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Campania. Medici di famiglia entrano nella rete oncologica

Avranno il compito di “sentinelle”, per favorire la presa in carico più veloce possibile. Ora si passerà alla formazione dei medici di famiglia, a cui saranno poi consegnate le credenziali personalizzate per accedere alla piattaforma e segnalare le informazioni relative al proprio paziente. Oltre a una presa in carico tempestiva, il nuovo sistema consentirà ai medici di famiglia di garantire al paziente la continuità terapeutica anche rispetto ad altre valutazioni.

24 GIU - Formare gli oltre quattromila medici di famiglia della Campania per attivare rapidamente la presa in carico del paziente oncologico. Se il tumore si batte soprattutto sul tempo il Pascale guarda alla funzione sentinella dei medici di famiglia e sigla un accordo con cui entro la fine di giugno dà il via ai corsi di formazione. Corsi che saranno per ora ovviamente a distanza in virtù delle misure ancora in vigore per l’emergenza Coronavirus.
All'interno della piattaforma Roc (Rete oncologica regionale della Campania) per i pazienti di cui si ha notizia di diagnosi di cancro verrà attivato rapidamente il processo di presa in carico.

Primo step, dunque, di questa mini rivoluzione destinata a cambiare i dati di mortalità per tumore in Campania. L’obiettivo è formare tutti i medici di Medicina generale regionali ma non è escluso che la formazione possa essere allargata anche a medici di regioni confinanti visto che il Pascale  è centro oncologico di riferimento. Una volta terminata la formazione, ogni medico avrà credenziali personalizzate per accedere alla piattaforma e segnalare le informazioni relative al proprio paziente. Questo processo, se da un lato accelera la presa in carico del paziente da parte della rete oncologica, dall'altra consente ai medici di famiglia di mantenere la continuità terapeutica rispetto ad altre valutazioni.


"Di solito il paziente oncologico viene un po' perso nel rapporto fiduciario con il medico di base perché giustamente tende ad avere come unico riferimento l'oncologo - evidenzia Silvestro Scotti, segretario nazionale Mmg e presidente dell'Ordine dei medici di Napoli - In questo modo invece il medico di base sarà costantemente informato sull'evoluzione del proprio paziente che di conseguenza si sentirà più sicuro nel rivolgersi anche al suo medico per avere supporto rispetto a fenomeni che possono non entrare nella dinamica della patologia oncologica. La piattaforma pertanto permetterà di semplificare il dialogo perché  sarà come se si lavorasse a quattro mani su uno strumento unico".

"La piattaforma e il processo di formazione dei medici di famiglia sono un ulteriore tassello indispensabile per incrementare sempre di più la collaborazione tra ospedale e territorio – dice il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi - e si innesta in quella che è la nostra filosofia di azione per cui 1+1=3 perché quando c'è sinergia il risultato finale è superiore alla somma dei fattori".
 
Ettore Mautone

24 giugno 2020
© Riproduzione riservata


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