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Cnr. Indagati dirigenti e amministratori: i fondi della ricerca usati per scopi personali

Dopo il fermo dell’ ex segretario amministrativo Vittorio Gargiulo, sette nuovi indagati. Fra questi il direttore generale del Cnr Massimiliano Di Bitetto, già segretario amministrativo dell’Istituto ambiente marino costiero di Napoli e l’ex direttore dell’Iamc Salvatore Mazzola. Ma tutti si dicono pronti a dimostrare la correttezza della propria condotta. L’Ente commenta: “Piena collaborazione alle indagini”.

19 MAG - Si allarga l’inchiesta sull’utilizzo dei fondi del Cnr avviata della Procura di Napoli alla fine dello scorso marzo ma partita nel 2015 dopo una denuncia dello stesso Ente. Dopo il fermo da parte del nucleo di polizia tributaria di Vittorio Gargiulo, ex segretario amministrativo, che ha fornito in queste settimane una parziale collaborazione con gli uomini della Tributaria, ieri sono scattate nuove perquisizioni negli uffici di alcuni istituti della struttura e di alcune società. Sono sette i nuovi indagati tra dirigenti e funzionari del centro di ricerche. Fra questi il direttore generale del Cnr Massimiliano Di Bitetto, già segretario amministrativo dell’Istituto ambiente marino costiero di Napoli e l’ex direttore dell’Iamc Salvatore Mazzola. Tra gli altri indagati Ennio Marsella, Paolo D’Anselmi, Michele Cilli e Giuseppa Ciccotti. Secondo l’accusa avrebbero gestito in modo illegale i fondi del Consiglio nazionale delle ricerche. Tutti i nomi coinvolti sono pronti a dimostrare la correttezza della propria condotta.

Le indagini erano partite con un primo filone dell’inchiesta dopo la scoperta che un funzionario del Cnr (Gargiulo), aveva chiesto e ottenuto rimborsi per spese relative alla propria abitazione e ad una attività di gestione di una ludoteca utilizzando fondi del Cnr. Le Fiamme Gialle, su disposizione dei magistrati inquirenti, hanno perquisito anche le abitazioni delle persone coinvolte. Tutti gli indagati potranno replicare alle contestazioni nei successivi passaggi del procedimento.


Questo secondo troncone dell’inchiesta riguarda invece l’affidamento da parte dell’Istituto ambiente marino costiero di prestazioni di servizio ad alcune ditte ricorrenti e una fittizia ‘duplicazione di prestazioni’ effettuate dalle ditte nel 2014. Un altro capitolo dell’indagine riguarda i fondi Pon dove una parte dei finanziamenti sarebbe stata impiegata per spese non riconosciute dai responsabili scientifici dei progetti. Proprio con riferimento a quest’ultimo aspetto, gli inquirenti parlano di “sistematico sperpero” di denaro.  Tutte accuse che potranno essere confutate nelle successiva fasi dell’inchiesta ancora ferma alle fasi preliminari che precedono la richiesta del processo.

Intanto il presidente del Cnr, Massimo Inguscio di fronte alle notizie apprese a mezzo stampa sulla svolta delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Napoli “per presunti reati penali in danno del Cnr e della ricerca pubblica, ribadisce - come già espresso in più occasioni - la massima disponibilità alla collaborazione alle indagini. Queste sono iniziate con una denuncia del 2015 da parte dell’Ente stesso che furono   presentate alla procura di Napoli e di Pisa e alla Corte dei conti da parte dell’allora direttore generale del Cnr, Paolo Annunziato. “I vertici e i dirigenti del Cnr – scriveva Inguscio il 28 marzo scorso - durante la presidenza del professor Luigi Nicolais, sono stati i primi a individuare i fatti oggetto di indagine citati nel servizio e relativi a personale, progetti e incarichi legati all’Istituto Iamc (Istituto ambiente marino costiero) e all’Ifc (Istituto di fisiologia clinica)”.

Lo stesso Cnr ha indetto una commissione interna all’Ente e un audit specifico “i cui risultati – comunicava ancora Inguscio - sono stati alla base sia di provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento avvenuto in luglio 2015 del signor Vittorio Gargiulo, sia di sei denunce, di cui due da parte dell’allora direttore generale Annunziato e quattro da parte del successivo direttore generale Massimiliano Di Bitetto, che le hanno inviate alle procure competenti di Napoli e Pisa e alla sezioni regionali della Corte dei Conti”.

Anche oggi Inguscio ribadisce e conferma che l’Ente “adotterà rigorosamente tutti i provvedimenti del caso. Ricorda inoltre che è in atto un’operazione per garantire la massima trasparenza, efficacia e tempestività delle procedure amministrative, che ha compreso l’istituzione recente di una apposita Commissione composta da esperti di alto profilo”.

Tale commissione, che dovrà affiancare Inguscio, è stata istituita il 4 maggio e ne fanno parte l`ex Ministro per la Giustizia Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, il professore Bernardo Giorgio Mattarella, ordinario di diritto amministrativo, e il vice avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri.

Alla Commissione spetterà anche l’individuazione di nuove regole e soluzioni per l’adeguamento dei nuovi regolamenti del Cnr, secondo il Decreto legislativo del 25 novembre 2016, per assicurare l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative del Cnr. Di tutta la vicenda si era interessata anche la trasmissione di Rai 3 Report del 27 marzo su Rai 3.
 
E.M.

19 maggio 2017
© Riproduzione riservata


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