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Disabilità. Commissione Ue propone norme per accessibilità ai siti web degli enti pubblici

Anche sordi e non vedenti potranno utilizzare i servizi pubblici online per servizi sanitari, per cercare lavoro, per immatricolare un autoveicolo, per presentare la dichiarazione dei redditi e per chiedere il rilascio del passaporto o della patente. La proposta passa ora al Consiglio dei Ministri Ue e all'Europarlamento.

04 DIC - Nuove norme in materia di servizi pubblici online per garantirne ovunque, in Europa, la completa accessibilità dei siti web degli enti pubblici anche alle persone con problemi di movimento e menomazioni visive e uditive.

A proporre le nuove norme è la Commissione europea, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità celebrata ieri, con l’obiettivo di rendere più semplice per oltre 100 milioni di cittadini dell’UE il ricorso a servizi pubblici online per cercare lavoro, per immatricolare un autoveicolo, per presentare la dichiarazione dei redditi e per chiedere il rilascio del passaporto o della patente di guida.
 
I principali beneficiari della proposta odierna sarebbero gli 80 milioni di cittadini europei disabili e gli 87 milioni di cittadini europei di età superiore a 65 anni. Le persone affette da menomazioni visive potranno ascoltare le descrizioni delle immagini utilizzando un lettore di schermo, i cittadini affetti da menomazioni uditive potranno leggere le didascalie dei file audio e tutti gli elementi di un sito internet potranno essere esplorati con tastiera e mouse.


La proposta di direttiva della Commissione relativa all’accessibilità dei siti web degli enti pubblici prevede, a partire dalla fine del 2015, l’introduzione di elementi di accessibilità obbligatori e uniformati a livello unionale per 12 tipi di siti internet. L’obbligo di accessibilità si applicherebbe a servizi pubblici fondamentali, quali la sicurezza sociale e i servizi sanitari, la ricerca di un lavoro, le iscrizioni universitarie e il rilascio di documenti e certificati (cfr. l’allegato per un elenco completo). Le nuove norme proposte chiarirebbero inoltre il significato di accessibilità del web (specifiche tecniche, metodo di valutazione, relazioni, verifica bottom-up) e incoraggerebbero le amministrazioni pubbliche ad applicare le norme in tutti i servizi, non limitandosi all’elenco obbligatorio (vedi approfondimento).

Con la proposta odierna la Commissione ha attuato l’azione 64 dell’Agenda digitale europea e l’articolo 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD).

“Una volta attuata – sottolinea inoltre una nota della Commissione - , la proposta contribuirebbe a sviluppare un mercato europeo dell’accessibilità del web per un valore stimato a 2 miliardi di EUR. Tale mercato attualmente realizza solo il 10% del proprio potenziale. Le innovazioni generate dalla proposta miglioreranno l’utilizzo di internet per tutti gli utenti grazie a una maggiore funzionalità e ai minori costi per garantirla”.

“Oggigiorno tutti noi dipendiamo virtualmente dall’accesso a internet per affrontare i vari aspetti della vita quotidiana e abbiamo tutti diritto a un accesso su base equa ai servizi pubblici online”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes. “La proposta – ha aggiunto - potrà contribuire a concretizzare questo diritto, a creare migliori condizioni di mercato, più posti di lavoro e a ridurre i costi sostenuti dalle amministrazioni per rendere accessibili i propri siti”.

Ioannis Vardakastanis, presidente del Forum europeo delle disabilità, si unisce alla Commissione nell’incoraggiare i progressi: “Il Forum europeo delle disabilità plaude alle proposte legislative in materia di accessibilità dei siti web degli enti pubblici, che potranno contribuire a garantire i diritti di cittadinanza e l’accesso diretto ai servizi pubblici a 80 milioni di cittadini disabili e che rappresentano il primo passo verso l’eliminazione di tutti gli ostacoli che limitano l’accesso ai prodotti e ai servizi online nel mercato unico”.

Un’unica serie di norme in materia di accessibilità consentirebbe agli operatori di offrire i propri prodotti e servizi in tutta l’Unione, evitando difficoltà e costi di adattamento supplementari.

La proposta di direttiva sarà ora inviata al Consiglio dei ministri dell’UE e al Parlamento europeo ai fini della sua adozione.

Gli Stati membri dovrebbero adottare disposizioni legislative e regolamentari nazionali entro il 30 giugno 2014. Sono 21 gli Stati membri che già prevedono disposizioni legislative e regolamentari in materia di accessibilità del web, “ma i progressi sono lenti”, commenta la Commissione, secondo la quale “la situazione attuale dell’accessibilità del web negli enti pubblici è molto grave. Solo un terzo dei 761.000 siti internet degli enti pubblici europei è pienamente accessibile, sebbene siano disponibili soluzioni tecniche sviluppate anche con i finanziamenti dell’UE per la ricerca negli ultimi 15 anni”.

“La Commissione – conclude la nota - collaborerà con i governi, le imprese e le organizzazioni del settore, come il Forum europeo delle disabilità, per mettere a frutto gli impegni in atto e le spese nazionali già stanziate a favore dell’accessibilità dei siti web degli enti pubblici, nonché per accelerare l’adozione e l’attuazione di queste norme fondamentali”.
 

04 dicembre 2012
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