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Cancro. Arriva "Oncoguida.it", per scegliere dove curarsi al meglio. Ma molti centri fanno troppi pochi interventi per essere affidabili

Realizzata da Aimac, ministero Salute, Iss e Federsanità Anci. Con un clic la struttura dove fare indagini diagnostiche e ricevere cura e assistenza in tutta Italia. Selezionate oltre 1.200 strutture. Indicati anche i volumi di attività e la situazione è critica in molte realtà. Lorenzin: "Un percorso di trasparenza con dati sicuri e certificati". De Lorenzo: "Un grande servizio ai cittadini". DATI NAZIONALI - DATI REGIONALI

23 APR - Basterà un clic per capire a quali strutture rivolgersi per effettuare indagini diagnostiche e ricevere trattamenti terapeutici e riabilitativi in ambito oncologico, ed anche per capire dove trovare sostegno psicologico, assistenza sociale e previdenziale.
Grazie al sito Oncoguida.it, una sorta di “cicerone on line” presentato oggi al Ministero della Salute, i malati di cancro e i loro familiari potranno facilmente orientarsi tra le 1.205 strutture sanitarie italiane che ad oggi (la banca dati è in costante aggiornamento) si occupano di oncologia. Ma non solo. All'interno vi troveranno anche i riferimenti specifici dei 3.975 reparti afferenti alle diverse discipline oncologiche e dei 17.038 medici che vi lavorano.
 
Ma la vera novità sta nella individuazione dei volumi di attività dei singoli reparti. Per l’individuazione dei “centri ad alto volume di attività per il trattamento diagnostico-terapeutico” sono stati infatti definiti dei cut-off per ciascuna tipologia di tumore in base all’incidenza della patologia e alla complessità delle procedure diagnostiche e/o chirurgiche necessarie al trattamento. Le strutture di ricovero che hanno avuto un numero di dimessi superiore o uguale al valore del cut-off definito per il singolo tumore sono stati identificati come “Centri ad alto volume di attività” per quello specifico tumore (nel sito sono evidenziate con un puntino verde).

 
Non solo, il nuovo strumento - nato dalla collaborazione tra l’Associazione Italiana Malati di Cancro (AIMaC), il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e Federsanità Anci e realizzata dalla Sics – consentirà anche di identificare rapidamente le associazioni di volontariato (ne sono censite al momento 866) che possono offrire preziosi supporti. Insomma, uno strumento utile e soprattutto “trasparente”.
 
“Grazie ad Oncoguida.it e agli altri strumenti che il ministero della Salute ha messo in atto – ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin,  nel corso della presentazione di Oncoguida – abbiamo intrapreso un  percorso di trasparenza che avere dati sicuri e certificati. Sono troppi i siti internet non certificati nei quali i cittadini si avventurano, siti con sedicenti medici che propongono terapie alternative pericolose. Avere quindi guide ‘bollinate’ con dati sicuri è importantissimo. Questo ci consentirà inoltre di individuare quelle strutture che non offrono garanzie di sicurezza e che sono da chiudere. Questo vale per le patologie oncologiche ma anche per i punti nascita che effettuano ogni anno un numero di parti insufficiente ad offrire garanzie di sicurezza. Abbiamo così l’opportunità di accrescere il rapporto di fiducia con il cittadino. Ma dobbiamo capire che non si può avere tutto sotto casa”.
 
La parola d’ordine è quindi orientare il cittadino in assoluta sicurezza.
 
“Oncoguida.it è nata dalla necessità di mettere insieme l’universo delle informazioni sulle patologie oncologiche – ha spiegato Francesco De Lorenzo, presidente Aimac – per evitare ai cittadini di navigare in siti non certificati e valutati. Grazie all’analisi delle Sdo 2009 abbiamo raccolto dati validati che ci hanno consentito di individuare le strutture dove si effettuano alti volumi di attività, e che offrono quindi  maggiori garanzie di efficacia e quelle dove al contrario i casi trattati sono pochissimi: pensiamo che ci sono strutture che operano appena  11-12 casi l’anno di tumore al colon retto. Strutture alle quali i malati non devono rivolgersi. Abbiamo reso in questo modo un grande servizio ai cittadini e alle istituzioni, e a costo zero. Riconosciamo con umiltà la possibilità che ci possano esserci errori nel nostro sistema, ma siamo disponibili ad apportare ogni correzione purché le modifiche richieste si basino su dati certi”.
 
Ma quali sono state le metodologie seguite? Attraverso l’analisi delle Schede di dimissione ospedaliera 2009 sono state individuate, in ogni regione, le  strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate adeguate alla cura delle patologie oncologiche maggiormente diffuse, sia dal punto di vista medico sia chirurgico. Sotto la lente sono finiti i dimessi in regime di degenza ordinaria e in day hospital, con relativa durata media della degenza e numero medio di accessi.
 
Le patologie in esame. In particolare sono state prese in esame colon-retto, connettivo (sarcomi e altro), esofago, fegato colecisti e vie biliari, mammella, osso, ovaio, pancreas, pleura, polmone, prostata, rene, sistema nervoso centrale, stomaco, testicoli, tiroide, utero (corpo e collo), vescica e vie urinarie, linfomi mieloma multiplo e leucemie linfatiche, altre leucemie, testa-collo.
 
Per l’individuazione dei “centri ad alto volume di attività per il trattamento diagnostico-terapeutico” sono stati definiti dei cut-off per ciascuna tipologia di tumore in base all’incidenza della patologia e alla complessità delle procedure diagnostiche e/o chirurgiche necessarie al trattamento. Le strutture di ricovero che hanno avuto un numero di dimessi superiore o uguale al valore del cut-off definito per il singolo tumore sono stati identificati come “Centri ad alto volume di attività” per quello specifico tumore (nel sito sono evidenziate con un puntino verde).
 
I dati per volumi di attività: molti centri al di sotto del “cut off” ottimale (VEDI TABELLA)
L’analisi dell’Oncoguida, come già detto, permette di rilevare i centri antitumore anche in base al volume di attività per ogni singolo tumore. Per facilitare la lettura ai pazienti è stato inserito un “pallino verde” che contraddistingue quei centri che hanno un “cut off” ottimale. Il quadro che emerge, tuttavia, non è molto incoraggiante. Ad oggi (non dimentichiamo però che i dati si riferiscono al 2009) per nessun tipo di tumore si raggiunge il 50% di centri con cut off ottimale. Anzi, in molti casi le percentuali dei “pallini verdi” sono molto basse con percentuali a una cifra come nel caso del tumore al pancreas per il quale solo il 2,47% dei centri censiti ha un cut off ottimale, o dell’esofago (4,70%), come per il connettivo (4,89%).
Dati migliori per la vescica e le vie urinarie con il 49,25% dei centri con un cut off ottimale e per il sistema nervoso centrale (41,10%).
 
Un sito in continuo agiornamento. Va tuttavia sottolineato, avvertono i curatori del sito, che il sistema oncologico italiano è in continua evoluzione e pertanto i volumi di attività delle strutture non inserite tra i “Centri ad alto volume di attività” potrebbe essere modificato negli ultimi 3 anni. Per questo, ogni anno, sulla base dei dati disponibili, Oncoguida sarà aggiornato, ma si invitano sin d’ora le strutture in possesso di dati più aggiornati o difformi da quelli presenti sul sito a segnalarli per offrire ai pazienti e ai loro familiari l’informazione più aggiornata e completa dell’attività assistenziale svolta.

23 aprile 2014
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