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Gli italiani poco informati sui contenitori per il cibo. Indagine delllo Zooprofilattico Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta

Quasi il 40% degli intervistati dichiara di non controllare se il contenitore che utilizza reca il simbolo apposito di idoneità a contatto con gli alimenti, il 25,5% non controlla se può essere utilizzato nel microonde, il 57,2% non controlla se può essere utilizzato in freezer e il 53,3% non controlla se può essere lavato in lavastoviglie. Tra i comportamenti più a rischio, la conservazione in frigo di alimenti aperti nella latta originale. I RISULTATI

19 MAR - Italiani ancora poco attenti ai materiali a contatto con gli alimenti e al loro utilizzato. Lo rileva il sondaggio proposto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta nell’ambito del progetto: "Materiali e Oggetti plastici a Contatto con gli Alimenti d’origine animale: strategie innovative a tutela della salute pubblica dagli interferenti endocrini" ed effettuato dal CeIRSA, il Centro interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla sicurezza alimentare della Asl TO5 del Piemonte.

Per la costruzione del questionario, si è utilizzato lo strumento dei focus group con il coinvolgimento sia di esperti che di persone che normalmente utilizzano gli alimenti e i relativi imballaggi presso il proprio domicilio.  

Il questionario on–line è stato quindi somministrato nel periodo compreso tra maggio-giugno 2018 attraverso la condivisione sul sito del CeIRSA e l’indirizzo per la compilazione è stato inviato ai sottoscrittori della mailing list del sito stesso. Altri siti hanno volontariamente ripreso l’iniziativa ampliandone la diffusione. Nel periodo indicato, sono stati compilati 486 questionari, campione ritenuto soddisfacente per gli obiettivi del progetto.


In linea di massima è emersa una discreta conoscenza da parte di coloro che hanno partecipato al sondaggio della tematica dei MOCA e delle problematiche collegate. “Occorre sottolineare - evidenzia la nota che illustra i dati - che i risultati sono probabilmente influenzati dalle modalità di reclutamento degli intervistati effettuato mediante il CeIRSA, sito frequentato principalmente da addetti al settore alimentare”.
 
Quasi il 40% degli intervistati dichiara di non controllare se il contenitore che utilizza reca il simbolo apposito (bicchiere e forchetta) di idoneità a contatto con gli alimenti, mentre il 25,5% non controlla se può essere utilizzato nel forno a microonde, il 57,2% non controlla se può essere utilizzato in congelatore ed il 53,3% non controlla se può essere lavato in lavastoviglie.

I comportamenti che possono maggiormente aumentare il rischio legato alla cessione di sostanze all’alimento da parte del materiale della confezione, risultano essere la conservazione in frigo di alimenti aperti nella latta originale, seguono in misura minore la manipolazione di cibi grassi e olio con i guanti, la conservazione di sugo con pomodoro oppure sottaceti in vaschette di alluminio e la conservazione di alimenti molto salati in vaschette di alluminio. Tuttavia il 43,6% degli intervistati dichiara che non gli è mai capitato di fare uno degli abbinamenti a rischio sopraindicati.

19 marzo 2019
© Riproduzione riservata

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