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Odontoiatria: 50 mila italiani vanno a curarsi all’estero. Ma qualità a rischio

La denuncia è del Codacons, secondo il quale il “turismo dentale” (soprattutto verso l’est) è legato soprattutto alla possibilità di risparmiare fino al 60% rispetto alle tariffe odontoiatriche praticate nel nostro Paese. “Ma a rischio la qualità delle cure”.

20 OTT - Cresce a forte ritmo il numero di utenti che decidono di realizzare impianti, ponti e protesi dentarie in paesi dell'Europa dell'Est come Ungheria, Croazia, Romania, Slovenia. Tanto che ogni anno solo 50mila gli italiani che scelgono di curarsi i denti fuori dai confini del nostro Paese, soprattutto per risparmiare. È quanto emerge dal progetto Sentinelle della Salute che il Codacons ha avviato con l'Agi per monitorare le abitudini degli italiani in fatto di salute.
“Alla base del turismo dentale - spiega il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi -, vi sono i costi ridotti, inferiori fino al 60% rispetto alle tariffe praticate in Italia per i medesimi interventi, la possibilità di acquistare pacchetti completi, comprendenti viaggio, alloggio e trattamenti, nonché l'abbattimento delle liste d'attesa, che nel nostro paese rappresentano una vera e propria piaga sociale'.
"Il fenomeno tuttavia, non è esente da rischi - prosegue Rienzi - All'interno del business generato dal turismo dentale si celano anche operatori improvvisati, che fiutando l'odore dei soldi propongono offerte vantaggiose senza però garantire l'adeguata sicurezza e qualità degli interventi. Altra criticità riguarda i materiali utilizzati dai dentisti di tali paesi, spesso prodotti scadenti e a basso costo che a lungo termine possono determinare l'insorgere di problemi nei pazienti'.

 

20 ottobre 2011
© Riproduzione riservata


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