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Ricerca sul Cancro. Tornano sabato 30 gennaio le Arance della Salute dell’Airc

L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro sarà presente in 2.500 piazze italiane con l'iniziativa "Arance della Salute", per raccogliere nuove risorse da destinare al lavoro di circa 5.000 ricercatori e ricordare che l'attività fisica regolare e un regime alimentare sano sono fondamentali per prevenire il rischio di cancro

28 GEN - Sabato 30 gennaio oltre 15mila volontari AIRC saranno presenti in 2.500 piazze per raccogliere nuove risorse da destinare al lavoro di circa 5.000 ricercatori e ricordare che l’attività fisica regolare e un regime alimentare sano sono fondamentali per prevenire il rischio di cancro.

3,3 milioni di morti di cancro nel mondo sono correlate a rischi legati al comportamento e al metabolismo. Il dato mondiale di tipo statistico è stato recentemente reso noto dall’Institute for Health Metrics and Evaluation, centro indipendente di ricerca globale sulla salute dell’Università di Washington (fonte Health data.org). Da tali dati si evince che oltre il 40% delle morti per cancro potrebbero essere facilmente prevenibili modificando gli stili di vita. Il fumo resta di gran lunga la principale causa di morte con 1,5 milioni di decessi all’anno, ma numerosi altri fattori sono preoccupanti: l’obesità, una dieta con eccesso di sale, alcol, basso consumo di frutta e verdura, e, seppure in minor misura, l’eccesso di carne rossa e processata, aggiunti a una scarsa attività fisica, sarebbero responsabili di quasi 2 milioni di morti per cancro.


“Le Arance della Salute sono il nostro primo appuntamento nazionale di raccolta fondi per il 2016 – ricorda  Federico Caligaris Cappio, nuovo Direttore Scientifico AIRC – Si tratta di un’iniziativa storica della nostra Associazione attraverso la quale puntiamo a raccogliere oltre 2 milioni e 300 mila euro per continuare ad alimentare il lavoro dei nostri circa 5.000 ricercatori impegnati quotidianamente nei laboratori di tutta Italia per rendere il cancro sempre più curabile. Oggi stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica che sta accelerando i tempi delle scoperte e, di conseguenza, della messa a punto di nuovi farmaci creati per colpire bersagli specifici. Proprio per questo è necessario proseguire senza pause nel lavoro di ricerca, la mole di informazioni da elaborare per arrivare a un risultato richiede competenze sempre maggiori e investimenti appropriati”.

“Studi effettuati dal nostro gruppo di ricerca focalizzano l’attenzione sul rapporto tra nutrienti e metabolismo e sui meccanismi alla base della prevenzione e del rallentamento della progressione dei tumori - spiega  Antonio Moschetta, ricercatore AIRC presso l’Università degli Studi di Bari - Abbiamo identificato un nuovo ormone, il Fibroblast Growth Factor 19 (FGF19), prodotto dall’intestino in relazione all’assunzione di nutrienti. Durante i pasti a livello del fegato avviene la secrezione di bile che, una volta entrata nell’intestino, permette la digestione e l’assorbimento di nutrienti, in particolare dei grassi. A sua volta la bile è in grado di attivare la produzione di FGF19, che segna la fine del percorso digestivo ed è incredibilmente importante per segnalare al fegato di bloccare la secrezione di bile. Questo asse fegato-intestino, che gioca un ruolo principale nel metabolismo dei nutrienti soprattutto dopo i pasti, deve essere mantenuto in una condizione di omeostasi e normalità. Si è visto infatti che la presenza e la capacità di produrre e secernere questo ormone è in grado di prevenire il tumore del fegato e di diminuire la suscettibilità al tumore del colon-retto”.

28 gennaio 2016
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