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Farmaci. Troppi farmaci inutili somministrati ai bambini

È la denuncia degli esperti dell’Istituto Mario Negri di Milano, che il prossimo 9 settembre promuoverà un convegno sul tema dell’“Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico”. Secondo i dati del Mario Negri, il 52% dei bambini italiani assume almeno un antibiotico durante l’anno, contro il 14% i bambini inglesi.

08 SET - La maggioranza dei bambini italiani è sana, però assume mediamente 3 farmaci ogni anno per le comuni malattie dell’infanzia, sebbene alcuni farmaci frequentemente somministrati ai bambini italiani siano pressoché esclusivi per l’Italia. Il 52% dei bambini italiani assume almeno un antibiotico durante l’anno, contro il 14% i bambini inglesi. Ma in Puglia il 69% dei bambini assume antibiotici, mentre il 36% nel Lazio. L’8% dei bambini è ricoverato durante l’anno in ospedale, ma tra Friuli V.G. e Abruzzo la percentuale è doppia.
Sono questi alcuni dei dati che verranno presentati e discussi nel corso del Convegno “Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico” che si terrà all’Istituto Mario Negri di Milano il prossimo 9 settembre.
“Sin dalla sua fondazione e nei 50 anni di attività la finalità principale dell’Istituto è stata quella di contribuire alla difesa della salute e della vita umana e tra i settori prioritari in cui l’Istituto è impegnato c’è la salute materno infantile”, afferma Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, annunciando il convegno.

E i bambini italiani, assicurano gli esperti, sono sani. Tuttavia assumono sempre più farmaci. E anche la nascita, come osserva Maurizio Bonati, capo del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto, che ha organizzato il convegno, “è un evento sempre più medicalizzato e sempre meno ‘naturale’; i parti cesarei sono infatti il 38% del totale (24% in Friuli V.G. e 62% in Campania): la più alta percentuale tra i Paesi europei. La mortalità nel corso della prima settimana di vita è 2-3 volte superiore al Sud (.es. in Calabria) rispetto al Nord (es. Friuli V. G.)”.
Inoltre, precisano gli esperti del Mario Negri, sebbene l’Italia sia la 18° nazione per “sviluppo umano” è purtroppo tra le nazioni europee con maggior disuguaglianza nel benessere della salute. Le modalità, la qualità e le aspettative del nascere e crescere oggi in Italia sono ancora, e sempre più, condizionate dal luogo di residenza e dalle condizioni sociali.
“Nel corso dell’ultimo decennio – afferma Bonati -  poco è stato fatto per contrastare le disuguaglianze, e queste si sono accentuate. Il ‘nascere e crescere’ oggi in Italia è caratterizzato da ampie disuguaglianze territoriali e le condizioni di completo benessere dei bambini e degli adolescenti rimangono largamente inevase. Essere bambino straniero, appartenere ad una famiglia numerosa e povera, essere disabile, vivere al Sud non son condizioni rare oggi in Italia e sono le condizioni ad alto rischio di deprivazione sociale e sanitaria per l’infanzia italiana”.

08 settembre 2011
© Riproduzione riservata


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