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Oms e Margaret Chan: dieci anni nella sanità pubblica dal 2007 al 2017

L'Oms e il suo direttore generale, Margaret Chan, danno il via a una rassegna dei principali successi e delle strategie dei dieci anni dal 2007 al 2017. Il tutto in vari capitoli che saranno via via diffusi nelle prossime settimane

18 APR - Dal 13 aprile l’Oms tira le somme di “Dieci anni nella sanità pubblica 2007-2017” con un rapporto che racconta l'evoluzione della salute pubblica mondiale nel decennio in cui Margaret Chan è stata direttore generale dell'Oms (il mandato scadrà il prosimo 30 giugno).
 
Si tratta di una serie di capitoli che saranno pubblicati nelle prossime 6 settimane in cui si valuteranno successi, battute d'arresto, e sfide ancora aperte.
I vari capitoli mostreranno come l'Oms lavori assieme ad altri partner con strategie coerenti, sottolineando di volta in volta quale paese ha la leadership dei vari argomenti e progetti.
 
“Insieme – ha detto Margaret Chan - abbiamo fatto enormi progressi. Salute e aspettativa di vita sono migliorate un po' ovunque. Milioni di vite sono state salvate. Il numero di persone che muoiono di malaria e di HIV è stato dimezzato. L’Oms ha moltiplicato i suoi sforzi per fermare la tubercolosi ed ha salvato 49 milioni di vite dall'inizio di questo secolo. Nel 2015, il numero di decessi infantili è sceso per la prima volta sotto i 6 milioni con una diminuzione del 50% dei decessi ogni anno dal 1990 a oggi. Ogni giorno muoiono 19mila bambini in meno”.

Le sfide della salute nel 21° secolo lanciate dall’Oms sono senza precedenti secondo il direttore generale, anche per la loro complessità e il loro impatto.
 
Ormai, per l’invecchiamento demografico, la rapida urbanizzazione, e la commercializzazione di prodotti non salutari, le malattie croniche non trasmissibili hanno superato le malattie infettive per l’impatto sulla salute. La maggiore attenzione alle malattie cardiovascolari, ictus, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche hanno rappresentato un potente mezzo per migliorare la longevità e la speranza di vita in buona salute.
“Tuttavia, nessun paese al mondo – aggiunge Chan - è riuscito a frenare davvero l’obesità in tutte le età. Personalmente sono particolarmente soddisfatta dell'attenzione politica data alla salute delle donne, ai loro bisogni, e al loro contributo alla società”.
 
Chan prosegue ricordando gli insegnamenti nel 2014 avuti con l’epidemia di Ebola in Africa, che ha anche permesso di una risposta più veloce e più efficace alle epidemie e alle emergenze. Si sono anche velocizzati i tempi per sviluppare e produrre nuovi vaccini contromisure per le malattie come il virus Zika. Ad esempio, nel dicembre 2016, siamo stati in grado di annunciare che il vaccino contro Ebola ha raggiunto quasi il 100% di protezione secondo gli studi clinici condotti in Guinea.
 
“I vari capitoli che affronteremo – ha detto Chan – sono la chiave anche di un’altra priorità condivisa dall’Oms: l'equità nell'accesso alle cure come un imperativo etico. A nessuno dovrebbe essere negato l'accesso ai salva-vita o interventi di promozione della salute. E’ stata data una particolare attenzione all'assistenza sanitaria primaria e la salute ha un posto centrale negli obiettivi globali. È importante sottolineare – prosegue Chan - che i tutti i paesi si sono impegnati nella copertura sanitaria universale che rispecchia lo spirito dell’Oms ed è la massima espressione di equità. Si tratta di capitoli raccontano una storia di sfide globali e il modo in cui sono stati affrontate e spesso superate: lo sviluppo della salute globale è un unificante ed esaltante ed è il motore per il bene dell'umanità”.

18 aprile 2017
© Riproduzione riservata


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