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Coronavirus. In Campania nessun caso conclamato

Oltre cento i test effettuati al Cotugno dall'inizi dell'epidemia in Cina. Dai 2 o tre tamponi al giorno effettuati nella prima fase si è ora passati al ritmo di 20 o 30 esami da quando il virus è stato individuato nel nord Italia. Intanto sei ospedali allestiscono tecnostrutture nei pronto soccorso

26 FEB - Emergenza Coronavirus, sono tutti negativi finora in Campania gli oltre cento test effettuati al Cotugno dall'inizi dell'epidemia in Cina. Dai 2 o tre tamponi al giorno effettuati nella prima fase si è ora passati al ritmo di 20 o 30 esami da quando il virus è sbarcato nel nord Italia.
 
Dopo due atleti della mezza maratona che si è svolta domenica a Napoli, ricoverati all'ospedale San Paolo e al San Giovanni Bosco per malesseri passeggeri ma poi risultati negativi e dimessi l'ultimo caso seriamente indiziato è quello di una donna, un militare che viene da Codogno, in licenza a Napoli. Ricoverata ieri pomeriggio in una delle due stanze ad alto isolamento e pressione negativa del Cotugno è anch'essa stamani risultata indenne dal virus. Il ricovero era avvenuto tramite il 118 non appena la donna ha rivelato che un tenente della caserma, suo collega di lavoro, era risultato positivo al virus Sars-Cov 2.
 
"La Regione sta attuando tutte le procedure di allerta sanitaria e di prudenza per fronteggiare l'emergenza coronavirus ma in Campania, finora, nessun caso sospetto è risultato positivo" ha ribadito il governatore Vincenzo De Luca. "In Campania - ha aggiunto - non c'è motivo di preoccupazione e anche i sindaci, in base alle linee guida che abbiamo diramato, è consigliabile che evitino fughe in avanti e si attengano alle procedure di prudenza senza allarmismi. Se ci avvertono di casi sensibili provenienti dalla zone di focolaio in due ore effettuiamo il prelievo e forniamo il risultato. Ciò è preferibile a chiusure e quarantene di massa".

 
Intanto al Cardarelli da ieri la Protezione civile, su sollecitazione del manager Giuseppe Longo, sta montando tre tende da campo nella zona prospiciente il pronto soccorso. L’obiettivo è individuare, in questa fase, una netta separazione dei percorsi e degli accessi dei pazienti che accusano sintomi respiratori riconducibili all’influenza e all’infezione da coronavirus.
 
Nella rete di posti letto di isolamento individuata dalle autorità sanitarie regionali negli ospedali campani il Cardarelli è escluso non avendo un reparto di malattie infettive. Ciononostante, se al pronto soccorso dovesse arrivare un paziente con febbre e sintomi di compromissione respiratoria, è stato predisposto un triage infermieristico esterno che dirotterebbe il paziente nelle due tende disponibili per l’osservazione. Qui, in un ambiente riscaldato e dotato di sistemi di filtro e igienizzazione dell’aria di ispirazione militare il paziente sarebbe visitato da un medico che usufruirebbe della terza tenda per la vestizione e lo smaltimento delle tute, mascherine e visiere utilizzate. La zona individuata dal manager Longo per l’allestimento della strutture è quella normalmente utilizzata per lo stazionamento delle autoambulanze che saranno indirizzate nel parcheggio sul retro del padiglione per l’emergenza.
In caso di conferma del sospetto di infezione da coronavirus il 118 e un’ambulanza dedicata e attrezzata per il trasporto di pazienti contagiosi, trasferirebbe il paziente al Cotugno o al reparto di malattie infettive di cui è dotato il Policlinico Federico II.
 
Intanto anche all'ospedale San Paolo è in corso l'allestimento delle tensostrutture della Protezione civile per separare i percorsi di accesso dei pazienti con sospetta infezione da coronavirus che saranno operative in giornata come al Cardarelli. Quella del San Paolo è una struttura provvisoria in quanto giovedì mattina sarà allestito un vero e proprio ospedale da campo con di 150 metri quadrati. Qui sempre giovedì il laboratorio di analisi sarà anche dotato dei kit per eseguire in loco i tamponi e i test di verifica per la positività al coronavirus. Entro domenica infine sono in programma gli allestimenti di altre due strutture sempre di 150 metri quadri al San Giovanni bosco e all'ospedale del mare. In tutti i pronto soccorso della Asl Napoli 1 sono in corso i lavori per definire infine le camere ad alto isolamento che saranno pronte entro domenica.
 
Intanto a Napoli e in molte città della Campania serpeggia la paura: non solo supermercati svuotati, uffici postali semivuoti, cinema a corto di spettatori ma anche e soprattutto ospedali con pochi pazienti in pronto soccorso, anche quelli solitamente più affollati come il Cardarelli che registrano un dimezzamento dell'utenza. In particolare dei codici a bassa urgenza, verdi o bianchi, quelli che si recano solitamente in pronto soccorso per bypassare le trafile e le attese per esami e indagini diagnostiche che andrebbero eseguite sul territorio, con la ricetta del medico di famiglia e pagando il ticket.
"E' una settimana che non abbiamo più barelle in pronto soccorso - avverte Pino Visone dirigente medico del pronto del Cardarelli - segno che l'utenza che non ha bisogno di cure urgenti e che invece solitamente affolla i nostri reparti, temendo il coronavirus evita di giungere qui. E' la riprova che il 60, 70% di accessi impropri riguarda una precisa scelta di fasce sociali che non intendono rispettare regole e trafile e che spesso sono quelle che creano i maggiori problemi in pronto soccorso e che sono protagonisti di aggressioni e intemperanza".
 
Sulla riduzione di accessi ai pronto soccorso di Napoli da quando c’è il #Coronavirus interviene anche Francesco Borrelli consigliere regionale del Verdi: “In alcuni momenti della giornata c’è una riduzione del 50%. La psicosi dilaga più velocemente della malattia. Da quando è scoppiata al Nord l'epidemia da Coronavirus sembra che i pronto soccorso del territorio napoletano, fino a poco tempo fa sovraffollati, abbiano subito una consistente riduzione di accessi da parte degli utenti. Eppure in Campania non si sono ancora casi conclamati. Ho parlato con il Direttore sanitario dell’Asl Napoli 1 e del Cardarelli - aggiunge Borrelli - per verificare questa situazione ed i dati approssimativi dicono che vi è una riduzione di circa 1/3 degli accessi ai pronto soccorso. In alcuni momenti della giornata la riduzione sale al 50%. Insomma, da quando è venuta fuori l’emergenza legata al virus CODIV-19 la gente si reca di meno nelle strutture ospedaliere e questo ci fa capire che la psicosi per questa epidemia sta dilagando più velocemente della malattia causando anche strani effetti".
 
In totale sono circa 200 i posti letto individuati in tutta la regione per l’accoglienza di eventuali pazienti sospetti o positivi al croronavirus dislocati in tutti gli ospedali della Campania dotati non solo di un pronto soccorso ma anche di un reparto per malattie infettive. I casi di sospetto coronavirus o i casi conclamati e sintomatici, dopo la valutazione nei pronto soccorso territoriali o del 118, vanno trasferiti dunque al Cotugno o nelle strutture dotate di reparti di malattie infettive. I posti letto in totale individuati sono circa 40 nella Asl di Salerno, 6 al Ruggi, nessuno al Cardarelli, 70 al Cotugno (che potrebbe agevolmente raddoppiarli accorpando i reparti) altri 10 rispettivamente tra le varie aziende sanitarie a Caserta, a Pozzuoli e Eboli. In totale dunque 200.
 
Ettore Mautone

26 febbraio 2020
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