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Chieti, donna morta in ospedale. Il figlio accusa: salma abbandonata. La Asl replica

Un uomo posta su Facebook un video che ritrae uno pianerottolo dell’ospedale di Chieti e una barella con un lenzuolo bianco: “Qui c’è mia madre morta”. Nel video l’uomo lamenta la presenza di cicche di sigaretta a terra e dello stato di abbandono della salma. La Asl interviene: “Luogo indubbiamente non ameno, ma di certo non circondato da rifiuti”. Quanto alle tre ore di sosta della salma su quel pianerottolo: “è il tempo di osservazione previsto dalle procedure” e “non consente la permanenza in reparto né prevede una diretta vigilanza da parte del personale sanitario”.

10 DIC - Per il figlio, sua madre morta è stata abbandonata in un corridoio sporco per ore, dopo il decesso in ospedale. E su Facebook ha pubblicato un video che mostra una lettiga, con un lenzuolo a coprire il corpo e il volto della donna, davanti alla porta di un ascensore. L’ospedale è il policlinico di Chieti dove la donna, 90enne, era ricoverata.

“Ecco dove tengono i defunti appena deceduti”, dice la voce dell’uomo nel video. “Guardate, cicche di sigarette a terra. Ecco dove tengono i morti. Sui pianerottoli. E qui c’è mia madre morta”, dice ancora l’uomo mostrando la lettiga.
 
Un video che è stato ripreso dalla stampa locale ed è stato commentato e condiviso sui social, provocando reazioni indignate.
 

La Asl di Lanciano Vasto e Chieti ha quindi deciso di intervenire per dire che la salma non è stata “né abbandonata né lasciata tra i rifiuti”,

“Questi i fatti – illustra la nota della Asl -. Come da prassi, subito dopo il decesso è stato effettuato il tanatogramma, un elettrocardiogramma della durata ininterrotta di venti minuti, eseguito per accertare l'arresto cardiaco. Ultimata questa procedura e prima di essere portato in obitorio, il corpo viene ancora trattenuto per due ore in osservanza della cosiddetta ‘sosta salma’”.

“Le tre ore, quindi – prosegue la Asl - , non sono trascorse per noncuranza da parte del personale, ma semplicemente perché quello è il tempo di osservazione previsto dalle procedure prima del trasferimento della salma nella camera ardente. E' evidente che tale circostanza non consente la permanenza ancora in reparto né prevede una diretta vigilanza da parte del personale sanitario. Di tutto questo i familiari erano stati informati”.

“Il luogo indubbiamente può essere vissuto come non ameno – prosegue la Asl -, ma di certo non era circondato da rifiuti perché, come si evince dallo stesso video, intorno non si rintracciano che alcuni mozziconi di sigaretta gettati lì da persone con poco rispetto del luogo pubblico”.

Per la Asl “stupisce, pertanto, la durezza di una denuncia che non ha ragione di essere”.

10 dicembre 2018
© Riproduzione riservata


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