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Corte dei conti. Squitieri: “No a nuove manovre di bilancio che rallentano ripresa”


Così il presidente della Corte dei conti nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2014. Alla presenza del Capo dello Stato, Squittieri ha aggiunto che il 2014 sarà “anno di sfide e riforme” necessarie per “cambiare rotta”. L'Italia può comunque “contare sulla Corte dei conti per la tutela dell’unità economica della Repubblica". LA RELAZIONE

14 FEB - No a nuove manovre che di bilancio “che rischiano di innescare un circolo vizioso che rallenta la ripresa”, si a riforme necessarie per un cambio di rotta, sorvegliata speciale ancora una volta la corruzione per cui “servono norme chiare e semplici” per eliminare “margini di incertezza e ambiguità” e non abbassare la guardia sull’evasione, indispensabile per il taglio delle tasse. Questi alcuni dei punti che il il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, ha toccato questa mattina in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2014.
 
Alla presenza del Capo dello Stato, Squittieri ha lanciato il suo monito anche al mondo della politica auspicando che il 2014 sia anno sfide e riforme. Quindi indispensabile cambiare rotta. “Il Paese – ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti - dovrà dimostrare capacità nuove, saper riformare le proprie istituzioni e le regole; orientare il contributo di tutti al risanamento complessivo”. Si tratta, ha aggiunto Squitieri “di sfide molto impegnative che impongono radicali cambi di rotta nei comportamenti e negli strumenti finora impiegati”.

 
No a nuove manovre
Per il presidente dell’Alta Corte contabile “Va scongiurata l’eventualità di nuovi interventi di correzione del disavanzo, riproduttivi di un circolo vizioso che rallenta la ripresa".
“Gli obiettivi di medio termine definiti a livello europeo - ha aggiunto - costituiscono ancora un vincolo severo per la gestione del bilancio e del debito pubblico, anche nella prospettiva di un ciclo economico che auspichiamo torni favorevole”.
 
Momento difficile, ognuno faccia la sua parte
“In questo momento storico così difficile, in questo tempo della responsabilità, l'Italia può contare sulla Corte dei Conti per la tutela dell’unità economica della Repubblica”. La Corte – ha aggiunto – Squitieri – ribadisce il proprio “impegno” che “è totale, senza condizioni”. E ha riconosciuto come nonostante il contesto economico sia “ancora difficile non sono mancati, sul finire del 2013, i primi segnali di ripresa”.
 
Richiamo all’Europa
Uguale capacità di riforma “dovrà dimostrare l'Europa nella ricerca delle autentiche ragioni del l'appartenenza all'Unione, che vanno ritrovate non nei soli vincoli di bilancio, ma nell'adozione di progetti di rilevante interesse strategico comune. Si tratta di sfide molto impegnative, che impongono radicali cambi di rotta nei comportamenti e negli strumenti finora impiegati”.
 
Corruzione e lotta all’evasione
L’allarme corruzione resta alto. E per questo Squittieri ha sottolineato come servano norme chiare e semplici per eliminare “margini di incertezza e ambiguità”. Il presidente della Corte dei Conti non ha mancato di ribadire “l'importanza di una strategia di prevenzione generale che renda residuale, anche se necessario, il momento sanzionatorio dei comportamenti illeciti". Secondo Squitieri, che ha ricordato come la Corte sia “particolarmente attiva nel contrasto alle irregolarità e alle frodi comunitarie”, va sottolineata l'importanza di una strategia di prevenzione generale che renda “residuale anche se necessario il momento sanzionatorio dei comportamenti illeciti”. La prevenzione “deve svilupparsi attraverso il monitoraggio costante dell’attività sia delle pubbliche gestioni che del mercato in generale, impiegando strumenti e procedure tali da garantire la massima trasparenza nell’attività della pubblica amministrazione”.
Se la politica vuole ridurre le tasse deve portare avanti “la lotta all'evasione”. Bisogna "proseguire nell'azione di recupero della base imponibile sottratta all'obbligo tributario – ha osservato Squitieri – condizione questa essenziale per ridurre il livello della pressione fiscale”.
 
Spesa pubblica
 La revisione e la razionalizzazione della spesa pubblica rappresentano uno snodo fondamentale nell'azione del Governo. Questo il “suggerimento” del presidente della Corte dei Conti. Perché “Sussistono ampi margini per una razionalizzazione della stessa e per il riassorbimento di inefficienze e di distorsioni gestionali – ha aggiunto – tra le numerose anomalie mi sia consentito qui richiamare la ingiustificata sussistenza di trattamenti economici sperequati nell'ambito della pubblica amministrazione. È opportuno vigilare in particolare affinché', anche nell'istituire nuovi organismi e autorità indipendenti, non si determinino assetti retributivi privilegiati”.
 
Per la sanità vedi gli approfondimenti dedicati nelle relazioni del Presidente Squitieri e del Procuratore generale della Corte dei conti, Salvatore Nottola.

14 febbraio 2014
© Riproduzione riservata


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