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Biotestamento: nasce la Lega dei Comuni per le Dat

Nel corso dell’annuale congresso nazionale dell’Associazione Luca Coscioni è maturata l’iniziativa di creare una rete di amministratori locali allo scopo di promuovere il servizio pubblico dei Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento per tutelare il diritto all’autodeterminazione dei cittadini anche facendo ricorso a strumenti giudiziari. Ne abbiamo parlato con il neosegretario dell’Associazione, Filomena Gallo. 

03 OTT - I comuni che ad oggi hanno istituito il registro dei testamenti biologi sono più di cento, tra questi Firenze, Cagliari, Genova, Palermo, Reggio Emilia e più di trenta sono i comuni in attesa di attivare i registri. Per questo motivo l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica insieme alle associazioni a Buon diritto e Amici di Eleonora hanno promosso l’istituzione della Lega dei comuni che hanno istituito i registri dei testamenti biologici.
“L’iniziativa – spiega a QS il neosegretario della Luca Coscioni, Filomena Gallo, che succede a Marco Cappato – è stata presentata ufficialmente durante il nostro congresso annuale che si è svolto lo scorso fine settimana a Roma. I primi cittadini si sono uniti per agire all’indomani dell’entrata in vigore della legge sul testamento biologico e per avere più strumenti affinché le volontà dei propri cittadini possano essere affermate”.
 
Quindi, secondo la Gallo, si tratta di “un atto di grande responsabilità da parte dei sindaci che promuovono il registro preoccupandosi anche del vuoto legislativo” ma anche uno strumento di difesa delle Dat da parte degli amministratori nonostante la circolare del 2010 firmata dai ministri della Salute Ferruccio Fazio, del Welfare Maurizio Sacconi e degli Interni Roberto Maroni, indirizzata proprio ai comuni definiva questi registri strumenti “privi di qualunque efficacia giuridica”.

 
Ma come si relazioneranno i registri con il disegno di legge qualora venisse approvato? “In realtà – spiega ancora il neo segretario dell’Associazione Luca Coscioni – la PA ha la possibilità di istituire i registri, il disegno di legge impedisce l’esercizio della volontà del testatore e attribuisce al medico la responsabilità unica di prendere decisioni e di non considerare le volontà del testatore anche in contrasto con la Costituzione e quindi ben venga l’azione dei sindaci che si propongono impugnare in prima persona la legge su mandato dei cittadini”.
 
L’azione dei sindaci comunque “non è fine a se stessa questa Lega dei comuni è un grande segnale che viene lanciato al Parlamento che si è dimenticato dei propri cittadini”.
 
Insomma una Lega di amministratori locali “che – si legge nel manifesto costitutivo – si impegna a promuovere il servizio pubblico dei Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento, a tutelare il diritto all’autodeterminazione dei cittadini anche attraverso gli adeguati strumenti giudiziari e ad individuare i principi giuridici che permettono alle amministrazioni locali di intervenire, nonostante controversie interpretative anche da parte ministeriale”. Una rete che si fonda “sull’autodeterminazione e la libertà di scelta individuale anche tramite lo scambio di informazioni ed esperienze sull’istituzione dei registri dei testamenti biologici e la loro attivazione”.
 
S.S.

03 ottobre 2011
© Riproduzione riservata


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