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Campagne d’informazione, eventi studi e molto altro. Ecco l’Annual report 2015 di Senior Italia Federanziani

La Federazione delle associazioni della terza età che raccoglie 3,5 milioni di aderenti, nelle oltre 3.500 sedi pubblica un volume che riassume tutte le attività e le iniziative intraprese lo scorso anno. Messina: “Anche quest’anno abbiamo lavorato al fianco delle istituzioni per offrire loro elementi utili ad elaborare risposte efficaci ai bisogni della popolazione anziana”. IL VOLUME

09 FEB - Campagne d’informazione, digitalizzazione, eventi, studi e molto altro ancora hanno caratterizzato il 2015 di Senior Italia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età che raccoglie 3,5 milioni di aderenti, nelle oltre 3.500 sedi dislocate su tutto il territorio nazionale che ha deciso di condensare in un nell’Annual report 2015 tutte le iniziative e le attività svolte “a testimonianza dell’impegno della nostra federazione e dei suoi aderenti che in tutto il territorio nazionale operano quotidianamente allo scopo di migliorare la qualità della vita di tutti noi”.
 
“L’anno appena conclusosi – ricorda il presidente Roberto Messina nella prefazione del volume - ha segnato un passaggio simbolico importante per la nostra federazione, che ha scelto di modificare la propria denominazione in “Senior Italia”, rispondendo così anche sul piano lessicale a un cambiamento sostanziale già in atto da anni. Chiamandoci “Senior Italia” abbiamo voluto valorizzare, in luogo del dato meramente anagrafico legato all’età matura, l’aspetto positivo legato al trascorrere degli anni, ovvero l’acquisizione dell’esperienza. Il termine senex, nell’antichità, indicava proprio l’anziano ricco di esperienza e saggezza, e il Senato, organo supremo di amministrazione della Res Publica, era il depositario del sapere, delle tradizioni e dei valori portati dai saggi anziani che ne facevano parte. Definirci “senior”, oggi, vuol dire porre l’accento sul valore aggiunto della terza età, sul contributo prezioso che gli anziani portano alla vita familiare e sociale ogni giorno, costituendo il pilastro del nostro welfare nella loro qualità di nonni, il motore dell’economia attraverso le loro pensioni, e il serbatoio della memoria storica grazie alla profondità del loro vissuto”.

 
“Di fronte alle future prospettive demografiche – prosegue Messina - la politica e la società intera dovranno sempre più essere giudicate da come sapranno confrontarsi con il fenomeno dell’invecchiamento e da come tratteranno i loro anziani. Per garantire dignità alla terza età occorre sostenere la ricerca scientifica e la medicina affinché possano fare sempre più per una longevità attiva e in salute; far evolvere il servizio sanitario nazionale affinché possa rispondere in modo sempre più efficace ai mutati bisogni di una popolazione che invecchia; garantire un livello pensionistico adeguato, che consenta di vivere in serenità gli anni d’argento. E poi, nel momento più delicato della vita, quello della fragilità e della non autosufficienza, farsi carico di una domanda di aiuto da parte delle famiglie che resta troppo spesso inascoltata”.
 
“Per tali ragioni –specifica - anche quest’anno abbiamo lavorato al fianco delle istituzioni per offrire loro elementi utili ad elaborare risposte efficaci ai bisogni della popolazione anziana. Lo abbiamo fatto svolgendo, con le società scientifiche, le università, i medici di medicina generale, i farmacisti, un approfondito lavoro di analisi delle problematiche del servizio sanitario nazionale ed elaborando proposte e soluzioni. Lo abbiamo fatto attraverso il IV Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute e il Think Tank Punto Insieme Sanità, attraverso le analisi e le ricerche del nostro Centro Studi; abbiamo costruito ancora una volta capillari campagne di informazione sui temi della salute e della prevenzione all’interno dei Centri Anziani, e richiamato un vasto pubblico nel Forum della Salute, giunto alla terza edizione. Abbiamo contribuito a digitalizzare un’ampia fascia della popolazione over 55 con il secondo anno del progetto Insieme a Scuola di internet, a conclusione del quale possiamo dire di aver insegnato l’uso di Internet a ben 205mila senior”.
 
“Se ci siamo, come sempre, occupati della condizione di fragilità legata alle patologie croniche – precisa il presidente di Senior Italia -, e fatti promotori attivi dell’effettività del diritto alla salute in ogni sede e contesto, al tempo stesso abbiamo voluto affermare che quella della fragilità è solo una delle tante dimensioni della vita nella sua terza stagione, e abbiamo diretto il nostro impegno a rovesciare lo stereotipo culturale che vuole l’anziano come un peso per la società, debole, passivo, dipendente, per riaffermare con forza il valore dell’età d’argento. Lo abbiamo fatto, ad esempio, con la campagna Millepiazze per i nonni d’Italia, culminata con l’udienza presso il Presidente della Repubblica in occasione della Festa dei nonni il 2 ottobre”.
 
“Quello che si chiude – conclude -, insomma, è un anno denso di attività, impegno e successi, soprattutto grazie alle migliaia di volontari della nostra organizzazione impegnati in tutto il territorio nazionale nelle tante attività che consentono ogni giorno di migliorare la qualità della vita di tutti noi. Se tanto è il lavoro fatto fino ad oggi, ancora lunga è la strada che ci attende per stimolare i decisori nazionali, locali, europei all’adozione delle migliori strategie affinché i senior possano mantenere la migliore qualità di vita possibile, restare indipendenti e continuare a svolgere un ruolo attivo nella società e in famiglia”. 

09 febbraio 2016
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