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Gb. Jeremy Hunt confermato Ministro della Salute. Obiettivo: cure territoriali e nuovi investimenti per non far scomparire il Nhs

Dalla promessa di nuovi investimenti passando per le demenze e le cure terrioriali. Il partito conservatore ha vinto e forma il suo governo, ma la sua maggioranza è esile. Essa dovrà contare non solo sul pieno sostegno dei  suoi eletti ma sul più ampio sostegno degli elettori al di fuori di Westminster.

15 MAG - Jeremy Hunt è stato riconfermato Ministro della salute nel nuovo governo conservatore.  Nel suo programma elettorale, il partito conservatore si è impegnato ad aumentare i finanziamenti per il NHS di 8 miliardi di sterline all'anno entro il 2020; aumentare i finanziamenti per la cura della salute mentale; migliorare l'accesso al GPS con un servizio di sette giorni su sette; continuare a integrare i servizi sanitari e sociali;  dare ai pazienti l'accesso completo alle proprie cartelle cliniche elettroniche.

Hunt ha detto in una dichiarazione dopo la sua riconferma: “Sono onorato di essere rinominato Ministro della salute, ma ho un’enorme responsabilità per centinaia di migliaia di medici, infermieri e altro personale del servizio sanitario nazionale che stanno lavorando duramente in questo momento e sotto una pressione enorme della domanda di cure da parte dei cittadini”.


Ha aggiunto: "La mia più grande priorità ora è quella di trasformare le cure sul territorio, non ospedaliere ... Tutti noi vogliamo che ogni singolo cittadino più vecchio e vulnerabile, sia trattato con i più alti standard di cura, quindi abbiamo bisogno di un cambiamento radicale nel settore dei servizi offerti attraverso gli ambulatori del medico di famiglia, la cura della comunità e l’assistenza sociale”.

Jeremy Hunt non può più rinviare le decisioni ad alto rischio: più soldi e servizi, oltre ad avere promesso di estendere l'accesso all'assistenza sanitaria di base e alle cure mentali.

La priorità è schiacciante per stabilizzare il sistema finanziario. I conservatori sono stati fortunati ad ottenere il traguardo elettorale senza un rapido deterioramento dei saldi del NHS. Ma la promessa di 8miliardi £ in più oltre l'inflazione entro il 2020 non sarà facile nei prossimi due anni, anche perché il NHS fornisce obiettivi di produttività a malapena credibili. Ci vuole quindi rapidità di azione, per quanto difficile, se il governo non vuol lasciare il NHS scivolare in una crisi, senza ritorno.

La moderazione ha pagato, ma se il blocco della contrattazione non sarà rimosso diventerà un problema, e i sindacati ammaccati dalla sconfitta dei laburisti,  non mancheranno l’occasione per avviare un'azione sindacale forte.

Il governo conservatore, certo fornirà maggiore stabilità normativa e strutturale senza abrogare all'ingrosso il Salute e Social Care Act 2012, ma alcune modifiche sono probabili. Una fusione tra il Monitor e il Trust Development Authority SSN è previsto, mentre termina la supervisione sul NHS da parte dei fanatici della Autorità Garante della Concorrenza e Mercati fautrice della concorrenza spregiudicata nel servizio sanitario nazionale e in qualche modo questo servirà  a confutare l’ accusa di privatizzazione del servizio sanitario.

Ora,  quella quinquennale Forward View del NHS in Inghilterra che aveva detto a chiare lettere al governo che senza maggiori finanziamenti e senza integrazione dei sistemi sanitario e sociale  la riforma del 2012 era destinata al fallimento, è inattaccabile come progetto politico per il servizio sanitario, e deve essere inequivocabile il sostegno del governo.

Hunt non può più continuare il suo approccio solo sulla vigilanza  degli organismi centrali. Con George Osborne di nuovo al Tesoro, la battaglia in primo luogo è quella sul finanziamento del NHS.

Se David Cameron promette di governare il Paese "nell'interesse di tutto il suo popolo",  l’impegno preso nel programma elettorale  di aumentare le risorse per il Social and care Act diventa il banco di prova per stabilire approcci più audaci per riconfigurare una medicina di territorio di qualità con la presa in carico della salute globale del cittadino nel suo ambito sociale di bisogni, per sollevare dallo stress e dalla frustrazione il personale del NHS, per riqualificare la rete ospedaliera molto provata dall’emergenza in continuo sovraccarico. 

La grande incognita sotto questo governo sarà l’assistenza sociale; è impossibile prevedere come Osborne troverà delle soluzioni per maggiori detrazioni fiscali e di spesa sul versante sociale o come farà in modo che i  governi locali non subiscano tagli ulteriormente selvaggi, alla spesa sociale.
 Senza alcune  forti innovazioni come per esempio un’assicurazione obbligatoria per l'assistenza a lungo termine, il futuro dei servizi sociali, e la capacità del paese di far fronte alle esigenze della sua popolazione che invecchia, diventano impossibili.

Mentre il nuovo governo delinea le sue priorità per il discorso della Regina, il tema del dibattito pubblico si concentra dalla scuola, alla sanità, alla difesa. Ma c'è un problema che domina la scena: la ridefinizione di un sistema di  protezione sociale, per una popolazione che invecchia inesorabilmente e non sempre in buona salute.

Con quasi 23 milioni di persone nel Regno Unito con più di 60 anni, più di un terzo della popolazione, il problema è destinato a peggiorare in futuro. Non è possibile salvare il NHS senza dover investire in assistenza sociale.

Quando i servizi pubblici non riescono a sostenere le persone anziane correttamente la società è destinata a raccogliere i cocci di un sistema che non funziona più. Le decisioni di spesa pubblica che devono essere assunte oggi determineranno quanto le persone anziane saranno  curate nei loro ultimi anni di vita, ben oltre il prossimo parlamento. Ciò non riguarda soltanto i milioni di persone anziane, ma le loro famiglie. La ricerca condotta dalla London School of Economics ha dimostrato che circa mezzo milione di anziani e disabili che ricevevano cure nel corso del 2009, dopo i tagli d’austerità non hanno più diritto ad esse, mentre l'Associazione dei governi locali stimano in £ 4,3 miliardi il buco nero nel settore dei servizi di assistenza sociale , entro la fine del decennio.

Non passa una settimana senza che i dati sul morbo di Alzheimer da parte di persone che lottano per accedere al supporto dei servizi di buona qualità a livello locale, non appaia nella sua drammaticità. La demenza costa al Regno Unito un totale di £ 26 miliardi l'anno (pari a £ 30.000 per persona con demenza ogni anno). Come è possibile immaginare ancora con la spending review di Osborne ulteriori tagli all’assistenza sociale fino al 2020?
Il partito conservatore ha vinto e forma il suo governo, ma la sua maggioranza è esile. Essa dovrà contare non solo sul pieno sostegno dei  suoi eletti ma sul più ampio sostegno degli elettori al di fuori di Westminster. Ora è il momento per il governo di mostrare il suo volto attento a dare risposte a tutto il suo popolo.

L'inazione o la mancanza di investimenti in servizi sociali dovranno fare i conti entro la fine del prossimo parlamento con quasi un milione di persone che vivranno con demenza. Non c'è spazio per l'autocompiacimento.

La maggior parte degli utenti regolari del sistema di assistenza sociale hanno più di 65 anni e si basano su di esso per il supporto giorno per giorno. Gli operatori sono spesso mal pagati e senza alcuna formazione specifica sulla demenza. L'impatto di questo sistema difettoso non è solo sentita da chi lo usa, ma anche  dai milioni di assistenti mal pagati che devono raccogliere i danni della mancanza di supporto che è necessario ma non è fornito dal servizio pubblico.

In questo nuovo Parlamento si dovranno affrontare le cause e non i sintomi, riallocare risorse e investirne di nuove per dare assistenza sociale e servizi salute a tutti i cittadini senza cadere nella trappola del prima e del dopo. Economia forte, Welfare forte sono un binomio intrinsecamente inscindibile l’una non vive senza l’altro.
 
 
Grazia Labate
Ricercatore in economia sanitaria, già sottosegretario alla sanità
                           

15 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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