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Autismo. Anffas contro l'Inps: “Rischio caos per accertamento e rivedibilità diritti a invalidità”

L’Inps usa come criterio per l'esonero dalla rivedibilità l’anacronistico DSM IV e non il DSM V. "Così non è chiaro cosa rientri nel termine ‘autismo’ e se vi rientri o no l’intero gruppo dei disturbi dello spettro autistico o il solo disturbo autistico”. E poi restano indicazioni diverse tra Inps e Asl cui è affidato il primo accertamento. La nota INPS.

25 GIU - “Rimaniamo interdetti per il testo del Messaggio Inps n. 5544 del 23.06.2014, in cui il principio in base al quale non si debba avere alcuna visita di revisione per i minori con autismo, fino al loro compimento della maggiore età, diventa foriero di incertezze e forti dubbi”. Ad affermarlo è Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas Onlus - Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, evidenziando che “il principio è sacrosanto, ma perché indicarlo in un Messaggio ad hoc quando vi è già da anni il Decreto Ministeriale 2 agosto 2007 che prevede l’esclusione dalla rivedibilità per tutte le patologie rientranti nel Gruppo 10 del medesimo e quindi tutte le patologie mentali dell’età evolutiva e adulta con deficit neuropsichici e della vita di relazione?”.
 
Per Speziale “le Linee Guida avrebbero potuto al massimo chiarire meglio quanto indicato nel Decreto sopra detto, ma tale risultato non lo si è raggiunto perché non si chiarisce neppure bene a che condizione di “autismo” si voglia far riferimento”. Infatti, spiega Speziale, “nel Messaggio, quale criterio di valutazione per il diritto all’esonero dalla rivedibilità, si fa riferimento all’anacronistico DSM IV - tra l’altro nemmeno nella versione TR - e non al DSM V, non avendo così chiaro cosa rientri nel termine “autismo” preso in considerazione dal Messaggio e cosa no e se rientri l’intero gruppo dei disturbi dello spettro autistico o il solo disturbo autistico, con esclusione, quindi, della sindrome di Rett, della sindrome di Asperger, del disturbo disintegrativo della fanciullezza e del NAS/atipico”.

 
Per il presidente dell’Associazione “è quindi prevedibile, purtroppo, un caos assoluto anche perché il Messaggio in questione vincola le Commissioni Inps ma non quelle dell’Asl, cui è demandato il compito del primo accertamento sia dell’invalidità civile che dello stato di handicap, cui segue l’eventuale controllo, salvo il silenzio assenso, dell’Inps”.
 
“È tempo - conclude Speziale - di istituire un serio tavolo tecnico che consideri la necessità di verificare le modalità oggi adottate dall’Inps - anche nell’attuazione del D.M. 2 agosto 2007, che prevedeva addirittura una revisione a cadenza annuale del novero delle patologie da considerare esonerabili -  ma soprattutto quella di una più ampia revisione del modello di accertamento dell’invalidità civile e dello stato di handicap, che si liberi da vincoli burocratici, come anche l’Inps stesso sta dimostrando, anche se con interventi non del tutto adeguati”.

25 giugno 2014
© Riproduzione riservata

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