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Giornata mondiale della salute mentale. Oms: “Circa due over 60 su dieci soffrono di un disturbo mentale”

Si concentra sulla salute mentale negli anziani la Giornata mondiale della salute mentale 2013. Per l’Oms, difronte ad una popolazione che invecchia,  occorre preparare gli operatori sanitari e la società a soddisfare le esigenze specifiche delle popolazioni più anziane sempre più fragili.

10 OTT - Circa il 15% degli adulti over 60 soffre di un disturbo mentale. E i disturbi neuropsichiatrici in questa fascia di popolazione rappresentano il 6,6% del totale delle disabilità (Daly). Nonostante la maggior parte della popolazione anziana goda di una buona salute mentale, soprattutto quella più anziana è a rischio di sviluppare disturbi mentali e neurologici o avere problemi derivanti dal cattivo uso di sostanze per controllare la depressione.
Ecco quindi che la Giornata mondiale della salute mentale si concentra quest’anno non solo sulla salute mentale della popolazione in generale, ma anche su quella degli anziani. Anche perché di fronte ad una popolazione che sta invecchiando rapidamente – si stima che nel 2100 il numero di over 60 anni triplicherà – diventa essenziale prestare la massima attenzione a queste patologie.
 
“La popolazione mondiale sta invecchiando rapidamente – sottolinea l’Oms – tra il 2000 e il 2050, la percentuale di anzianissimi nel mondo, si stima raddoppierà passando dall’11% al 22%. In termini assoluti, si tratta di un aumento previsto da 605 milioni a 2 miliardi di persone over 60. Persone che devono affrontare particolari sfide per la salute fisica e mentale, che hanno bisogno di essere riconosciute”.

 
I numeri dei disturbi mentali negli over 60. Oltre il 20% degli adulti di età compresa tra 60 e oltre soffre di un disturbo mentale o neurologico (escluso le cefalee) e il 6,6% di tutte le disabilità (Disability Adjusted anni di vita-DALY) tra gli over 60 è attribuito a disturbi neurologici e mentali.
I più comuni disturbi neuropsichiatrici in questa fascia di età sono la demenza e la depressione. I disturbi d’ansia colpiscono il 3,8% della popolazione anziana. I problemi correlati all’uso di farmaci interessano quasi l’1% e circa un quarto delle morti da autolesionismo si registrano nella popolazione tra i 60 anni e oltre. I problemi correlati all’abuso di sostanze tra gli anziani sono spesso trascurati o mal diagnosticata, denuncia l’Oms. Inoltre i problemi di salute mentale sono sottovalutati dagli operatori sanitari e dagli anziani stessi, e lo stigma che circonda la malattia mentale rende le persone riluttanti a chiedere aiuto. Non solo, denuncia l’Oms, le persone anziane hanno più probabilità di avere un lutto, un calo di condizione socio-economica con il pensionamento, o una disabilità. Fattori che possono causare isolamento, perdita di indipendenza, solitudine e disagio psicologico.
 
Inoltre la salute mentale ha un impatto sulla salute fisica e viceversa. Ad esempio, gli adulti più anziani con malattie fisiche, come le malattie cardiache hanno tassi più elevati di depressione rispetto a quelli in salute. Viceversa, la depressione non trattata in una persona anziana con malattia cardiaca può influenzare negativamente l’esito della malattia fisica.
Gli anziani sono anche esposti alla trascuratezza fisica e al maltrattamento. Quest’ultimo può portare non solo a danni fisici, ma anche a gravi, a volte conseguenze psicologiche durature, tra cui la depressione e l’ansia.
 
Demenza e depressione. La demenza colpisce soprattutto le persone anziane. Si stima che 35,6 milioni di persone nel mondo sono affette da demenza. Il numero totale di persone affette da demenza è destinato a raddoppiare ogni 20 anni, passando a 65,7 milioni nel 2030 fino a 115,4 milioni nel 2050, con la maggior parte dei malati concentrati  in Paesi a basso e medio reddito.
La depressione unipolare si verifica nel 7% della popolazione anziana generale e rappresenta il 1,6% del totale disabilità (DALY), tra i più di 60 anni. La depressione è sotto-diagnosticata e non trattata  in contesti di assistenza primaria. I sintomi della depressione in adulti più anziani sono spesso ignorati e non trattati perché coincidono con altri problemi di fine vita.
Gli adulti più anziani con sintomi depressivi sono più esposti rispetto a quelli con patologie croniche come le malattie polmonari, ipertensione o diabete.
 
Strategie di trattamento e di cura. È importante preparare gli operatori sanitari e la società per soddisfare le esigenze specifiche delle popolazioni più anziane. Per cui, sottolinea l’Oms, occorre puntare sulla: formazione degli operatori sanitari nella cura degli anziani; prevenzione e gestione delle malattie associate all’età, malattie croniche comprese, disturbi neurologici e mentali da uso di sostanze; progettazione di politiche sostenibili per l’assistenza a lungo termine e alle cure palliative; sviluppare servizi e tararli sulla esigenze della popolazione anziana
Non vi è alcun farmaco attualmente disponibile per curare la demenza, ma molto può essere fatto per sostenere e migliorare la vita delle persone affette da demenza e dei loro caregiver e le famiglie. Tra i molti strumenti che si possono adottare, l’Oms indica la diagnosi precoce, l’incremento dell’attività fisica, fornire informazioni e supporto a lungo termine per gli operatori sanitari.

10 ottobre 2013
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