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Abusi sessuali anche in Medici senza frontiere: 24 casi nel 2017. Già licenziati 19 membri dello staff

Medici senza frontiere ha deciso di diffondere, non solo i dati sui casi riscontrati l'anno scorso, ma anche principi e procedure adottati per combattere ogni forma di abuso all’interno dell'organizzazione. "Abbiamo preso questa decisione per portare avanti il nostro spirito di trasparenza, in un momento in cui il tema è sotto i riflettori in tutti i settori e gli ambiti della società, purtroppo anche quello umanitario".

14 FEB - "Da diversi anni abbiamo istituito specifici meccanismi interni di denuncia, attraverso i quali tutti i membri dello staff possono riportare comportamenti inappropriati, abusi di potere, molestie o abusi sessuali, per i quali sono previste indagini interne e sanzioni che vanno dal rimprovero alla sospensione fino al licenziamento. Grazie a questi meccanismi nel 2017, su un totale di oltre 40.000 operatori umanitari, abbiamo potuto individuare 40 casi di abusi, di cui 24 sono molestie o abusi sessuali verso membri dell’organizzazione o, in due casi, persone esterne. 19 persone del nostro staff sono state rimosse dal loro incarico".
 
Così Medici senza frontiere ha deciso di diffondere, non solo i dati sui casi riscontrati nel 2017, ma anche principi e procedure adottati per combattere ogni forma di abuso all’interno dell'organizzazione. "Abbiamo preso questa decisione per portare avanti il nostro spirito di trasparenza, in un momento in cui il tema è sotto i riflettori in tutti i settori e gli ambiti della società, purtroppo anche quello umanitario - si legge in una nota -. Msf condanna fermamente ogni forma di abuso e stiamo rafforzando i nostri meccanismi di denuncia e di monitoraggio per individuare comportamenti che collidono con i nostri principi e garantire che tutti i casi vengano denunciati e puniti, perché il settore umanitario sia trasparente e libero da questi inaccettabili atti".

 
Queste le misure di contrasto al fenomeno riportate sul sito di MSF:
 
Meccanismi per i reclami
Le nostre procedure, che includono meccanismi di denuncia e allerta (whistle-blowing) non solo da parte delle vittime ma anche da parte di colleghi o persone informate dei fatti, sono in vigore da molto tempo per incoraggiare la prevenzione, l’individuazione, la denuncia e la gestione di tutti i tipi di comportamenti inappropriati, molestie e abusi. Grazie a questi meccanismi, tutti i membri dello staff sono incoraggiati a denunciare comportamenti inappropriati o abusi, di potere o sessuali, sia tramite la loro linea di comando che attraverso canali di denuncia specifici, utilizzando indirizzi email dedicati, al di fuori di qualsiasi logica gerarchica. Le vittime e i testimoni nelle comunità dove MSF lavora sono incoraggiati, allo stesso modo, a segnalarci condotte non appropriate, cosicché le accuse possano essere adeguatamente affrontate.
 
Consapevolezza come primo passo
All’interno di MSF è stata condotta una vasta campagna di sensibilizzazione e consapevolezza, durata diversi anni, con lo scopo di informare tutto lo staff dei meccanismi a loro disposizione per denunciare qualunque tipo di abuso. Queste informazioni sono condivise attraverso comunicazioni specifiche, tra cui manuali per lo staff, riunioni, visite sul campo e training. Vengono organizzate regolarmente sessioni approfondite di sensibilizzazione alla consapevolezza direttamente sul campo. Inoltre, briefing e moduli di apprendimento sul comportamento e la gestione degli abusi sono costantemente aggiornati e migliorati.
 
MSF considera particolarmente importante proteggere le vittime e le persone che denunciano un abuso. Il nostro scopo è creare un ambiente di lavoro dove gli impiegati si sentano liberi e sicuri di presentare reclami, senza temere per la loro sicurezza, il loro lavoro o la loro privacy. Tutto questo richiede un’attenzione costante e risorse dedicate, ed è un’azione costante.
 
MSF considera inappropriato qualunque comportamento che abbia un impatto, immediato o potenziale, sulla salute e il benessere di coloro che ne sono coinvolti, così come sulla sicurezza dei nostri beneficiari e del nostro staff.
 
Gestione confidenziale dei casi
Nel momento in cui viene segnalato un comportamento scorretto, la priorità principale di MSF è la sicurezza e la salute delle potenziali vittime e di chi ha denunciato il fatto. Viene prestata immediatamente attenzione al supporto della vittima, dall’assistenza psicologica e medica al supporto legale.
 
MSF mira a garantire che queste situazioni siano affrontate con la massima riservatezza, aspetto fondamentale per le vittime e/o per i testimoni che accettano l’avvio di un’indagine da parte di MSF. In alcuni casi, vengono avviate indagini per accertare i fatti, rispondere con azioni appropriate, applicare sanzioni e identificare misure preventive. Le conseguenze per il personale MSF implicato spaziano da ammonimenti ufficiali, a training specifici, fino alla cessazione temporanea o definitiva del rapporto di lavoro.
 
MSF rispetta sempre la decisione di una vittima di procedere o meno per le vie giudiziarie. In caso di abusi sessuali contro minori, la policy di MSF prevede di riferire il caso alle autorità giudiziarie in base all'interesse del minore e della disponibilità di tali procedure.
 
La sfida cruciale: ridurre gli ostacoli alle segnalazioni
Anche se le segnalazioni di abusi attraverso i nostri meccanismi di reclamo sono in costante aumento, MSF ritiene che ad oggi i comportamenti scorretti continuino a essere sottostimati.
 
Nel 2017, anno in cui erano impiegati sul campo più di 40.000 operatori umanitari, MSF ha ricevuto 146 reclami o segnalazioni dalle missioni che sono stati poi registrati presso la sede centrale. Le segnalazioni riguardano abusi di potere, discriminazione, molestie e altre forme di comportamento inappropriato. Questa cifra non include i casi trattati direttamente sul campo e non riportati dunque alla sede centrale.
 
Su 146 reclami, indagini interne hanno identificato 40 casi di abuso o molestie, di cui 24 a sfondo sessuale. In due di questi casi, l’abuso è stato commesso nei confronti di personale non MSF (pazienti o membri della comunità). In totale, sui 24 casi di molestie o abusi sessuali, 19 persone sono state licenziate. I restanti membri del personale sono stati sanzionati in altri modi, ad esempio tramite avvertimenti o sospensioni.
 
MSF è seriamente preoccupata per tutti i possibili ostacoli che le persone potrebbero incontrare nella segnalazione di abusi e questa resta oggi una delle nostre sfide chiave. Inoltre stiamo intensificando gli sforzi per aumentare la consapevolezza dei meccanismi di segnalazione all’interno di MSF e migliorarli.
 
Le ragioni della sottostima sono probabilmente simili a quelle che si riscontrano nella società, tra cui il timore di non essere creduti, la paura di essere stigmatizzati e le possibili rappresaglie. Questi timori sono ancora più accentuati nei contesti di crisi in cui opera MSF, come le aree di conflitto, dove spesso si riscontra una generale mancanza dei meccanismi di protezione per le vittime, un alto livello di violenza generalizzata, un alto livello di impunità e dove le popolazioni possono dipendere in larga misura dagli aiuti esterni.
 
La dimensione, il turn-over e la diversità del nostro staff richiedono uno sforzo continuo per informare e creare consapevolezza sulle politiche di MSF in materia di molestie e abusi, nonché su tutti i meccanismi disponibili per segnalarli. La nostra priorità principale è rafforzare i nostri meccanismi di segnalazione e lavorare per garantire che tutti, da coloro che sono in visita dalle sedi centrali ai membri delle comunità e i pazienti, siano consapevoli di questi processi e di come accedervi, oltre che proteggere le vittime e gli informatori in ogni momento.
 
Raggiungere e mantenere un ambiente di lavoro libero da abusi e molestie è uno sforzo continuo, per il quale siamo tutti responsabili. Ci impegniamo, inoltre, a non danneggiare le persone vulnerabili che stiamo cercando di aiutare.

14 febbraio 2018
© Riproduzione riservata


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