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La settimana del cuore. Dal 10 al 16 febbraio 700 cardiologie aperte in tutta Italia

Al via la 5ª Campagna nazionale di sensibilizzazione della Fondazione “per il Tuo Cuore” Onlus, dell’Anmco, dedicata quest’anno alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa soprattutto in giovani e sportivi. La Serie A di Calcio dedicherà la 24a giornata di campionato alla “salute del cuore”

30 GEN - In Italia ogni anno sono 60mila le vittime di morte cardiaca improvvisa di cui circa mille soprattutto fra i giovani e negli sportivi. Nell’80% dei casi si tratta di atleti dilettanti o di minore livello agonistico. Sono infatti proprio gli atleti ad avere il doppio della probabilità di essere vittime di morte improvvisa rispetto ai coetanei che non fanno sport agonistico, gli uomini un rischio oltre cinque volte superiore a quello delle donne.
 
Tante, troppe morti in età giovanile che dovrebbero e potrebbero essere evitate: proprio per questo la 5ª Campagna Nazionale di sensibilizzazione della Fondazione “per il Tuo Cuore” Onlus dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), che si terrà dal 10 a l6 febbraio, è dedicata quest’anno alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa soprattutto nei giovani e negli sportivi, con l’obiettivo di far capire alla popolazione che questi eventi drammatici possono essere prevenuti e gestiti in modo da non rivelarsi fatali.
 
Nella “Settimana del Cuore” in oltre 700 ospedali italiani i cardiologi Anmco saranno a disposizione dei cittadini per incontri formativi, visite gratuite ed iniziative educative. La Campagna sarà sostenuta anche dalle squadre della Serie A del Campionato di Calcio, che il 16 febbraio dedicheranno alla “salute del cuore” la 24a giornata di campionato. A sostegno dell’iniziativa anche la Federazione Italiana Gioco Calcio attraverso il Commissario Tecnico della Nazionale Cesare Prandelli, che parteciperà alla realizzazione di uno spot come testimonial della Campagna. La “settimana del cuore” sarà inoltre l’occasione per una raccolta fondi da dedicare alla ricerca e alla prevenzione cardiovascolare: per tutta la settimana si potrà donare 1 euro inviando un SMS solidale al 45595 oppure 2 o 5 euro chiamando da rete fissa.

 
“La morte cardiaca improvvisa nei giovani è relativamente rara ma terribile, perché spezza una vita nel fiore degli anni – osserva Attilio Maseri, presidente della Fondazione ‘per il Tuo Cuore’ – L’incidenza è più elevata in chi soffre delle cosiddette cardiopatie genetiche aritmogene. Fra queste cardiopatie vi sono problemi che purtroppo spesso non emergono in un controllo medico normale, non approfondito. Il primo, importante messaggio che cerchiamo perciò di diffondere è l’importanza della pratica dell’attività sportiva associata alla prevenzione attraverso visite accurate: in Italia chi vuole svolgere attività sportiva dovrebbe sottoporsi ad un programma di screening con valutazione della funzione cardiovascolare attraverso elettrocardiogramma, se necessario ecocardiogramma, prove da sforzo e, nei casi dubbi o nei soggetti con una familiarità per malattie cardiovascolari, anche con esami più approfonditi. Il nostro Paese è all’avanguardia nei protocolli per le visite sportive, che hanno consentito di ridurre di quasi il 90% i casi di morte cardiaca improvvisa fra gli sportivi nell’arco degli ultimi anni”.
 
Nonostante i successi ottenuti serve però maggior consapevolezza nella popolazione e sicurezza nei centri sportivi perché nonostante l’impegno e l’ottimo lavoro del Coni e della Federazione di Medicina dello Sport, non sempre lo screening sportivo è sufficiente e gli arresti cardiaci continuano purtroppo a verificarsi”.
 
Quando accade, l’unica possibilità di salvezza è uno shock elettrico che “richiama all’ordine” il battito cardiaco facendolo tornare normale, una scossa salvavita che può essere erogata da un defibrillatore esterno: i defibrillatori dovrebbero essere presenti su tutto il territorio nei luoghi pubblici, dai centri sportivi ai campi da calcio e di tutti gli altri sport, ma tuttora in Italia sono diffusi a macchia di leopardo e l’unica alternativa è chiamare il 118 sperando che i soccorsi arrivino in tempi brevissimi. Nell’attesa, per ridurre il più possibile i danni dovuti al mancato arrivo del sangue al cervello è fondamentale praticare alla vittima la rianimazione cardiopolmonare, che purtroppo pochi conoscono.
 
Per questo fondi raccolti grazie alla Campagna saranno destinati anche a corsi di formazione e addestramento personale per riconoscere e gestire la morte cardiaca improvvisa dedicati a studenti dal 3° al 5° anno delle scuole secondarie di secondo grado.
 
“In almeno 60 scuole italiane, 3 per ogni Regione, coinvolgendo circa 40mila ragazzi – ha spiegato Michele Gulizia, coordinatore nazionale della Campagna e presidente designato Anmco – porteremo corsi interattivi in cui si farà ampio uso della bambola/simulatore Mini Anne già utilizzata per progetti analoghi: gli studenti impareranno in poche ore a intervenire e crediamo che questo possa essere un ottimo investimento sul futuro di tutti. Se i ragazzi capiscono che possono addirittura salvare una vita grazie a pochi semplici gesti, infatti, possono diventare “ambasciatori” delle manovre di rianimazione nelle loro famiglie, aumentando il numero di chi sa come affrontare un attacco cardiaco e contribuendo alla riduzione del numero delle vittime. Infine, la raccolta fondi servirà all’acquisto di non meno di 60 defibrillatori semiautomatici che saranno donati a 3 squadre calcistiche giovanili per ogni Regione i cui capitani, allenatori e staff tecnico abbiano partecipato ai corsi di rianimazione cardiopolmonare”.
 
Nella “settimana del cuore” in oltre 700 ospedali italiani i cardiologi Anmco saranno a disposizione dei cittadini per spiegare come si può mantenere il cuore sano e in forma. “Attraverso “Cardiologie Aperte” intendiamo sensibilizzare gli italiani al rischio cardiovascolare e diffondere consigli di prevenzione – ha detto Francesco Bovenzi, presidente Anmco - ogni Centro avrà un proprio programma di iniziative, dalla distribuzione di opuscoli informativi al colloquio con i cardiologi, a iniziative educative”.

30 gennaio 2014
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