla Regione.

Le attività
Ricerca nel campo della biologia molecolare e delle biotecnologie avanzate, servizi ad alta tecnologia a supporto della ricerca nei settori di competenza accessibili anche alle Pmi e basati su piattaforme tecnologiche di ultima generazione, di genomica e post-genomica e alta formazione nelle biotecnologie avanzate, nella medicina molecolare oltre che promozione della diffusione della cultura scientifica tecnologica legati alla ricerca e per lo sviluppo delle biotecnologie e il trasferimento tecnologico e la produzione di prototipi e brevetti di molecole attive nella cura di malattie neurodegenerative, sono i principali campi di attività del Ceinge.

Il sistema informatico
Per il corretto flusso dei dati del nuovo laboratorio è stato sviluppato un sistema informatico finalizzato alla gestione del processo di screening nelle fasi preanalitica, analitica e post-analitica, comprendendo anche i risultati dei programmi di controllo di qualità interno. Con tale sistema i Punti nascita, le Tin e il laboratorio di screening neonatale, sia il Ceinge sia i clinici sono in grado di seguire uniformemente l’intero iter dello screening, incluse le fasi di presa in carico del neonato risultato positivo. Il Presidente del Ceinge Pietro Forestieri, ha posto l’accento sul ruolo svolto dal Presidente De Luca, dal Rettore Gaetano Manfredi e dal direttore dell’azienda Vincenzo Viggiani per consentire questo traguardo dopo fasi difficili vissute dalla struttura.
 
“Le indagini genetiche - dice Forestieri - non più di sola ricerca di base o traslazionale, hanno acquisito un ruolo di importanza vitale nella programmazione terapeutica delle malattie oncologiche, rare ed eredo-familiari. Anche in questo settore il Ceinge ha la giusta ambizione di poter essere un Centro di assoluto riferimento, anche internazionale”.
 
“Abbiamo risorse umane strutturate – afferma l’Amministratore delegato del Ceinge, Mariano Giustino - ed esperte nelle attività da svolgere e risorse strumentali adeguate sia per la fase preanalitica che per quella analitica. Il tutto secondo i requisiti dettati dal Decreto ministeriale del 15.11.2016. Ci stiamo preparando per eseguire nel prossimo futuro anche indagini per altre malattie metaboliche, come le lisosomiali e le surrenali, che attualmente non sono comprese nello screening neonatale esteso. Va detto che oggi l’Italia e quindi la Campania sono delle eccellenze nel panorama europeo. Nessun paese in Europa ha una legge così ben fatta. In altri contesti europei viene sottoposto a screening un numero molto inferiore di patologie".
 
Il Ceinge è anche destinato ad ampliare le sue strutture e un nuovo padiglione è in fase di completamento con tre piani di circa mille metri quadri ciascuno che saranno dedicati a servizi e laboratori. “Con il contributo dei nostri partner – spiega Margherita Ruoppolo, responsabile del Laboratorio Sne del Ceinge, professore ordinario di biochimica, della Federico II e responsabile del programma interdipartimentale di medicina di laboratorio – abbiamo costituito un robusto sistema screening, che non significa solo esecuzione del test biochimico in quanto tale, ma anche la creazione di una rete efficiente che pone al centro il neonato e coinvolge le famiglie, i punti nascita, i laboratori diagnostici ed i clinici che prendono in carico il neonato. Sono sicura che tale rete ci permetterà di fare enormi passi in avanti per quello che riguarda la diagnosi precoce delle malattie metaboliche, che anche se rare costituiscono per molte famiglie un severo problema”.

Ettore Mautone

10 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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