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Martedì 27 SETTEMBRE 2016
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Il 2015 visto da Quotidiano Sanità. Dalla guerra tra medici e infermieri alla delusione per il Patto tradito

Un anno intenso per la sanità quello appena messo alle spalle. Da subito caratterizzato dallo scontro Governo Region sui nuovi tagli alla sanità che hanno cancellato le promese del Patto per la Salute. E poi il crescente scontro tra le due maggiori professioni sanitarie non ancora concluso. E poi la grande protesta dei medici con lo sciopero nazionale del 16 dicembre contro la politica del Governo. E molto altro ancora...

01 GEN - Dalle manovre, al decreto appropriatezza passando per la direttiva sugli orari di lavoro e lo sciopero dei medici. Ma non solo, il caos nei pronto soccorso, la morte della piccola Nicole e l’allarme dell’Oms sulle carni rosse. E ancora, lo scontro tra medici e infermieri sul comma 566, il Ddl sulla Responsabilità professionale e il Ddl Concorrenza, senza dimenticare la bufera Aifa e lo sciopero dei medici. Certamente non bastano questi flash a riassumere il 2015 di Quotidiano Sanità ma in ogni caso abbiamo provato a ripercorrere attraverso il nostro archivio i fatti e gli avvenimenti che hanno caratterizzato il settore nell’anno che si è appena chiuso.
 
Un anno, il 2015 per il quale c’era molta attesa dopo l’approvazione nell’estate 2014 del Patto per la Salute, con i suoi tanti provvedimenti all’interno, e dopo una legge di Stabilità, i cui tagli alle Regioni (e quindi soprattutto alla sanità) venivano rinviati a future intese.
E proprio il tema dei tagli ha aperto il 2015 (senza mai lasciarlo in verità). Ma come vedremo molte saranno le questioni che si trascineranno per 12 mesi e che probabilmente caratterizzeranno l’anno venturo. A partire dalle tante misure tradite del Patto per la Salute

 
Gennaio: scoppia la bagarre sul comma 566. Il mese di gennaio oltre ai tagli è stato contraddistinto dall’inizio di una battaglia emblematica: quella sul comma 566 inerente le nuove competenze infermieristiche. E sono i medici il 9 gennaio ad aprire le ostilità denunciando un’invadenza delle competenze. La questione si è trascinata per 12 mesi e di fatto ancora oggi non si è risolta e testimonianza ne sono le ultime aspre polemiche che hanno caratterizzato anche la fine dell’anno. Ma a gennaio c’è stato anche l’annuncio del decreto antifumo del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, provvedimento portato a casa in dicembre. Ma sulle prime pagine sono finite anche le denunce sul caos nei pronto soccorso e la prima bozza dei nuovi Lea (un provvedimento ancora inattuato e che dovrà essere approvato entro il mese di febbraio 2016 secondo quanto previsto dall’ultima legge di Stabilità).
 
Febbraio: arriva il Ddl concorrenza. Nel mese di febbraio si apre un’altra battaglia che ha catalizzato l’attenzione perlomeno di tutta la  prima metà del 2015: quella sulla convenzione della medicina generale, con la prima minaccia di sciopero (l’annuncio sarà dato in seguito per il 19 maggio) dei medici di famiglia contro Regioni e Sisac. Nocciolo della questione la scelta iniziale delle Regioni di limitare alcune autonomie professionali (anche economiche) nel tentativo di controllare maggiormente l’assistenza territoriale. Ma il mese di febbraio è anche quello in cui si è verificato il tragico caso della piccola Nicole, la bambina deceduta subito dopo il parto in ambulanza a causa dei disservizi della rete di emergenza pediatrica siciliana. A febbraio si aperta però anche un’altra questione caldissima e ancora di attualità. Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi presenta il Ddl concorrenza e lancia la liberalizzazione della fascia C con ricetta fuori dalla farmacia e apre all’ingresso delle società di capitali (delle due, solo quest’ultima proposta ha passato il vaglio alla Camera. Ora il testo è al Senato e sarà sicuramente uno dei temi dell’agenda del prossimo anno con le polemiche sulla fascia C destinate probabilmente a riaccendersi. Febbraio si è chiuso con la prima intesa sui tagli tra Governo e Regioni (2,35 mld) e con l’indagine sulla sostenibilità del Ssn della commissione Igiene e Sanità del Senato guidata da Emilia Grazia De Biasi che ha tenuto alto il dibattito sul futuro della sanità pubblica italiana in tempi di magri finanziamenti.
 
Marzo: cambiano i vertici di Fnomceo e Ipasvi. Marzo 2015 è stato il mese del rinnovo delle cariche ai vertici di Fnomceo e Ipasvi con le presidenze affidate rispettivamente a Roberta Chersevani alla guida dei camici bianchi e a Barbara Mangiacavalli alla guida degli infermieri (sullo sfondo occorre ricordare tutto il caso sull’incompatibilità politico amministrativa che ha visto coinvolti i presidenti uscenti e senatori Amedeo Bianco e Annalisa Silvestro che, prima della conclusione dell’istruttoria avviata dalla Giunta parlamentare per le elezioni chiamata a decidere sulle incompatibilità, decidevano comunque di non ricandidarsi).
 
Il 31 marzo è poi la data in cui la legge prevedeva la chiusura degli Opg. Ma ad oggi ancora non tutti però sono stati chiusi.
 
Aprile: Inzia la battaglia sul decreto appropriatezza. Andando avanti, il Def in aprile ha messo nero su bianco le indicazioni di fabbisogno per la sanità per il triennio (anche se quelle cifre saranno poi riviste al ribasso nella Stabilità 2016). Ma, soprattutto ad aprile si sono aperte  le ostilità sull’appropriatezza prescrittiva (dibattiti tv, interviste e commenti che hanno catturato il proscenio per buona parte dell’anno), quando è stata lanciata la stretta su esami e prestazioni inutili con annesse sanzioni patrimoniali ai medici (le sanzioni patrimoniali sono saltate ma sono rimaste quelle accessorie. In ogni caso l’elenco con le 203 tra visite e analisi soggette a limitazioni di rimborsabilità è stato poi approvato a novembre dalla Stato Regioni). Il 20 aprile il senatore Andrea Mandelli è confermato alla guida della Fofi.
 
Maggio: elezioni in 7 regioni. Nel mese di maggio hanno tenuto banco le elezioni in 7 regioni che sostanzialmente hanno portato alla sospensione delle trattative tra Stato e Regioni sulle misure da mettere in atto per applicare i tagli da 2,35 mld. Il 18 maggio è stato poi revocato lo sciopero dei medici di famiglia con la firma di un’intesa in tarda notte al Ministero sul rinnovo della convenzione in cui è stata ribadita la natura libero professionale del medico di famiglia (complici anche le elezioni regionali e il rinnovo di commissione Salute, Comitato di Settore e Sisac, in realtà la trattativa non è mai ripartita e la questione sarà certamente uno dei temi stringenti del prossimo anno).
Ma a maggio è scoppiata anche la polemica tra il governatore della Toscana Enrico Rossi e il Dg Aifa Luca Pani sui farmaci contro l’epatite C con la Regione che decideva di dare gratuitamente il farmaco a tutti i malati e non solo a quelli in stadio avanzato (come previsto dalla normativa) e ha anche provato a fare gare regionali (poi andate e deserte).
 
Giugno: Consulta boccia blocco contratti Pa. Giugno è stato invece il mese in cui la Corte costituzionale ha bocciato il blocco dei contratti della Pubblica amministrazione.
 
Luglio: Tiene banco il Dl Enti locali. Mentre a luglio a tenere banco è stato il Dl Enti locali (in cui sono confluiti i tagli da 2,35 mld e relative misure su: beni servizi, farmaceutica, inappropriatezza, solo per citare le principali). Il 30 luglio Sergio Chiamparino viene confermato alla guida della conferenza delle Regioni (anche se di lì a pochi mesi si sarebbe poi dimesso).
 
Agosto: Ok a manovra sanità. Prima delle ferie gli ultimi botti, con l’approvazione del Dl Enti locali e la presentazione delle tabelle con le prescrizioni inappropriate e i risultati della commissione Alpa sulla Responsabilità professionale (con inversione onere della prova, riduzione tempi prescrizioni, etc..). E proprio sul tema da segnalare come il 5 agosto la commissione Affari Sociali ha visto un cambio alla presidenza con l’avvento di Federico Gelli che riprenderà in mano il Ddl sulla Responsabilità professionale sanitaria, uno dei temi che sarà protagonista dell’ultima parte del 2015 (il testo è stato poi approvato dalla commissione, ma il via libera Camera è stato posticipato in primavera). L’estate è stata caratterizzata dai primi venti su nuovi tagli alla sanità con le parole prima del commissario alla Spending review, Yoram Gutgeldt e poi del suo predecessore Carlo Cottarelli su possibili ulteriori margini di dieta per il comparto.
 
Settembre: Arrivano nuovi 'tagli'. A settembre dopo la ferie da segnalare la nomina di Walter Ricciardi alla guida dell’Istituto Superiore di Sanità  (dopo esserne stato commissario). Ma soprattutto a gelare il sangue del settore è stato l’annuncio del premier Matteo Renzi: per il 2016 il settore avrebbe potuto contare su 111 mld (invece che i 113,1 previsti dal Def e dai 115,4 del Patto per la salute del 2014). Una doccia fredda, ma sostanzialmente attesa, che ha scatenato oltre alla protesta delle Regioni anche il primo annuncio di mobilitazione da parte dei medici che sarebbe confluito in una manifestazione in novembre ed in uno sciopero in dicembre.
 
Ottobre: Governo presenta Legge di Stabilità. Chiamparino si dimette da presidenza Regioni. Ma è il mese di ottobre ad essere denso di questioni. In primis il libro di Silvio Garattini che boccia l’omeopatia come metodo di cura a livello scientifico. Poi la Camera che approva il Ddl concorrenza (ricordiamo fermo al Senato) e poi ottobre è il mese delle polemiche sul Piano vaccini (ancora però fermo in Stato Regioni dopo lo stop del Mef sulle coperture economiche). Ma ottobre è anche il mese dei casi giudiziari che investono i vertici dell’ospedale israelitico nel caso ‘cartelle pazze’ e c’è poi l’arresto del vicepresidente della Regione Lombardia, e fino a poco tempo prima anche assessore alla Sanità, Mario Mantovani (accusato di concussione, corruzione e turbativa d’asta). A metà mese il Governo presenta poi la Legge di Stabilità (il cui esame, tra polemiche ed emendamenti, si protrarrà fino a poco prima delle feste di natale)
 
Il mese di ottobre si chiude con l’annuncio di dimissioni da parte di Chiamparino al vertice della Conferenza delle Regioni, ufficialmente per la sua volontà di occuparsi delle difficoltà finanziarie della sua Regione, il Piemonte. Ma il fuoco di fine mese ci ha pensato poi l’Oms ad accenderlo con il suo rapporto shock sulle carni rosse e la correlazione con il cancro.
 
Novembre: scadono termini su legge per orari di lavoro. Il mese di novembre, oltre alla manovra sempre in sottofondo, vede la presentazione dell’Ocse del rapporto annuale sui sistemi sanitari. La fotografia della sanità italiana è in chiaro scuro: alta aspettativa di vita e bassa spesa, ma scarsa attenzione agli anziani e alta obesità infantile per esempio. Altro tema caldo del mese è stato poi quello sull’entrata in vigore (scadenza 30 novembre) della legge che attua la direttiva Ue sugli orari di lavoro in sanità.
 
Dicembre: Sciopero medici e via libera Stabilità e Dl Antifumo. Dicembre è la cronaca di queste ultime settimane: lo sciopero dei medici, l’inquinamento, le dimissioni, dopo esser stato sospeso per presunto conflitto d’interessi, del presidente Aifa Sergio Pecorelli (e nomina del successore Mario Melazzini). Altra nomina quella di Stefano Bonaccini alla guida della Conferenza delle Regioni al posto di Chiamparino. Mentre il 22 dicembre viene dato il via libera definitivo alla Stabilità e il giorno seguente al decreto antifumo che con le polemiche mai sopite sul comma 566 chiudono il sipario su questa fotografia del 2015 sanitario che se n'è andato.
 
Luciano Fassari

01 gennaio 2016
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