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Niente acqua pulita per 768 milioni al mondo. Oggi la Giornata Mondiale

Un terzo della popolazione, inoltre, non può usufruire di bagni e latrine. Il mix di scarsa igiene e acqua contaminata causa la morte, ogni giorno, per diarrea, di circa 1.400 bambini. Le stime di Save the Children. Che avverte: "Da qui al 2050 ci saranno 25 milioni di bambini in più senza cibo a causa della siccità".

22 MAR - “Più saranno i bambini che potranno accedere ad acqua pulita e servizi igienici adeguati e meno saranno quelli che si ammaleranno o addirittura perderanno la vita: la sconfitta della mortalità infantile va di pari passo con un sempre più largo e universale diritto all’acqua e all’igiene per bambini e adolescenti”. A lanciare il messaggio è, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, Filippo Ungaro, Responsabile Comunicazione, Campagne e Volontari Save the Children.

Parliamo tuttavia di “diritti per i quali bisogna ancora impegnarsi con la massima determinazione: se infatti si registrano dei progressi significativi e il raggiungimento del VII obiettivo del millennio, per ciò che riguarda il diritto all’acqua potabile, lo stesso non può dirsi per la disponibilità di servizi igienici adeguati. In base agli attuali trend infatti l’obiettivo di dimezzare il numero globale di adulti e bambini che non hanno accesso a servizi igienici, entro il 2015, non sarà raggiunto. Oggi – ha proseguito Ungaro - circa un terzo della popolazione mondiale, tra cui moltissimi bambini, non può usufruire di bagni e latrine, con il conseguente rischio di ammalarsi e addirittura morire: diarrea e polmonite, che sono le due principali cause di mortalità per i bambini sotto i cinque anni,  sono strettamente collegate ad una scarsità di acqua, igiene e presenza di servizi. Inoltre ripetuti episodi di diarrea possono saldarsi con la malnutrizione, rafforzandone sintomi ed effetti, fino ad esiti anche mortali”.

 
Secondo i dati presentati da Save the Children, su una popolazione di 7 miliardi di persone, 768 milioni non hanno ancora accesso a fonti di acqua salubre e 2,5 miliardi vivono in pessime condizioni igieniche. Fra di essi una quota rilevante è costituita da bambini e ragazzi sotto i 18 anni che non dispongono ancora di forniture sicure di acqua e che vivono senza servizi igienici adeguati.
 
Il mancato diritto ad acqua e igiene e l’impatto sulla salute e mortalità infantile
“Il mix di scarsa igiene e acqua contaminata che causa la morte, ogni giorno per diarrea, di circa 1.400 minori con meno di 5 anni”, ha spiegato ancora l’organizzazione a difesa dei bambini. “La diarrea è, da sola, responsabile del 16% delle morti infantili. Eppure, nei paesi cosiddetti ricchi, è considerata un piccolo disturbo, curabile con pochi sali reidratanti. E’ assurdo che per milioni di bambini rappresenti ancora un killer micidiale”, ha proseguito Filippo Ungaro.
 
L'Africa subsahariana, l’America centrale e meridionale, l’Asia orientale e i Caraibi sono le aree del mondo dove è più bassa la disponibilità di acqua “migliorata” (cioè controllata e potabile) e servizi igienici e dunque maggiore l’incidenza della diarrea e di altre malattie  correlate all’acqua contaminata e alla scarsa pulizia, quali la polmonite, il tracoma, infezioni della pelle e degli occhi. Particolarmente critica poi la situazione nelle aree rurali, rispetto a quelle urbane.
 
Lavarsi le mani con il sapone può salvare la vita

Save the Children stima che la disponibilità di servizi igienici adeguati e la possibilità di lavarsi le mani possa ridurre l’incidenza della diarrea infantile fino al 50% e quella delle infezioni dell’apparato respiratorio - per esempio la polmonite - di circa il 25%. Per Ungaro, dunque, “l’educazione all’igiene deve essere una componente essenziale dei programmi di risanamento: se ai bambini non si insegnano pratiche virtuose, non bastano impianti igienici adeguati e funzionanti per ottenere miglioramenti concreti della loro salute”.
Save the Children,  nell’ambito della campagna Every One lanciata nel 2009 per contribuire a ridurre la mortalità infantile,  porta avanti progetti nel settore della igiene e dell’accesso all’acqua in molti paesi: in particolare, informa le comunità sulle corrette pratiche igienico-sanitarie. Educa i bambini e le famiglie sull’importanza di lavarsi le mani con il sapone. Depura l’acqua per renderla pulita e potabile. Costruisce gabinetti e sistemi di fognature ed educa all’utilizzo e pulizia delle latrine. Forma le mamme alle pratiche igieniche personali e dei propri figli, tra le quali la corretta pulizia del cordone ombelicale dei neonati per evitare gravi infezioni.  Insegna a mantenere asettiche le sale parto”.
 
Le conseguenze dei cambiamenti climatici:  crescono malnutrizione e malattie infettive
A minacciare ulteriormente il diritto all’acqua pulita sono anche e con sempre maggiore intensità, inquinamento e i cambiamenti climatici. “Si stima che ogni giorno 2 milioni di tonnellate di liquami e scarichi fognari non trattati vengano sversati nei mari e nei fiumi, compromettendo la qualità e potabilità dell’acqua”, ha spiegato Save the Children lanciando l’allarme anche sull’impatto che il surriscaldamento globale sta avendo sulla disponibilità e  qualità dell’acqua: “sempre più spesso terribili siccità colpiscono ampie aree del mondo, causando fame e malnutrizione. Si stima che la mancanza di cibo colpirà 25 milioni di bambini in più di qui al 2050”.
All’estremo opposto ci sono  le violente e frequenti alluvioni che ricoprono d’acqua insalubre vaste zone. Ambienti umidi che diventano ideali per lo sviluppo e diffusione della zanzara malarica: “Si stima che la malaria colpirà oltre 320 milioni di persone entro il 2080 e la diarrea si prevede che crescerà del 10% entro il 2020”.
 
“Sono vari e complessi – ha concluso Ungaro - i fattori che spiegano perché un bene vitale come l’acqua non sia accessibile a centinaia di milioni di bambini e adulti: la  mancanza o inadeguatezza di investimenti per infrastrutture idriche, sistemi fognari e approvvigionamento di acqua nei paesi più interessati dal problema; l’inadeguato rilievo dato alla questione dell’acqua e dei servizi igienici nei  piani di sviluppo delle nazioni più colpite da queste carenze;  la conflittualità fra stati, per il controllo e la gestione delle risorse idriche; i cambiamenti climatici e le insufficienti strategie messe in atto per rimuoverne le cause e contenerne gli effetti”.

22 marzo 2014
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