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Coronavirus. “Le imprese funebri si rifiutano di fare funerali”. La denuncia degli impresari Efi Campania

“La paura sta creando uno squilibrio insostenibile a carico di chi invece, per senso di dovere e collettività, continua a fornire i servizi indispensabili”, spiega Gennaro Tamnaro, delegato campano del sindacato di categoria delle imprese funebri. Chiesto un intervento delle istituzioni, anche perché, “se questa situazione emergenziale si protrarrà ancora a lungo come sembra, non saremo in grado di assolvere da soli a questa mole di lavoro”.

23 MAR - Il coronavirus sta creando difficoltà anche nel settore dei servizi funebri. Non solo per l’importante aumento di carico di lavoro, ma anche perché il coronavirus fa paura e per questo molte imprese si rifiutano di prestare il loro servizio in caso di decessi per coronavirus.
 
"Ci pervengono ormai decine di segnalazioni di imprese campane che rifiutano più e più volte di effettuare le operazioni funebri per i casi di coronavirus. Questo diniego, dettato soprattutto dalla paura di un contagio, sta creando uno squilibrio insostenibile con il carico che pende verso chi invece, per senso di dovere e collettività, continua a fornire i servizi indispensabili in questo momento storico. Ma non possiamo continuare così o altrimenti l’intero sistema rischia il collasso”, spiega in una nota Gennaro Tammaro, delegato campano di EFI (Eccellenza Funeraria Italiana), sindacato di categoria delle imprese funebri, che chiede un intervento deciso delle istituzioni locali (Comune di Napoli e Regione Campania in primis) per arginare questa “emergenza nell’emergenza”.
 

"Ci rivolgiamo direttamente al sindaco Luigi de Magistris e al governatore Vincenzo De Luca: la situazione è inaccettabile. In questo momento le imprese funebri che intervengono sui casi di morti per Covid o sospetto contagio da coronavirus si contano sulle dita. Queste ditte stanno chiedendo ai propri dipendenti uno sforzo lavorativo e psicologico non indifferente. Ma, se questa situazione emergenziale si protrarrà ancora a lungo come sembra, non basterà questo impegno a salvarci da un’emergenza, anche sanitaria, legata al fatto che non siamo in grado di assolvere da soli a questa mole di lavoro”.
 
“Senza un intervento istituzionale - conclude Tammaro -, siamo destinati a andare in crisi nel giro di pochi giorni. Rivolgiamo questo appello anche agli altri colleghi delle imprese funebri: abbiamo bisogno di tutti, per uscire da questa crisi nel minor tempo possibile”.

23 marzo 2020
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