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Venosa (PZ). Maltrattamenti su disabili in una struttura riabilitativa. Otto arresti

Gli opsiti della struttura, come riportato dall'Ansa, venivano presi a calci, pugni, schiaffi. Venivano, inoltre, "trascinati a terra" per essere trasferiti dal corridoio alle stanze. I Carabinieri hanno posto agli arresti domiciliari otto persone, hanno notificato cinque divieti di dimora e hanno sospeso dalla professione un neuropsichiatra e un medico. Ma il Direttivo dell'Associazione dei Genitori dei ragazzi ospiti del Centro si dissocia: "Atto di sabotaggio".

26 MAR - Calci, pugni, schiaffi e "trascinamenti a terra" per essere trasferiti dal corridoio alle stanze: è "l'inaccettabile e penoso il sistema di vita quotidiano" che hanno dovuto subire alcuni ospiti di una struttura riabilitativa di Venosa (Potenza), interrotto stamani dai Carabinieri del Nas.
Come riportato dall'Ansa, su ordine del gip del Tribunale di Potenza, i Carabinieri hanno posto agli arresti domiciliari otto persone, hanno notificato cinque divieti di dimora e hanno sospeso dalla professione un neuropsichiatra e un medico.
 
Uno dei divieti di dimora - da Venosa e da Bernalda (Matera) - è stato notificato a padre Angelo Cipollone, dei Padri Trinitari, direttore e legale rappresentante dell'Istituto medico psico-socio pedagogico "Ada Ceschin Pilone". Le indagini sono cominciate dopo la denuncia della madre di un paziente. Dopo aver notato "ematomi e graffi" sul corpo del figlio, la donna si era rivolta al personale dell'istituto di riabilitazione, ricevendo in risposta "sempre spiegazioni evasive e di comodo".
 
Ma i genitori dei pazienti criticano l'inchiesta. "Il presentare in modo scandalistico dovute azioni di contenimento, poste in essere con responsabilità e tatto verso ragazzi ospiti dell'Istituto di Venosa, a salvaguardia e tutela della propria e altrui salute, è atto di irresponsabilità e deliberato sabotaggio, posto in essere con finalità altre". Così l'Ansa riporta quanto scritto in una nota da Franco Deramo, per il Direttivo dell'Associazione dei Genitori dei ragazzi ospiti del Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda. 

 
"Azioni ritorsive, azioni ricattatorie - è sottolineato nel comunicato - non possono essere usate per annientare o infangare la gloriosa storia di assistenza e di servizio resi dall'Istituto, struttura sanitaria di eccellenza, in oltre cinquant'anni da operatori generosi, sensibili e con alta professionalità". Al direttore, padre Angelo Cipollone, "che ha donato - hanno evidenziato i rappresentanti dell'Associazione dei Genitori - la sua vita per la salute di tanti nostri figli, 
tutti indistintamente amati, curati e serviti come figli suoi, la nostra solidarietà e la nostra stima, unitamente ai medici, agli educatori e agli assistenti, da noi tutti profondamente apprezzati".
 

26 marzo 2018
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