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Roma: rimborsi per prestazioni oncologiche e urologiche mai effettuate, 9 indagati 


Coinvolti dirigenti medici, amministratori e proprietari di una società a cui è riconducibile un centro diagnostico accreditato con il Servizio sanitario regionale. Le indagine, avviate nel 2017, hanno portato al sequestro di oltre 7.000 cartelle cliniche e permesso di rilevare che, tra il 2012 e il 2019, gli indagati avevano falsamente attestato sulle cartelle cliniche che i pazienti dimessi dalla struttura l’avevano ricevuto prestazioni oncologiche e urologiche in reltà mai effettuate, ottenendo dalla Regione Lazio indebiti rimborsi. Danni al Ssn per oltre 10 milioni di euro.

02 DIC - I Nas e i finanziari di Roma hanno eseguito stamani un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 10 milioni di euro, per le ipotesi di reato di concorso in falso e truffa, nei confronti di 8 persone fisiche – tra proprietari, amministratori e dirigenti medici - e di una società a cui è riconducibile un noto centro diagnostico convenzionato con l’Asl, operante in diverse realtà regionali, con sede principale a Grottaferrata ed accreditata presso il Servizio sanitario regionale. L’accusa è di avere falsificato cartelle cliniche per ottenere rimborsi per prestazioni oncologiche e urologiche mai effettuate.

Le investigazioni, avviate dal Nas di Roma a ottobre 2017, traggono origine da una serie di verifiche condotte in collaborazione con personale dell’Asl presso strutture sanitarie private e si sono sviluppate attraverso numerose ispezioni, servizi di osservazione e attività di natura tecnica, nonché mirati accertamenti patrimoniali svolti congiuntamente alla Guardia di Finanza di Frascati, che hanno portato al sequestro di oltre 7.000 cartelle cliniche.

"Gli approfondimenti - spiegano i Nas in una nota - hanno evidenziato che, dal 2012 al 2019, gli indagati avevano falsamente attestato sulle cartelle cliniche dei numerosi pazienti dimessi dalla struttura sanitaria monitorata, l’avvenuta erogazione di prestazioni di tipo oncologico e urologico mai effettuate, ottenendo dalla Regione Lazio indebiti rimborsi. Il modus operandi sopra descritto ha permesso di conseguire, nel corso degli anni, ingenti indebiti rimborsi e pagamenti da parte della Regione Lazio in quanto venivano indebitamente incassate, a titolo di rimborso pubblico dal Servizio Sanitario Nazionale, somme più elevate in luogo di quelle corrette sulla base delle prestazioni effettivamente rese, ottenendo quindi un indebito profitto”.

La nota dei Nas non specifica quale sia la struttura in cui avveniva la presunta truffa, ma parla di un “noto” centro.

Gli elementi raccolti dai militari hanno permesso al Pubblico Ministero di ottenere dal Gip del Tribunale di Velletri l’emissione del provvedimento cautelare nei confronti dei 9 indagati, per un importo pari al profitto del reato.

02 dicembre 2022
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