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Sanità elettronica. Al progetto del San Giovanni Addolorata di Roma il premio Tecnosan 'Azienda the best privacy guardian'

Il programma vincitore è stato promosso dal dottor Michelangelo Bortolo e ha coinvolto il carcere Regina Coeli. Obiettivi principali: offrire la consulenza medica specialistica a distanza per teleconsulti edeffettuare all’interno del carcere accertamenti specialistici diagnostici avanzati. 

04 APR - E’ stato consegnato ieri a Roma, in occasione della seconda edizione di Tecnosan, l’evento sulla sanità digitale italiana, il premio ‘Azienda The Best Privacy Guardian’ nato con l’obiettivo di premiare l’impresa o l’ente che meglio delle altre ha salvaguardato la privacy del paziente nel rispetto della normativa vigente in Italia e in Europa.

Il vincitore di questa seconda edizione dell’award è stato: ‘Il programma di Telemedicina tra Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma e il carcere Regina Coeli di Roma’ del dott. Michelangelo Bartolo, dirigente Resp. UoS Telemedicina AO S. Giovanni Addolorata in collaborazione con Gianpiero Guerrieri, già Direttore UOC ICT AO S. Giovanni Addolorata, e Giorgio Scaffidi, direttore Pronto Soccorso Cardiologico AO S. Giovanni Addolorata.

Gli obiettivi del programma vincitore erano: offrire la consulenza medica specialistica a distanza per teleconsulti (anche H24) o telemonitoraggio clinico di pazienti selezionati afferenti alle branche della cardiologia e della medicina interna; effettuare all’interno del carcere accertamenti specialistici diagnostici avanzati che richiederebbero l’accompagnamento del detenuto all’esterno; ridurre il numero di trasferimenti per accertamenti diagnostici e/o di ricoveri incongrui; fare diagnosi differenziale tra una patologia reale e una simulazione tutelando così sia i medici o gli infermieri della casa circondariale, sia i detenuti affetti da reale patologia.


Il software usato per la telemedicina carceraria è stato interamente realizzato “in House” dall’A.O. San Giovanni Addolorata ed è di proprietà della stessa. Tale particolare è di notevole importanza in quanto l’intera soluzione progettuale, le licenze di utilizzo e il successivo sviluppo non dipendono da ditte esterne: questo permette di poter risparmiare sui costi di gestione e soprattutto di modificare ed adeguare il software a nuove esigenze.
Il software permette la compilazione guidata dell’obiettività clinica del paziente ed è stato progettato per poter essere usato anche da personale non medico.
Ad ogni richiesta inviata si attivano automaticamente degli alert mirati (sms, e-mail, fax) ai medici di guardia della struttura ricevente che provvederà a prendere in esame la richiesta e rispondere nei tempi concordati. Presso l’Ospedale San Giovanni di Roma è attivo il Centro Servizi di Telemedicina gestito da personale infermieristico che funge da “cabina di regia” che controlla, smista e coordina le richieste ricevute. Il software realizzato, le infrastrutture informatiche e il Centro Servizi sono già in condizione di poter replicare il servizio di telemedicina ad altri istituti penitenziari selezionati sull’intero territorio nazionale.

Le problematiche tecniche risolte sono state dovute al fatto di dover "aprire" verso l'esterno una realtà che per la sua peculiarità deve essere chiusa. La sicurezza è stata particolarmente curata attraverso l'utilizzo di tecnologie avanzate.

Il sistema sopra descritto veicola i dati dei pazienti attraverso l’etere e via web; per tale motivo si è dovuto provvedere ad attuare una serie di ulteriori accorgimenti per tutelare la riservatezza dei dati del paziente. Il problema della sicurezza è stato affrontato, oltre che con i tecnicismi dell’ICT quali trasmissioni crittografate basate su VPN, anche con misure di più alto livello (tunneling tra il Centro Servizi del Reparto di Telemedicina dell'Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata ed una postazione posta nell'infermeria di Regina Coeli). La progettazione dell’intero sistema (software, trasmissione dati, archiviazione in sicurezza nei server dell’ICT dell’ AO San Giovanni Addolorata) ha usato i più avanzati sistemi di sicurezza rendendo il modello invulnerabile anche in contesti critici.

La flessibilità del sistema di telemedicina e la progettazione della sicurezza a diversi livelli hanno consentito di adottare questa soluzione nel rigido sistema di controlli del sistema carcerario. Il tutto è stato realizzato grazie all’attiva collaborazione e coinvolgimento del DGSIA (Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del personale e dei servizi Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati) che nella persona dell’ Ing. Anfuso si è adoperato per garantire la sicurezza e il funzionamento del servizio di telemedicina.



 

04 aprile 2014
© Riproduzione riservata


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