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Caldo. Il monito del Ministero: "Le ondate precoci sono le più pericolose"

Aggiornate le ‘Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute’, redatte nel 2004. Il caldo di inizio estate esercita impatto maggiore sulla salute rispetto a periodo di eguale intensità che si verificano dopo. L'Italia uno dei primi Paesi ad adottare Piano operativo nazionale.

05 GIU - Arriva dal ministero della Salute l’aggiornamento delle ‘Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute’, documento redatto nel 2004. Un intervento necessario soprattutto in virtù del fatto che “in Italia negli ultimi decenni si conferma un costante aumento delle temperature estive e secondo le previsioni sarà sempre più probabile osservare condizioni estreme”. E in previsione dell’arrivo del caldo, viene preso come riferimento un recente studio che evidenzia come le ondate di calore che si verificano precocemente, a inizio estate, producono un impatto maggiore sulla salute.

Il testo si rivolge alle istituzioni, ai medici di medicina generale, ai medici ospedalieri e in generale a tutti gli operatori socio-sanitari coinvolti nell’assistenza e nella gestione delle fasce di popolazione a rischio. In primo luogo l’obiettivo è quello di sintetizzare le evidenze attualmente disponibili sui fattori di rischio associati al caldo e alle ondate di calore e sugli interventi efficaci per la prevenzione dei relativi effetti.

Vengono poi fornite raccomandazioni, modelli e strumenti operativi, basati sull'evidenza scientifica, per l'implementazione di piani locali di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Appare quindi necessario migliorare l'efficienza dei piani locali di prevenzione già esistenti per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Vengono quindi fornite agli operatori sanitari indicazioni aggiornate e basate sull'evidenza per la corretta gestione dei pazienti a rischio durante il periodo estivo.


Nel documento si fa riferimento a un recente studio (D’Ippoliti 2010) che ha evidenziato come nel corso di un’ondata di calore il rischio di mortalità sia in funzione di diversi parametri climatici: temperatura massima, temperatura minima e umidità relativa. Gli effetti maggiori si osservano durante ondate di lunga durata (oltre cinque giorni) in cui si registrano incrementi della mortalità 2-5 volte più elevati rispetto alle ondate di durata più breve. E’ stato inoltre osservato che le ondate di calore che si verificano precocemente, all’inizio della stagione estiva, esercitano un impatto maggiore sulla salute della popolazione rispetto ai periodi di eguale intensità che si verificano successivamente nel corso dell’estate.

Si tratta di un fenomeno attribuibile soprattutto a un graduale e progressivo adattamento alle condizioni climatiche nel corso della stagione estiva e in parte al fatto che successive ondate di calore determinano una progressiva diminuzione della numerosità della popolazione che costituisce il pool dei suscettibili.

Recenti studi hanno poi evidenziato una correlazione inversa tra mortalità invernale ed estiva: l’impatto delle elevate temperature sulla mortalità risulta più elevato durante estati precedute da inverni con bassa mortalità, mentre risulta più basso in anni con elevata mortalità invernale.
Tra le patologie croniche associate a un aumento di rischio per l’esposizione al caldo sono state individuate: diabete mellito e altre malattie endocrine; disturbi mentali, demenze, malattia di Alzheimer; disturbi da abuso di sostanze farmacologicamente attive; schizofrenia e disordini schizoidi; malattie neurologiche coinvolgenti disturbi cognitivi; malattie cardiovascolari; malattie del sistema respiratorio; malattie del sistema renale, insufficienza renale, calcolosi renale; obesità.

Il documento illustra i messaggi chiave per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. In primo luogo, è fondamentale un’oculata azione di prevenzione, che richiede un ampio spettro composto da diversi livelli: coordinamento nell’informazione, tempestiva e corretta comunicazione a popolazione e operatori, interventi di miglioramento delle condizioni abitative e dell’ambiente urbano. Per fronteggiare situazioni di emergenza legate al caldo estremo è quindi necessario un sistema di gestione integrato e multidisciplinare che includa anche l’energia, la pianificazione urbanistica, la gestione dei servizi idrici e la sicurezza alimentare.

L’Italia va considerata comunque un esempio virtuoso, in quanto è stato uno dei primi Paesi in Europa ad attivare un Piano operativo nazionale di interventi per la previsione e la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute e a introdurre sistemi di allarme nelle principali città.

Il Programma di prevenzione nazionale si fonda su alcune compnenti essenziali: coordinamento centrale delle azioni di prevenzione e delle istituzioni coinvolte; sistemi di previsione e di allarme città specifici; basati sul monitoraggio delle condizioni climatiche e sull’analisi dei dati storici di mortalità e di variabili metereologiche; definizione di un flusso informativo per la diffusione dell’informazione sul livello di rischio; definizione di un referente del piano a livello locale; sorveglianza sanitaria degli effetti sulla salute; interventi di prevenzione e assistenza sanitaria e sociale; interventi di informazione e comunicazione rivolti alla popolazione generale e ai sottogruppi di rischio; interventi di formazione del personale socio-sanitario; programmi di valutazione e monitoraggio degli interventi attivati.
 

05 giugno 2013
© Riproduzione riservata

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