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Campania. Conti 2017 in ordine e Piano ospedaliero ok. Ma con Lea a quota 153 resta commissariamento

Sulla scorta del dato tecnico il ministero della Salute esclude la possibilità, per la Campania, di abbandonare il solco del commissariamento lasciando intendere che sarà riproposto, in Cdm il nome di un nuovo commissario. Intanto la Campania segna un pareggio di bilancio per il sesto anno consecutivo. Via libera infine al Piano ospedaliero da raccordare al riordino del territorio. Si attende il semaforo verde del comitato di Valutazione degli investimenti pubblici infine, per l'ok al finanziamento dei 64 progetti per il riammodernamento della rete ospedaliera

12 APR - Non basta il pareggio dei conti di Asl e ospedali certificato dal Mef per il 2017 e per il sesto anno consecutivo, non sono sufficienti i 19 punti guadagnati sulla griglia dei Lea 2017 rispetto al 2016, né può servire, a superare il regime commissariale, il definitivo semaforo verde scattato al Piano ospedaliero regionale approvato sul piano tecnico a fine dicembre del 2018. Per la Campania la verifica quadrimestrale a Roma al Tavolo con la direzione generale dei ministeri di Economia e Salute assume un sapore agrodolce. La soddisfazione del Governatore Vincenzo De Luca, intervenuto personalmente al confronto, per aver visto riconosciuti i progressi compiuti negli ultimi tre anni si infrange sulla nota che il ministero della Salute dirama nella serata ieri in cui sottolinea che il risultato non è considerato sufficiente e che al momento non sussistono le condizioni per l’uscita della Campania dal regime commissariale. Una premessa che serve a spianare la strada alla riproposizione, in Consiglio dei ministri, di un sostituto di De Luca nel ruolo di commissario ad acta della Sanità regionale. 
 
Uno scenario prefigurato con sempre maggiore insistenza, nell’ultima settimana (dopo alcuni mesi di silenzio ad un analogo quanto infruttuoso pressing a fine anno) sia dal ministro della Salute Giulia Grillo sia dallo stesso vicepremier Luigi di Maio che nella trasmissione "Porta a Porta" è tornato ad indicare la necessità di un avvicendamento nella struttura commissariale in Campania. 

 
Ad arare il terreno è anche il livello locale del Movimento pentastellato con la consigliera regionale Valeria Ciarambino che dopo aver polemizzato a distanza per tutto il pomeriggio di ieri con De Luca relativamente all’utilizzo dei fondi per l’edilizia ospedaliera a fine serata, a conclusione del tavolo, dichiara che “il ministero ha certificato che De Luca ha messo i conti a posto negando però il diritto alla salute”. Ciarambino avanza per questo un’immediata nomina di un suo sostituto nel ruolo di commissario. “Oggi al tavolo ministeriale è stato certificato quanto andiamo denunciando da anni - sostiene Ciarambino - ossia che per far rientrare i conti e mettere le carte a posto De Luca ha messo in atto un’operazione esclusivamente contabile che ha contribuito a negare, giorno dopo giorno, il sacrosanto diritto alla Salute ai cittadini della Campania. Oggi è emerso che la Sanità in Campania non solo non raggiunge neppure la soglia della sufficienza, ma versa in condizioni disastrose, come denunciamo da anni dopo ispezioni che effettuiamo negli ospedali della nostra regione raccogliendo le istanze e il grido di dolore dei nostri cittadini. Il commissariamento deve dunque proseguire e la Lega se ne faccia una ragione. Va nominato al più presto un nuovo commissario che sostituirà il Governatore dei fallimenti grazie anche a una norma, voluta dal Movimento 5 Stelle, che reintroduce l’incompatibilità tra il ruolo di presidente di Regione e commissario ad acta”. 
 
Il dato tecnico su cui non vengono fatti sconti riguarda i 153 punti conseguiti e certificati nel 2017 per i Lea della Campania. Nonostante il progresso notevole, (106 punti nel 2015 e 124 nel 2016) si tratta di un valore di 7 punti sotto la soglia della sufficienza fissata a 160.  L’advisor Kpmg ossia l’ente di consulenza finanziaria del ministero potrà certificare il dato ufficioso di 163 sui Lea del 2018 solo nel successivo incontro programmato con la Regione a Roma nel prossimo Luglio. I torni ottimistici fidati a una nota di Palazzo Santa Lucia risuonano a questo punto fuori spartito anche se si comprende l’aspirazione dello staff di De Luca a marcare stretto un risultato comunque degno di nota. I punti da cui ripartire sono il Piano ospedaliero da attuare nel prossimo triennio, la stagione delle assunzioni (circa 8 mila quelle programmate dal piano dei fabbisogni di Asl e ospedali) e la ristrutturazione della rete ospedaliera pubblica che cade letteralmente a pezzi dopo decenni di mancati interventi a causa anche del blocco delle risorse disponibili nelle Casse del Tesoro. Su questo fronte dal tavolo con il Mef emerge che il via libera ai trasferimenti dovrebbe essere imminente, entro gli inizi del prossimo maggio dopo un passaggio nel Comitato di valutazione per gli investimenti pubblici.
 
Anche il Piano ospedaliero dovrebbe essere integrato in un unico documento con il Piano di riordino della medicina del territorio, già inviato agli uffici dei ministeri affiancanti e validato anch'esso sul piano tecnico. Là dove De Luca invocava una svolta verso un piano di fuoriuscita dal regime commissariale nei termini e secondo l’iter previsto dalle norme si profila insomma un ulteriore periodo di almeno un anno di governo eterodiretto della Salute in Campania.
 
A questo punto i rapporti tesissimi tra Governo e Regione potrebbero avere una ulteriore coda in Conferenza Stato Regioni chiamata a disegnare il Patto per la Salute per mandare definitivamente in soffitta la stagione dei commissariamenti della Sanità regionale in uno scenario in cui l’autonomia rivendicata dalla Lega, in qualunque salsa si voglia declinare il regionalismo differenziato, mal si concilia con il neocentralismo interpretato invece dal Movimento 5 Stelle. Una graticola destinata a durare ancora a lungo alimentata dal clima prelettorale che si respira in parlamento tra le forze di maggioranza i cui echi investono inevitabilmente il livello locale di “Ciò che serve per la Sanità della nostra regione - conclude intanto Ciarambino - è un’opera di risanamento seria, attraverso la quale restituire ai nostri cittadini l’assistenza che meritano”. 
 
In caso di nomina di un nuovo commissario in capo alle competenze della Regione resterebbero ancora le nomine dei manager da condurre in porto entro il prossimo luglio, al massimo entro ottobre. Ma anche qui potrebbero arrivare commissari governativi per le aziende sanitarie con i conti in rosso. 
 
 
Ettore Mautone 

12 aprile 2019
© Riproduzione riservata


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