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“Cittadini, Professionisti e Istituzioni insieme per affrontare le sfide del futuro”. La tavola rotonda


21 NOV - Dopo l’apertura del presidente di Senior Italia Federanziani, Roberto Messina che ha lanciato vari spunti si è svolta la tavola rotonda ‘Regioni, Governo e pazienti verso nuovi modelli e nuove strategie a favore della terza età, moderata dal direttore di Quotidiano Sanità, Cesare Fassari.
 
Il primo a prendere la parola è stato Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). “Di fatto il medico oggi non è nella condizione di agire in libertà e scienza e coscienza – ha detto - . La categoria medica al suo interno ha le sue criticità ma la nostra esautorazione ci ha messo insieme e saremo in piazza il 28 novembre per dire ai cittadini che fino ad ora ce l’abbiamo fatta, ma in futuro rischiamo di non farcela più”. Milillo ha poi criticato fortemente il decreto appropriatezza: “Adesso c’è una tabella con criteri economicistici e se non le rispettiamo veniamo sanzionati. Questo non vuol dire fare il medico. Siamo ridotti a gestori del traffico e non capisco più a cosa serviamo. Tutto dev’essere tutto codificato in nome della tecnocrazia regionale che pensa di risolvere tutto in questo modo. Il federalismo sanitario ha fallito”.
 
A seguire è intervenuto il sub commissario della Regione Lazio, Giovanni Bissoni che ha subito fatto un esempio sulla Regione in cui lavora.Il Lazio spende in farmaci rispetto alla spesa media di Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lombardia circa 150 mln in più all’anno. Il Lazio spende 1 mld in più di spesa ospedaliera. Ma nonostante le spese più alte il cittadino del Lazio non è più tutelato. Il problema, non è quindi solo la spesa, ma sono anche le capacità che si mettono in campo per sciogliere queste contraddizioni”. Ma il Ssn per Bissoni è un valore da difendere anche perché “i sistemi assicurativi, che spendono tantissimo, hanno contraddizioni ancora più forti. Ecco perché noi dobbiamo trovare un modo in cui far ragionare insieme l’efficienza della spesa, il professionista e il paziente o il sistema diventa incontrollabile”. “È evidente – ha concluso - che con meno finanziamenti i problemi si acuiscono, ma la sanità è un elemento troppo complesso perché sia giocato solo sui rapporti di forza. Ci sono varie competenze che vanno messe insieme”.
 
Dopo Bissoni è intervenuto nel dibattito Marcello Tonini (Dg Area vasta della Romagna). “La nostra regione, al di là dei fondi nazionali, investe 450 mln di euro sulla non autosufficienza. Il nostro obiettivo è uniformare di più le pratiche per costruire un modello per affrontare la disabilità in modo più efficace rispetto al passato”. E per disegnare questo nuovo modello per Tonini occorre “rendere possibile l’integrazione professionale e riorganizzare l’attività ospedaliera creando luoghi dove l’anziano trova dei punti di riferimento”. Accanto a questo Tonini ha parlato anche delle Case della salute che “sono luoghi sul territorio dove un cittadino che ha patologie croniche trova tutti i professionisti (mmg, specialista, infermiere) che sono chiamati a trattare quel problema”. E poi una battuta anche sull’Assistenza domiciliare integrata (Adi): “È un problema di risorse. Dobbiamo investire di più”.
 
Nella discussione si è inserito poi Giovanni Battista Bochicchio (Dg dell'ASP di Potenza) che ha ricordato che “è vero che la salute non ha prezzo, ma essa ha dei costi. E se vogliamo rendere esigibile il diritto alla salute esso dev’esserlo per tutti anche per le fasce deboli e per chi non ha voce”. Ma per Bochicchio il regionalismo non è da cancellare perché esso “è la traduzione del principio di prossimità”. In quest’ottica lo “Stato centrale deve governare la sanità ma attraverso le Regioni che devono fare proprio il principio di prossimità”. “Dobbiamo studiare quindi modelli innovativi per migliorare i processi – ha concluso -  ricordandoci che non c’è un modello esportabile per tutti”.
 
Dopo i professionisti e i rappresentanti regionali ha preso la parola il Direttore generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute, Marcella Marletta che ha affrontato il tema delle grandi novità in arrivo e delle sfide che esse comportano. “Il cambiamento è epocale, ma anche il costo è epocale. E il problema è la sostenibilità dei sistemi sanitari”. Il Dg del Ministero ha poi ricordato l’impegno del Governo sui farmaci innovativi con lo stanziamento di 1 mld e ha ribadito poi che sui “dispositivi medici vogliamo che tutti se li possano permettere e stiamo lavorando perché non si tagli la qualità consentendo ai cittadini di accedere alle cure innovative”. “Nel passato – ha ricordato - abbiamo ragionato in termini di prezzi al ribasso ma essa è stata un’esperienza negativa. Ma oggi con il Tavolo dell’innovazione vogliamo privilegiare i criteri di costo-efficacia e vogliamo mettere al centro il paziente, il tutto nel rispetto dei vincoli di bilancio. Certo, dobbiamo pure ottimizzare: abbiamo troppe apparecchiature che molto spesso sono anche obsolete. Bisogna disinvestire in ciò che non serve e investire nelle migliori innovazioni”.  Ma poi Marletta ha anche annunciato che Senior Italia Federanziani sarà in tutti i tavoli dell’Hta e in risposta alla proposta di Messina sul coinvolgimento dei cittadini in un tavolo sul consenso informato dei dispositivi medici il Dg si è detto favorevole: “Possiamo prevedere un tavolo sul consenso informato cercando di disegnare un criterio condiviso. Lo faremo, accetto la proposta”.
 
A chiudere la tavola rotonda è stato invece il Magnifico rettore dell’Università di Brescia e presidente dell’Aifa, Sergio Pecorelli che in apertura d’intervento ha fatto una riflessione sulla possibilità di fare gare per i nuovi farmaci a livello europeo per risparmiare. “Dal punto di vista teorico potrebbe funzionare ma, di fatto, non funziona per gli enormi interessi e differenze che esistono nei diversi paesi. Ma un passo avanti può essere fatto e i cluster tra paesi possono essere un mezzo. Sull’Epatite C, per esempio, Portogallo, Spagna, Olanda e Italia si sono messi insieme e hanno ottenuto il prezzo più basso”. Pecorelli ha poi ragionato sulle prospettive d’insieme del sistema sanitario alla luce delle sfide che l’innovazione comporta. “La velocità del progresso è pazzesca, direi esponenziale. Ma, purtroppo, a volte ci dimentichiamo di riconoscere il valore della ricerca che sta dietro a tutte queste novità scientifiche”. “I medical device – ha precisato - hanno avuto un’innovazione incredibile proprio grazie alla ricerca, su cui noi dobbiamo investire di più perché fa crescere il nostro paese”. Rispetto al Ssn Pecorelli ha ricordato che “la sanità funziona tutti i giorni, funziona bene e costa poco rispetto agli altri paesi”. Ma per il futuro occorre potenziare la “partecipazione competente di cittadini e pazienti affinché ciascuno per la sua parte porti le sue competenze intorno ad un tavolo”. Altro tema toccato dal presidente Aifa è stato quello dell’aderenza terapia in cui il “rapporto medico-paziente e il ruolo delle farmacie giocano un ruolo decisivo”. Infine, Pecorelli ha parlato anche di medical device. “Bisogna rafforzare il percorso di empowerment da parte di chi riceve il device, che deve capirne i vantaggi e gli svantaggi”.
 
 

21 novembre 2015
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