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Appalti per le pulizie al Cardarelli: ai domiciliari il DG Verdoliva

L’inchiesta della Procura di Napoli riguarda gare e appalti anche del Comune di Napoli e della Soprintendenza: 16 gli indagati. Agli arresti anche l’imprenditore Alfredo Romeo. Il Governatore Vincenzo de Luca confida in un rapido accertamento dei fatti da parte della magistratura, assicura la continuità del governo del Cardarelli confidando nel direttore sanitario aziendale Franco Paradiso e chiede al manager della Asl Napoli 1 il nome di un sostituto di Verdoliva nel ruolo di commissario ad acta dell’Ospedale del mare

08 NOV - Appalti per la gara delle pulizie al Cardarelli nell’ambito di una più ampia inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli su bandi e servizi che coinvolgono le forniture di altre amministrazioni pubbliche, tra cui il Comune di Napoli (coinvolti gli uffici dei vigili, impiegati comunali e anche finanzieri). E’ all’interno di quest’indagine che Ciro Verdoliva, direttore generale del Cardarelli, stamattina è stato tratto agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione.
 
Per la Sanità campana si tratta indubbiamente di una tegola politica e tecnica che colpisce al cuore la governance del sistema campano di salute. Verdoliva è infatti uno dei manager più stimati e vicini al presidente della Regione Vincenzo De Luca, pedina fondamentale dello scacchiere dei direttori generali voluti dal governatore al suo fianco per traghettare la Sanità campana fuori dal tunnel lungo l’ultimo miglio del Piano di rientro dal deficit, figura di snodo anche per il decollo dell’Ospedale del mare, il megaospedale da 415 posti letto ubicato a Napoli est, di cui Verdoliva dal 2009 è Commissario ad acta e nel cui ruolo è riuscito a dipanare una matassa di gare, appalti e lavori edilizia che rischiava di impantanare per sempre la realizzazione di un’opera costata circa 370 milioni di euro.

 
L’intervento della Regione
Sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il manager dell’Ospedale Cardarelli, è subito intervenuto il presidente della Regione Vincenzo De Luca: “E’ emersa una vicenda giudiziaria relativa a un appalto di servizi per la pulizia dell’ospedale Cardarelli avviata nel 2013 e conclusa nel 2014, che coinvolge il direttore generale dell’azienda. Da questo momento, assume - come previsto dalla legge - le funzioni di direzione Franco Paradiso (attuale direttore sanitario). Sarà garantita la continuità e la piena operatività del Cardarelli, che rimane una struttura di assoluta eccellenza della sanità campana e nazionale. E’ stato dato mandato al direttore generale dell’Asl Napoli 1 (Mario Forlenza, ndr) di individuare un responsabile tecnico dell’Asl, per il completamento delle procedure tecnico-amministrative necessarie per l’apertura completa dell’Ospedale del Mare secondo il cronoprogramma già stabilito, e che sarà rispettato. Si esprime piena fiducia – dice ancora De Luca con una nota -  nell’iniziativa dell’Autorità giudiziaria, con l’auspicio di un tempestivo accertamento dei fatti, data anche la delicatezza delle strutture coinvolte. Come per ogni cittadino interessato da vicende di questo tipo, si dovrà attendere la conclusione delle indagini e il giudizio di merito. Per quello che ci riguarda, deve proseguire con estrema determinazione la vera e propria rivoluzione che è necessaria nella nostra organizzazione sanitaria, dal punto di vista organizzativo, finanziario e dei servizi alla persona. Devono essere accesi i riflettori in ogni ambito di attività con estremo rigore. Tutte le iniziative che vanno in questa direzione avranno il nostro pieno sostegno”.
 
L’inchiesta della magistratura
La misura eseguita rientra nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta sugli appalti Romeo. Nell’ambito della stessa inchiesta la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per l’imprenditore Alfredo Romeo con otto ipotesi di corruzione. L’indagine in corso riguarda in totale 16 indagati. Arresti domiciliari anche per Ivan Russo dirigente della Romeo. L’inchiesta della magistratura di Napoli riguarda tre diversi filoni di ipotesi corruttive, relativi ad appalti riconducibili all’ospedale Cardarelli di Napoli, al Comune di Napoli e alla Soprintendenza per i beni culturali di Roma.  L’inchiesta è svolta congiuntamente dalla Dda di Napoli e dalla sezione reati contro il patrimonio della Procura partenopea.
 
Le misure cautelari sono state chieste dai Pm Henry Jhon Woodcock e Celeste Carrano della Dda con il coordinamento del procuratore aggiunto Filippo Beatrice e dal Pm della sezione reati contro la pubblica amministrazione Francesco Raffaele con il coordinamento del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. L’ordinanza di applicazione delle misure cautelari, che risalgono al giugno scorso, è stata firmata dal gip Mario Morra. Quest’ultimo ha respinto l’accusa di associazione per delinquere aggravata in alcuni casi dal fine mafioso, dando invece il disco verde alle presunte ipotesi di corruzione.
 
L’ospedale rischia il caos
Un fulmine a ciel sereno per il manager del Cardarelli che proprio stamattina aveva diramato dalla direzione generale del Cardarelli l’allerta dell’unità di crisi aziendale per fronteggiare l’affollamento dei reparti del padiglione emergenza e contenere il preoccupante aumento delle barelle in corsia.
 
In queste settimane - affermava in un comunicato stampa - c'è stato un afflusso straordinario al nostro pronto soccorso e l'esperienza ci dice che continueranno ad aumentare con la prima influenza. Per questo ho attivato stamattina l'unità di crisi". 
Una “situation room” che Verdoliva attivava periodicamente  verificando letto per letto la disponibilità della rete ospedaliera per disporre i trasferimenti e “disingolfare” il Cardarelli.
 
Le reazioni a caldo del personale
“Stamattina era qui al lavoro, ma non posso dirle altro". Questa la laconica frase che trapela dalla Direzione generale dell'ospedale Cardarelli dove si  respira un'atmosfera pesante dopo la notizia dell'arresto di del general manager a capo della più grande azienda ospedaliera del Mezzogiorno.
 
Per i viali e i padiglioni  del grande nosocomio sembra una giornata come le altre - riferisce l'Ansa - con le ambulanze che vanno e vengono e parenti che fumano nervosamente  all'esterno del pronto soccorso. Ma tra i capannelli dei medici e gli infermieri che aspettano il caffé davanti al bancone del bar si parla solo di questo.
 
Un tam tam che ha presto raggiunto i vari ospedali concentrati nella zona collinare di Napoli tra incredulità e rammarico: "E' il miglior dirigente che abbiamo avuto finora", commenta un medico che cammina di fretta tra i viali dell’ospedale. Diametralmente opposto il parere di un altro camice bianco che sentenzia: "Con la sua gestione non e' cambiato niente - dice -  le stanze dei bottoni, dice rivolgendosi verso il grande edificio che ospita la direzione generale - restano lontane".
 
Intanto nell'edificio degli uffici amministrativi regna il silenzio.  Il grande corridoio che porta alla Direzione generale è chiuso e con i dirigenti negli uffici si può parlare solo attraverso il  cordless della guardia giurata all'esterno: "Non commentiamo  nulla - dice una voce femminile - e il direttore sanitario è in una importante riunione. So solo che Verdoliva era qui  regolarmente al lavoro". 
 
Anche tra gli infermieri non manca chi difende la sua gestione: "Ci  ha sempre dimostrato - racconta un infermiere prossimo alla pensione - che gli interessa l'azienda ospedaliera, ogni mattina viene nei reparti, chiede ai medici se ci sono problemi da risolvere. E' sempre stato molto presente e veniva anche di domenica, cosa mai successa con altri direttori".
 
E due tecnici di laboratorio sorridono nel commentare: "Quando si hanno certi ruoli, dice una delle due, è facile poi incorrere in avvisi di garanzia, la burocrazia rende tutto difficile e a volte per accelerare si fa qualcosa che può essere visto come un favoritismo. Comunque è presto per dare giudizi". "Sono basito e sorpreso, per come l'ho conosciuto Verdoliva è persona eccezionale", dice un endocrinologo che si dirige poi spedito verso la Medicina d'urgenza.
 
Ettore Mautone

08 novembre 2017
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