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Autonomia. Anche la Campania avanza una proposta al Governo. “Ma difendiamo l’Unità nazionale”

La proposta è stata inviata ieri al ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Erika Stefani, e per conoscenza al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sette le materia interessate, tra cui la sanità. De Luca: “Totale accettazione della sfida dell’efficienza. Difesa rigorosa dell’Unità nazionale”. Nella proposta si chiede la conferma dell’“obbligo dello Stato di costituire il fondo perequativo di cui all’art.119 terzo comma della Cost. per conseguire il riequilibrio tra nord e sud”. LA PROPOSTA

11 LUG - Dopo avere duramente contrastato le proposte delle Regioni del Nord, la Regione “accetta la sfida dell’efficienza” senza dimenticare la “difesa rigorosa dell’Unità nazionale”, ed invia la sua proposta d’intesa sull’autonomia differenziata della Regione Campania al Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Erika Stefani, e per conoscenza al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ad annunciarlo, in una nota, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

“Abbiamo chiesto al Ministro – spiega De Luca – di firmare quanto prima possibile questa ipotesi di accordo. E’ una proposta che esplicita la linea della Campania sull’autonomia differenziata: rigore amministrativo; riforme concrete che semplificano e non complicano i processi di riforma; sburocratizzazione. Da oggi, alle tre regioni del Nord, si aggiunge la Campania come Regione che ha formalizzato la proposta d’intesa”.

“Di particolare rilievo – evidenzia il governatore - la posizione della Campania relativa a spesa storica, scuola, sanità, livelli essenziali di prestazione, fondo perequativo. Totale accettazione della sfida dell’efficienza. Difesa rigorosa dell’Unità nazionale”.


Nel dettaglio, la proposta chiede al Governo di attribuire alla Regione Campania ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle seguenti materie:

1) valutazioni di impatto ambientale attinenti a progetti finalizzati alla realizzazione di opere ubicate esclusivamente nel territorio della Regione;

2) autorizzazioni paesaggistiche minori;

3) istruzione e formazione professionale, compatibilmente con il carattere nazionale della scuola pubblica;

4) tutela della salute: autonomia piena in materia sanitaria, fatto salvo il carattere nazionale dell’organizzazione sanitaria pubblica e la funzione dello Stato  di vigilanza sulla qualità e omogeneità dei servizi al cittadino;

5) pagamento dei contributi comunitari destinati alle imprese agricole operanti nel territorio della Regione;

6) integrazione delle funzioni attribuite ai provveditorati alle opere pubbliche e agli uffici del genio civile;  

7) rete regionale dei musei e dei beni culturali.

Ma, si evidenzia nel documento, “resta fermo e impregiudicato il prosieguo del negoziato sulle richieste di autonomia differenziata, sulle medesime ed eventualmente su altre materie indicate dalla Regione Campania”.

Nella proposta si prevede che l’attribuzione delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie all’esercizio delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, trasferite o assegnate dallo Stato alla Regione, avvenga sulla base di:

a) livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, come sancito dall’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, e dalla legge delega n. 42 del 2009;

b) fabbisogni e dei costi standard, calcolati  in funzione dei livelli essenziali delle prestazioni come sopra definiti “e non della spesa storica”.

“Qualora i livelli essenziali delle prestazioni ed i relativi fabbisogni e costi standard non siano stati già definiti – si legge nel documento -, lo Stato provvede alla loro determinazione entro un anno dall’approvazione, da parte delle Camere, dell’Intesa; nelle more, e comunque non oltre il primo anno, l’attribuzione delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie all’esercizio delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia avviene sulla base della spesa destinata a carattere permanente, fissa e ricorrente, a legislazione vigente, sostenuta dallo Stato nella Regione Campania, riferita alle funzioni trasferite o assegnate”.

Il finanziamento delle competenze riconosciute sarà garantito dalla “compartecipazione al gettito maturato nel territorio regionale dell’imposta sui redditi delle persone fisiche e di eventuali altri tributi erariali” e dalle “aliquote riservate, nell’ambito di quelle previste dalla legge statale, sulla base imponibile dei medesimi tributi riferibile al territorio regionale”. In relazione all’esercizio delle ulteriori forme e condizioni di autonomia trasferite “vanno garantite le risorse necessarie data la ridotta capacità fiscale per abitante del territorio”.

L’esercizio da parte della Regione delle nuove competenze conferite, si chiarisce ancora, “avviene contestualmente all’effettivo trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative”.

Si chiede, infine, che rimanga “fermo l’obbligo dello Stato di costituire  il fondo perequativo di cui all’art.119 terzo comma della Cost. per conseguire il riequilibrio tra nord e sud”.

11 luglio 2019
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